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Canicola, parola d’ordine: idratarsi. ‘E riguardo per i cani’

È in arrivo in Ticino un'ondata di caldo che durerà tre giorni. Le misure di prevenzione per anziani e neonati. Ma anche per proteggere gli animali

(Ti-Press)
8 luglio 2023
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Allerta di livello 3: pericolo marcato. Da domani a mezzogiorno torna in Ticino l’allarme canicola. Come annunciato da MeteoSvizzera sono previste, fino a martedì, temperature massime di 32-34 gradi che localmente potrebbero raggiungere i 35. Un caldo da cui tutti – non solo chi appartiene a categorie a rischio – devono proteggersi per evitare gravi disagi. A sottolinearlo è anche un comunicato emanato dal Gruppo operativo salute e ambiente (Gosa) del Dipartimento sanità e socialità. Con il caldo eccessivo, infatti, il corpo umano subisce un forte stress termico, e cerca di ridurre la temperatura corporea attraverso il sudore. L’aumento della sudorazione causa però un’importante perdita di liquidi e un abbassamento della pressione arteriosa a causa della dilatazione dei vasi sanguigni. Tutto ciò rischia di sovraccaricare il sistema cardiovascolare e può portare a problemi come l’esaurimento da calore, il colpo di calore o il colpo di sole. È dunque importante adottare misure per mantenere il corpo fresco e idratato e ridurre le attività all’aperto nelle ore più calde (12-16) moderando l’esposizione al sole.

Tra le categorie più a rischio, come noto, ci sono gli anziani. ProSenectute si è preparata per tempo, come ci spiega Laura Tarchini, responsabile comunicazione e marketing dell’organizzazione: già a partire da maggio, quando il Gosa ha avviato la propria campagna di sensibilizzazione, la fondazione ha iniziato a distribuire e a illustrare ai propri utenti il volantino dell’Ufficio federale della sanità pubblica denominato ‘Tre regole d’oro per le giornate di canicola’. Tre regole che sono: evitare sforzi fisici; ripararsi dal caldo e rinfrescarsi; bere molto e mangiare leggero. «Sappiamo che spesso gli anziani tendono a bere poco. Su questo aspetto cerchiamo di fare sensibilizzazione nei centri diurni, sia socioassistenziali che terapeutici, dove esiste proprio una procedura per garantire un’idratazione regolare», rileva Tarchini. Ma come comportarsi, inoltre, per passare questi giorni di caldo nel modo più sereno possibile? «Programmando uscite in mattinata, rinfrescando bene i locali nelle ore più miti e chiudendo poi le tapparelle per evitarne il riscaldamento – elenca Tarchini –. È anche d’aiuto preferire cibi freddi e rinfrescanti come frutta e verdura». Non vanno infine sottovalutati spossatezza, bocca asciutta, disorientamento, nausea e giramenti di testa: potrebbero essere indici di uno stress da calore, malore che richiede un’azione rapida. Ovvero quella di idratarsi e rinfrescare il corpo e, se necessario, rivolgersi al proprio medico.

Non chiudere le carrozzine con teli

Anche i neonati e le donne in gravidanza sono particolarmente sensibili alla canicola. Nei lattanti e nei bambini, come nelle persone anziane o affette da malattie croniche – scrive il Gosa – i meccanismi fisiologici di protezione contro il caldo (traspirazione, vasodilatazione) sono meno performanti. Per i neonati in carrozzina è quindi molto importante non chiudere con un telo la cappottina per permettere all’aria di circolare. Inoltre, come spiega a ‘laRegione’ Giacomo Simonetti, primario del Servizio di pediatria degli Ospedali regionali di Bellinzona e Valli e di Mendrisio, anche per le donne incinte e i bambini «la prima raccomandazione è di idratarsi molto bene bevendo in continuazione. Come controllo si può osservare il colore dell’urina – suggerisce Simonetti –: se rimane sempre giallo chiaro, l’idratazione è corretta, se invece è molto scura, significa che bisogna bere di più». Il medico sottolinea anche l’importanza di «indossare un abbigliamento adeguato che permetta la traspirazione».

Cinque minuti in auto possono essere fatali

Non va dimenticato che anche gli animali possono andare incontro a gravi disagi o problemi a causa dell’eccessivo caldo. «Classicamente, tra gli animali da compagnia, quello che soffre di più è il cane – afferma il veterinario cantonale Luca Bacciarini, da noi contattato –. Il cane infatti non suda, a eccezione di qualche piccola superficie sul corpo, e la sua termoregolazione avviene attraverso la respirazione. Per abbassare la propria temperatura tiene la bocca aperta e tira fuori la lingua, facendo in modo di espellere più calore possibile». Si tratta però di un metodo non molto efficiente, evidenzia Bacciarini, «ed è anche per questo che in ambienti ristretti come può essere quello di un’auto chiusa, dove la temperatura aumenta molto velocemente, i cani vanno subito in ipertermia. Purtroppo tutti gli anni quando arriva la canicola si trovano cani morti in macchina. Bastano anche solo cinque minuti». L’appello del veterinario cantonale è chiaro: «Mai e poi mai lasciare il cane in auto da solo». Tra le razze di cani più sottoposte al rischio canicola si trovano «tutte quelle che hanno la testa e il muso schiacciati, come i bulldog francesi, e che quindi già normalmente fanno fatica a respirare» osserva Bacciarini. Per quanto riguarda le passeggiate, «vanno evitate le ore più calde della giornata, e bisogna tener presente che l’asfalto e il lastricato scottano particolarmente. Dunque è meglio uscire la mattina presto, nel tardo pomeriggio o la sera. I consigli che vengono dati per gli esseri umani possono essere utilizzati al 90% anche per gli animali». Più in generale, il suggerimento di Bacciarini nei periodi di canicola è di «mettere gli animali domestici in situazioni di temperatura più bassa, assicurandosi che abbiano sempre dell’acqua fresca a disposizione. Questo vale ad esempio anche per i canarini, da non lasciare sotto la stecca del sole». Per quanto riguarda i gatti, «se già normalmente escono di casa, sanno dove trovare i posti più freschi. Se invece non lo fanno, è importante che abbiano accesso a delle stanze a temperature più basse come il seminterrato o la lavanderia dove si può lasciare una cesta». Una nota infine sugli animali selvatici: «Sono da lasciare tranquilli – dice Bacciarini –. Nei boschi bisogna fare attenzione che il cane non si metta a rincorrerli. Mentre nei giardini possiamo mettere a disposizione dell’acqua fresca per gli uccellini, cambiandola frequentemente per evitare che s’instauri la zanzara tigre».

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