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laR
 
13.08.2022 - 19:55

Strategia energetica, Marchesi (Udc): ‘Il nucleare al centro’

Il presidente e consigliere nazionale democentrista ‘preoccupato’ per la situazione attuale svela la sua ricetta: ‘Finora da Berna proposte insufficienti’

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Ti-Press
Piero Marchesi

Le proposte della sinistra riguardo l‘energia «o sono state un completo fallimento come la Strategia energetica 2050, o sono destinate a fallire». E per questo motivo l’Udc «è pronta a combattere affinché l’approvvigionamento energetico elettrico del paese sia sicuro e affidabile». Il presidente cantonale e consigliere nazionale Piero Marchesi, interpellato da ’laRegione’, snocciola il vademecum democentrista per sopperire alla crisi dell’approvvigionamento energetico e «assicurare alla Svizzera un futuro più tranquillo».

Marchesi comincia con l’affermare che, nell’immediato, «occorre andare avanti con il nucleare, quindi allungare il ciclo di vita delle centrali. Non esiste alternativa, lo hanno finalmente capito anche i rossoverdi, che fino a ieri irresponsabilmente chiedevano un’uscita immediata dall’atomo». Detto ciò, vista la difficoltà nel loro raggiungimento, «gli obiettivi di taglio delle emissioni di CO2 come quelli contenuti nell’Accordo di Parigi vanno dilazionati nel tempo, cioè posticipati a quando l’approvvigionamento elettrico sarà ristabilito».

Il tema dell’approvvigionamento energetico però è estremamente attuale, considerati i chiari di luna sia a livello di geopolitica, sia a livello di forniture. E quindi per il presidente democentrista «è essenziale incentivare lo stoccaggio sia delle energie rinnovabili, per avere riserve nei mesi invernali, sia costruire impianti per l’accumulo di gas per produrre elettricità nei mesi più freddi».

‘Oggi credo che il popolo credo abbia una percezione diversa sul nucleare’

Gli obiettivi dell’Udc ad ogni modo non si limitano all’oggi, «nell’immediato bisogna elaborare una nuova Strategia energetica che abbia al centro il nucleare, lo hanno fatto alcuni Paesi vicini a noi in Europa e non vedo perché non possiamo farlo pure in Svizzera. Certo, per farlo bisogna giustamente tornare davanti al popolo, che credo oggi abbia una percezione molto diversa rispetto al passato, quando la transizione energetica veniva dipinta come una passeggiata». Per quanto riguarda l’energia elettrica, invece, «oltre a pensare a fonti di stoccaggio e ridurre la dipendenza dall’estero», Marchesi è netto: «Bisogna smettere il prima possibile con incentivi e agevolazioni per chi acquista auto elettriche e sostituisce riscaldamenti a olio per passare alle termopompe, perché queste due misure provocheranno l’aumento di un terzo del fabbisogno di energia elettrica che già oggi non abbiamo. Di fatto, più si incentiva e più aumenta il rischio di blackout».

‘La Strategia energetica 2050 è fallita’

«Lo hanno capito anche i sassi che la Strategia energetica 2050 è fallita», ribadisce Marchesi. E «davanti a un Consiglio federale che arriva ad ammettere che la grande penuria di elettricità questo inverno potrebbe provocare addirittura dei blackout e razionamenti, ci preoccupa moltissimo». Quanto messo in campo da Berna a partire dall’inizio della crisi energetica accelerata dal conflitto in Ucraina «non è sufficiente e preoccupa che la capo del Dipartimento Sommaruga si ostini a dire che tutto va bene, anche quanto è oramai evidente che ci troviamo in una situazione che metterà a rischio la stabilità e la prosperità del paese».

Per il consigliere nazionale democentrista, infine, «occorre sfatare anche il mito delle rinnovabili. Che servono e hanno tutto il mio sostegno ma non risolveranno affatto il problema. Negli ultimi cinque anni sono aumentate solamente dal 4 al 7% del totale della produzione, non sono immagazzinabili e in particolare il fotovoltaico non può oggi costituire una soluzione perché in inverno produce un quarto di quanto produce in estate».

Un recente studio, conclude il presidente dell’Udc cantonale, «afferma, e lo dice l’Epfl non il sottoscritto, che per stoccare l’energia prodotta da una crescita notevole delle rinnovabili, che comunque non si rileva, servirebbe costruire una diga simile a quella della Gran Dixance all’anno fino al 2035. La chiara dimostrazione che le politiche rossoverdi, purtroppo sostenute acriticamente anche da Plr e Ppd, hanno illuso la popolazione, che ingannata ha avvallato la Strategia energetica 2050. Ora però si rilevano un vero e proprio disastro per il paese».

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