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24.08.2022 - 18:17
Aggiornamento: 18:34

Preconsuntivo, il deficit aggiornato cala ancora: -64,7 milioni

Con l’aggiornamento al 30 giugno diffuso oggi, dimezzato il disavanzo di 134,9 milioni previsto dal preventivo. Vitta: ‘Si chiuderà comunque in perdita’

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Altri 40,6 milioni in meno di deficit. L’aggiornamento del preconsuntivo 2022 al 30 giugno, comunicato oggi dal Consiglio di Stato, attesta il disavanzo stimato a -64,7 milioni di franchi. Meno della metà del preventivo, che fissava il rosso dei conti cantonali a -134,9 milioni di franchi. Ma anche un miglioramento, si diceva, di quasi 41 milioni di franchi rispetto all’aggiornamento intermedio al 30 aprile. Determinanti per questo risultato, spiega il governo, sono le nuove stime di luglio del Prodotto interno lordo relative al 2022.

Maggiori ricavi per oltre 100 milioni

Allo scostamento rispetto alle ultime previsioni, "concorrono maggiori ricavi per complessivi 100,3 milioni di franchi. A fronte di questo si segnala una maggior spesa per complessivi 30,1 milioni di franchi". Sul fronte dei ricavi, scrive l’Esecutivo, "la Banca nazionale svizzera, considerati gli ottimi risultati conseguiti nel 2021, ha distribuito a Confederazione e Cantoni 6 miliardi di franchi. Per il Canton Ticino l’importo incassato è quindi risultato di 162,6 milioni di franchi, ossia 25,6 milioni in più rispetto al preventivo". Ad aumentare sono pure le imposte, "sia in relazione all’aumento dei gettiti fiscali previsti (39,8 milioni) sia in relazione alla mancata entrata in vigore nel 2022 della riforma dell’imposta di circolazione, che avrebbe comportato un minor ricavo di 8,8 milioni di franchi". Crescono, poi, "di 5 milioni di franchi ciascuno i ricavi dell’imposta di bollo e dell’imposta sugli utili immobiliari".

Le maggiori spese influenzate dalla gestione dei profughi ucraini

Le maggiori spese, invece, "sono influenzate in maniera importante dal conflitto in Ucraina e dal conseguente afflusso di persone con statuto S in Svizzera e quindi in Ticino. Allo stato attuale si prevede l’erogazione di 12,7 milioni di franchi di prestazioni sociali per persone con statuto S (7,6 milioni dei quali coperti dalla Confederazione) e una spesa di 4,8 milioni di franchi pr la gestione dei centri per l’emergenza Ucraina (interamente rimborsati dalla Confederazione).

Anche la crisi sanitaria, seppur in misura minore rispetto agli ultimi due anni, "comporterà maggiori spese rispetto a quanto previsto, in particolare 7 milioni di franchi per i casi di rigore (5,5 dei quali coperti da rimborsi della Confederazione) e 3,1 milioni di franchi di spese legate all’organizzazione dell’emergenza sanitaria".

Alla voce maggiori spese figura anche quella per il personale, sia amministrativo sia docente: circa 5 milioni di franchi in più.

I dati presentati oggi dal Consiglio di Stato, scrive lo stesso nel suo comunicato, "sono da considerare con cautela, non solo perché provvisori ma anche in relazione alle incertezze e alla volatilità del momento. Rileviamo in particolare che gli impatti del conflitto attuale sull’economia mondiale e di riflesso su quella nazionale e cantonale potranno delinearsi meglio soltanto nei prossimi mesi".

Vitta: ‘Aumento stime dei gettiti un segnale positivo’

Alla cautela invita anche, interpellato da ‘laRegione’, il direttore del Dipartimento finanze ed economia Christian Vitta: «Oggi abbiamo preso atto che c’è stato un miglioramento rispetto all’ultimo preconsuntivo. È un aspetto positivo. Di negativo resta però che, malgrado questo passo avanti, le cifre sono rosse. Prevediamo infatti di chiudere in perdita».

Un miglioramento comunque c’è, e per Vitta «è dovuto principalmente all’aumento delle stime dei gettiti. È un segnale positivo perché vuol dire che i gettiti hanno tenuto meglio di quello che si prevedeva all’inizio della pandemia. Però ripeto, parliamo ancora di cifre negative. L’incertezza che stiamo vivendo e l’incertezza sugli introiti della Banca nazionale svizzera e altri fattori ci fanno dire che sarà un futuro impegnativo dal profilo finanziario. Con l’obiettivo che resta comunque, per il prossimo preventivo, di un disavanzo massimo di 80 milioni».

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