20.07.2022 - 16:34
Aggiornamento: 17:36

I sindaci della Città dei laghi scrivono a Cassis

La mobilità transfrontaliera al centro delle richieste firmate anche da Samuele Cavadini, Bruno Arrigoni, Michele Foletti, Mario Branda e Alain Scherrer

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Si chiede di migliorare gli accessi alla galleria di base

Gli otto sindaci della ‘Città dei Laghi’ – che oltre a Mendrisio, Chiasso, Bellinzona, Lugano e Locarno comprende anche Como, Lecco e Varese – hanno firmato e inviato una lettera, per il tramite della Regio Insubrica, al presidente della Confederazione elvetica Ignazio Cassis. Nel testo si chiede "il miglioramento della mobilità transfrontaliera tra Italia e Svizzera e il conseguente completamento del progetto Alptransit". La missiva segue un’altra lettera inviata nello scorso mese di settembre al premier italiano Mario Draghi, nella quale si chiedeva pure "il miglioramento dei collegamenti transfrontalieri". L’iniziativa di riunire i sindaci della Città dei Laghi è stata presa dal gruppo "Il Ticino con Alptransit", nato all’indomani dell’inaugurazione del tunnel ferroviario di base del San Gottardo.

Nella lettera recapitata a Cassis i firmatari ricordano come la Città dei Laghi "è costituita da un tessuto di forti città policentriche di oltre 2 milioni di abitanti" e come "la loro sistematica messa in rete sia costitutiva di un innovativo processo di valorizzazione del capitale territoriale, economico e sociale che ne esalta il ruolo tra gli spazi metropolitani di Milano e di Zurigo".

Diverse le richieste, che partono dal presupposto secondo il quale "gli accessi alle grandi opere alpine sono qualitativamente insufficienti, in particolare perché nelle zone fortemente urbanizzate a cavallo della frontiera". A breve termine si chiedono "migliori accessi alle gallerie di base soprattutto sulla tratta Zurigo-Milano". A medio termine "che le nuove sinergie di comunicazione vengano elaborate tenendo conto di nuovi paradigmi di valutazione territoriali, ambientali e climatici". A lungo termine, invece, "il completamento – sia pure a tappe – della ‘croce federale di mobilità’, vale a dire nuove infrastrutture ferroviarie nord/sud ed est/ovest per una nuova offerta sulle medie-lunghe distanze e quale liberazione di capacità delle reti esistenti per la mobilità regionale locale".

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