L'Mps interpella il Consiglio di Stato e scrive al presidente del Gran Consiglio per chiedere di rivedere gli incarichi dati a Ponti e Piffaretti Lanz

La nomina dei tre periti da parte della Commissione parlamentare d’inchiesta sul caso Hospita – Giovanni Biaggini, tra i massimi esperti di diritto costituzionale in Svizzera; Francesca Piffaretti-Lanz, avvocato, già procuratrice pubblica; Daniel Ponti, avvocato e criminologo – solleva qualche perplessità dal punto di vista dell’opportunità. A portare il tema sui banchi della politica, dopo che martedì la Cpi presieduta da Natalia Ferrara (Plr) ha comunicato l'attribuzione degli incarichi, è il Movimento per il socialismo (Mps) che attraverso un’interpellanza al Consiglio di Stato e una lettera indirizzata al presidente del Gran Consiglio Fabio Schnellmann chiede che la Cpi rivaluti la nomina dei periti e in particolare la posizione di Ponti e Piffaretti Lanz. Se infatti sulla figura di Biaggini l’Mps non ha nessuna annotazione, sui nomi degli altri due viene fatto qualche appunto. Anzi, qualche critica.
“Per quanto riguarda Piffaretti Lanz – scrivono i deputati Matteo Pronzini e Giuseppe Sergi – la nostra contrarietà è da ricondurre alla sua vicinanza alla Lega dei ticinesi. Ci sono interrogativi sul piano dell’opportunità politica e dell'indipendenza percepita. Lega che tra l’altro – ricordano i due deputati – ha rifiutato di far parte della commissione parlamentare d’inchiesta”. Sul tema, come detto, è stata inoltrata un’interpellanza al Consiglio di Stato. Nell’atto parlamentare si chiede se, pur nel rispetto del principio della separazione dei poteri, “il governo non ritiene opportuno intervenire affinché tale situazione venga riesaminata e, se del caso, si proceda alla sostituzione della perita al fine di garantire la piena credibilità e imparzialità dei lavori”.
C'è poi la posizione “ancor più delicata”, secondo l'Mps, di Ponti. Scrivono Pronzini e Sergi: “Come risulta da un articolo apparso sul Giornale del Popolo il 24 gennaio 2004, l’avvocato Ponti ha avuto in passato contatti diretti con il principale protagonista attorno al quale ruota l’intera vicenda Hospita, Eolo Alberti. In particolare, Ponti partecipò nel 2004, in qualità di rappresentante della parte civile, al procedimento penale che coinvolse Alberti nel caso dei cosiddetti ‘falsi medici’ di Cimo, comune di cui Alberti era sindaco. Come noto, tale vicenda si concluse con la condanna di Alberti a 12 mesi di detenzione sospesi con la condizionale”. Ecco quindi cosa pensa il Movimento per il socialismo: “A nostro avviso, questa pregressa partecipazione processuale non costituisce un elemento marginale, bensì un fatto oggettivo che mette seriamente in discussione la compatibilità del ruolo di perito affidato all’avvocato Ponti nell’ambito della Cpi. Un perito chiamato a fornire valutazioni tecniche deve poter garantire non solo indipendenza sostanziale, ma anche apparenza di totale imparzialità. Il precedente coinvolgimento diretto in un procedimento penale riguardante la figura centrale dell’inchiesta parlamentare rischia di compromettere entrambe”. La richiesta, come detto, è chiara: “La commissione parlamentare d'inchiesta rivaluti la nomina dei due periti”.