La ‘Gestione’ chiede che il governo indichi ‘nel modo più preciso possibile’ la data entro cui intende presentare il messaggio sull’entrata in vigore

È arrivata la richiesta di avere nero su bianco, “nel modo più preciso possibile”, la data entro cui il governo intende presentare il messaggio sull’entrata in vigore delle due iniziative sulle casse malati accolte a larghissima maggioranza lo scorso 28 settembre. Cioè quella del Partito socialista, affinché il premio non oltrepassi il 10% del reddito disponibile, e quella della Lega dei ticinesi per la deduzione integrale degli stessi dalle imposte. Il sollecito è stato recapitato al Consiglio di Stato con una lettera datata 3 febbraio e firmata per la commissione parlamentare ‘Gestione e finanze’ dal suo presidente Fabrizio Sirica.
Il messaggio del Consiglio di Stato riguardante l’attuazione in Ticino delle due iniziative, lo ricordiamo, era atteso per lo scorso 1° febbraio, termine assegnatogli dal parlamento durante i dibattimenti sul Preventivo cantonale 2026. Nella sua missiva, la ‘Gestione’ richiama infatti agli articoli 2 e 3 del decreto legislativo concernente il Preventivo 2026 allegato al rapporto di maggioranza – realizzato dai capigruppo del Plr Matteo Quadranti e del Centro Maurizio Agustoni – approvato dal Gran Consiglio il 16 dicembre.
Più precisamente, viene rievocato nella lettera della commissione, l’articolo 2 indica che il Consiglio di Stato presenti “entro il 1° febbraio 2026 un messaggio concernente l’entrata in vigore delle modifiche legislative approvate dal popolo il 28 settembre 2025”. L’articolo 3 prevede invece che gli articoli della LCAMal, la Legge di applicazione della legge federale sull’assicurazione malattie, “così come approvati dal popolo il 28 settembre, entrano in vigore con effetto al 1° gennaio 2027, salvo diversa decisione del Gran Consiglio in evasione del messaggio di cui all’articolo 2 del presente Decreto”.
Lunedì il Servizio informazione e comunicazione del Consiglio di Stato aveva dal canto suo assicurato che “l’orizzonte temporale per la pubblicazione del messaggio rimane invariato: entro la primavera 2026, così come comunicato pubblicamente lo scorso novembre”. Non solo. Il Servizio aveva peraltro segnalato che il governo “aveva già indicato alla ‘Gestione’, lo scorso 11 dicembre, che i tempi di licenziamento di un messaggio così come proposti nel progetto di articolo 2 del rapporto di maggioranza erano molto stretti”. In tal senso, si precisava, “nella comunicazione alla commissione era indicato che il governo si sarebbe comunque adoperato, cosa che sta effettivamente facendo in questi mesi, per svolgere celermente i propri compiti, ma che non era in grado di garantire che la tempistica richiesta per presentare una proposta completa ed equilibrata potesse essere effettivamente rispettata”. Vedremo.