30.11.2022 - 13:36
Aggiornamento: 14:36

Imposta di circolazione, dietrofront del Consiglio di Stato

Nella seduta odierna il Governo ha deciso di ritirare i Decreti legislativi urgenti sull’applicazione dell’imposta di circolazione per l’anno 2023

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Nella sua seduta odierna il Consiglio di Stato ha deciso di ritirare i Decreti legislativi urgenti concernenti l’applicazione dell’imposta di circolazione per l’anno 2023. I tre Decreti legislativi urgenti, presentati rispettivamente il 16 e il 25 novembre 2022, erano finalizzati a sanare per il prossimo anno le lacune di natura tecnica presenti nella formula sottoposta al voto popolare lo scorso 30 ottobre, dando seguito alla volontà espressa dalle parti in causa. I tre Decreti legislativi urgenti assicuravano al contempo un impatto finanziario non peggiore di quello calcolato con la formula più favorevole agli iniziativisti (85,3 milioni per il 2023 con la moratoria).

Nonostante gli sforzi profusi dal Consiglio di Stato e dai servizi dell’Amministrazione cantonale nell’ottica di una collaborazione costruttiva finalizzata a trovare una soluzione ottimale e condivisa a favore del Canton Ticino e della sua popolazione, si è constatata l’assenza di una solida maggioranza all’interno delle forze parlamentari a sostegno di una delle proposte presentate. Prendendone atto, il Consiglio di Stato ha deciso di ritirare le tre proposte di Decreti legislativi urgenti e procederà - di conseguenza - ad applicare il testo votato dal popolo lo scorso 30 ottobre, il quale tuttavia non tiene conto della differenziazione della formula in base al ciclo di omologazione dei veicoli e genererà per il 2023 (con la moratoria per i veicoli immatricolati prima del 2009) un gettito complessivo di 85,3 milioni di franchi.

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