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26.09.2022 - 18:11
Aggiornamento: 18:41

‘C’è un problema di mobbing all’Ufficio del sostegno sociale?’

Lo chiede in un’interpellanza il deputato leghista Massimiliano Robbiani. ‘La capoufficio è all’altezza del compito di conduzione attribuitole?’

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Ti-Press

"Corrisponde al vero che parole come ‘mobbing’ e ‘bossing’ girino ormai da tempo tra le scrivanie dei collaboratori della Sezione del sostegno sociale" e "nell’Ussi (Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento, ndr) in particolare?". A chiederlo per mezzo di un’interpellanza al Consiglio di Stato è il deputato leghista Massimiliano Robbiani. Obiettivo: far luce su un presunto problema di persecuzione sistematica esercitata sul personale che secondo alcuni sarebbe sfociato in diversi casi di assenza per malattia dovuti a burnout, accettazione di funzioni più basse e dimissioni. Esplicitamente messi in discussione dall’interpellante sono gli operati della caposezione del Sostegno sociale Cristina Oberholzer Casartelli e della capoufficio Ussi Francesca Chiesa.

"Ci sono dei settori dell’Amministrazione pubblica più delicati e sensibili di altri; in questi certamente rientrano quelli della sanità e della socialità, in particolare quello della Sezione del sostegno sociale che ha sotto di sé diversi uffici e servizi tra cui l’Ufficio del sostegno sociale e dell’inserimento (Ussi), che gestisce circa 8’000 persone al beneficio di assistenza pubblica – considera a titolo introduttivo Robbiani –. È facile immaginare che gli operatori della Sezione siano molto sollecitati dall’utenza e confrontati quotidianamente con situazioni critiche che richiedono caratteristiche personali particolari, in particolare: capacità di ascolto, calma, disponibilità verso il prossimo, oltre naturalmente alle competenze tecniche previste dalla funzione".

In aggiunta alla delicatezza del ruolo, vi è anche il numero molto importante di collaboratori di questa Sezione, evidenzia il parlamentare leghista: "Solo l’Ussi conta infatti circa 70 collaboratori. Proprio per questo motivo, la conduzione della Sezione, e a cascata dei relativi uffici, richiede tra le molte competenze soprattutto quella della gestione delle risorse umane". Robbiani ricorda che nel 2010 "l’allora capo dell’Ussi era stato rimosso dalla sua funzione proprio per problemi legati alla gestione del personale e il suo successore non se l’è cavata meglio. Appare quindi evidente che a capo della Sezione e dell’Ussi siano necessarie figure solide, formate in particolare nella conduzione del personale, che fungano da punto di riferimento ed esempio per i collaboratori e le collaboratrici".

Casi di burnout sopra la norma?

Da qui le domande dell’interpellanza. "Corrisponde al vero che la signora Oberholzer Casartelli ha una formazione economica e non una specifica nella gestione delle risorse umane? Se sì, si è colmata questa lacuna?". Parimenti chiede se sia vero che "la signora Chiesa è di formazione economista, e al momento della sua nomina come capo Ufficio Ussi (ottobre 2019) era appena 30enne, con nessuna esperienza nella gestione e conduzione di risorse umane, nonostante ciò fosse un requisito del bando di concorso? Se sì, come mai si è sorvolato su questa importante lacuna?".

Robbiani sollecita poi il governo affinché quantifichi il numero di collaboratori dell’Ussi che si sono assentati per ripetuta malattia superiore a una settimana negli ultimi 3 anni, specificando quante di queste assenze siano dovute a motivi psicologici/burnout. Chiede poi conferma del fatto che "lo stato di generale malessere all’interno degli uffici dell’Ussi sia stato manifestato ripetutamente e apertamente dai dipendenti sia al capo della Divisione Gabriele Fattorini, sia alla signora Oberholzer Casartelli". In caso affermativo, quali misure hanno messo in atto per meglio comprendere e risolvere tali situazioni? È poi vero che "persino il consigliere di Stato De Rosa è stato informato personalmente da diversi collaboratori dello stato di generale malessere all’interno dell’Ussi"?

E poi: "Corrisponde al vero che negli ultimi 3 anni sotto la coordinazione Oberholzer/Chiesa molti collaboratori della Sezione del sostegno hanno lasciato il loro impiego, accettando addirittura di licenziarsi e/o di assumere funzioni più basse rispetto a quelle già occupate? Qual è il tasso di turnover registrato negli ultimi 4 anni?". Infine domanda se ci sono effettivamente stati dei dipendenti dell’Ussi "richiamati a rientrare anticipatamente dalle loro vacanze, peraltro regolarmente autorizzate dalla Signora Chiesa, senza fondati motivi? In caso affermativo, ritiene il Consiglio di Stato che la capo Ussi sia all’altezza del compito di conduzione attribuitole?".

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