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05.08.2022 - 21:51

‘Tra le vittime del lupo anche l’attuale strategia del Cantone’

L’Unione contadini ticinesi: i tiri di abbattimento sono necessari., ecco per quali motivi

"Tra le diverse vittime della realtà predatoria si può ormai annoverare gran parte della strategia del Cantone e della sua applicazione, ritrovatosi impreparato a fronteggiare gli effetti della continua crescita della popolazione di predatori, sia sul territorio elvetico che estero. Una crescita più volte denunciata dall’Uct e da altre associazioni. La saga del lupo di Cerentino è l’esempio lampante di tali carenze". Non usa giri di parole l’Unione contadini ticinesi nel criticare la gestione della questione lupo da parte del Cantone. "Quel che è certo – sostiene l’Uct in una nota – è che diversi allevatori, psicologicamente ed emotivamente logorati, sono intenzionati a cessare l’attività. Per molti sarà dunque l’ultima stagione, una conseguenza diretta del lupo e non del mercato giacché in questo periodo, per esempio, i prezzi al produttore per gli agnelli non sono mai stati così alti".

L’Unione contadini precisa di non essere contraria alle misure di protezione "quando e dove la loro implementazione è fattibile". Tuttavia "se anche tutti i pascoli del cantone fossero proteggibili", queste misure "non garantirebbero una protezione perfetta e richiederebbero comunque azioni più dirette per il contenimento dei lupi". E per essere chiari aggiunge: "A chi afferma che i tiri di abbattimento non sono una soluzione sul medio-lungo termine, rispondiamo che sono invece necessari". Necessari, afferma l’Uct, per tre motivi: "Per l’eliminazione di esemplari che si abituano a predare greggi custoditi e non, perché non si è intervenuti per influenzarne il comportamento in presenza di attività umane a scopo dissuasivo, perché dimostrano la capacità e la volontà del Cantone di applicare integralmente e celermente quanto previsto dalle disposizioni federali".

‘Frustrante il confronto con i Cantoni vicini’

La "frustrazione per le carenze" nella gestione della problematica del lupo "è anche dovuta al confronto con quanto avviene nei Cantoni a noi vicini, che soggiacciono alle medesime leggi". Dall’inizio dell’anno il Vallese ha abbattuto cinque lupi: "L’ultimo abbattimento è avvenuto il 25 luglio. L’ordine era stato rilasciato il 14 luglio, 11 giorni prima. I dati in merito alle predazioni sono costantemente aggiornati ed esaustivi; qui da noi non è così".

L’Unione contadini ticinesi rinnova quindi la richiesta al Consiglio di Stato di agire "su tutti i livelli per risolvere i molteplici problemi emersi: stabilire una linea prioritaria e accelerata per l’analisi del Dna in presenza di predazioni importanti; rafforzare la collaborazione transfrontaliera e intercantonale inerente al monitoraggio, allo scambio di informazioni ed eventuali azioni; garantire una rapida emissione e applicazione dei decreti di abbattimento; cessare di negare la problematica degli ibridi e sviluppare protocolli di intervento efficaci e tempestivi; rafforzare l’organico degli Uffici preposti per garantire trasparenza e completezza nell’informazione dell’opinione pubblica ticinese; riconoscere lo stress psicologico degli allevatori e introdurre strumenti ad hoc per gestirlo".

I Gct al governo: servono risposte concrete

Sul tema intervengono anche i Giovani contadini ticinesi. Lo fanno con una lettera aperta ai Consiglio di Stato. "L’aggressività e la sfrontatezza delle predazioni – scrivono fra l’altro i Gct – sono in rapido aumento, la situazione si aggrava di settimana in settimana e molte famiglie contadine non vedono ormai più via d’uscita. I disagi psicologici e finanziari aumenteranno ulteriormente. Auspichiamo maggiore serietà, prontezza e sensibilità nel trattare la problematica e consapevolezza della realtà. Chiediamo delle risposte concrete ed esaustive dai due uffici preposti (Ucp e Uca), che purtroppo giocano a passarsi la patata bollente, per rassicurarci che la nostra agricoltura e la nostra alpicoltura possano avere una continuità e che i nostri investimenti in tempo, le nostre fatiche e il nostro denaro non siano vani".

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