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26.06.2022 - 19:15
Aggiornamento: 27.06.2022 - 14:38
di Marco Marelli

Crisi idrica, in Lombardia giro di rubinetto

Emergenza siccità, il presidente della Regione Attilio Fontana firma decreto per un uso parsimonioso dell’acqua

I temporali degli ultimi giorni non hanno modificato di una virgola la grave crisi idrica che in tutto il Nord Italia, ma soprattutto in Lombardia, sta rendendo sempre più difficile l’attività di agricoltori e allevatori. Questi ultimi a più riprese hanno lanciato un grido d’allarme, che in attesa di un provvedimento a livello nazionale è stato raccolto dal presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, il quale ha firmato un decreto con cui dichiara lo "stato di emergenza regionale". Una risposta, dunque, alla grave situazione di deficit idrico che da settimane in modo sempre acuto sta interessando il territorio lombardo e a sostegno della popolazione, dell’ambiente e delle attività produttive interessate.

Il provvedimento, che resterà in vigore fino al prossimo 30 settembre, raccomanda "a tutti i cittadini di utilizzare la risorsa acqua in modo estremamente parsimonioso, sostenibile ed efficace, limitandone il consumo al minimo indispensabile". Inoltre, la Regione mette a disposizione dei sindaci dei Comuni lombardi uno schema di ordinanza (parte integrante del decreto) su risparmio idrico e limitazioni per l’uso dell’acqua potabile, raccomandandone la relativa adozione, salvo eventuali integrazioni a essa in base allo specifico contesto e agli effetti della crisi idrica nei rispettivi territori.

Il decreto firmato dal presidente Fontana raccomanda ai Comuni della Regione di limitare il più possibile l’impiego dell’acqua potabile per attività per le quali non ne sia necessario l’uso (come ad esempio il lavaggio strade, l’irrigazione dei parchi pubblici e degli impianti sportivi quali campi di calcio, tennis, golf). Il decreto esplicita altresì "di dare atto, in relazione alla situazione in essere, della necessità che gli enti competenti pongano in essere le azioni necessarie a contenere e ridurre le conseguenze della crisi idrica in atto, ivi compresa l’attivazione, ove possibile, di fonti alternative di approvvigionamento idrico". E ancora: "Di stabilire che nei bacini idrografici della Lombardia le utenze irrigue, sia relative ad acque superficiali che sotterranee, dovranno essere gestite con parsimonia; in particolare, al fine di assicurare la massima valorizzazione della risorsa idrica irrigua disponibile i concessionari delle utenze irrigue daranno priorità al servizio irriguo tenendo conto delle colture e della loro fase fenologica".

Nel frattempo continua a calare il livello dei grandi laghi lombardi, fra cui Verbano e Lario, tanto da rendere difficoltosa la navigazione. Alcuni scali sul Lago Maggiore sono stati sospesi in quanto i battelli non riescono ad attraccare. Succede a Porto Valtravaglia, Ranco e Ispra. Mentre i traghetti da Arona a Sesto Calende viaggiano con una portata massima di 200 quintali, rispetto agli abituali 380 quintali.

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