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Aggiornamento: 02.06.2022 - 18:36

Ricettazione e riciclaggio di oro in Ticino, in tre a processo

Giudizio immediato per gli arrestati in Ticino per un traffico di 60 kg d’oro proveniente per lo più da furti in abitazioni

di Marco Marelli
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Ti-Press

Giudizio immediato per i tre presunti responsabili di ricettazione e riciclaggio in Canton Ticino di 60 chilogrammi di oro, proveniente per lo più da furti in abitazioni. Il decreto è stato firmato stamane dal giudice delle indagini preliminari Federico Belli del Tribunale di Asti su richiesta del pubblico ministero Gabriele Fiz, sostituto della Procura astigiana, che ha condotto l’inchiesta scaturita nel febbraio scorso in un blitz che aveva portato in carcere gli attuali imputati. Sono accusati di associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio di oro in concorso di quattro uomini (tre italiani ed uno svizzero) arrestati in Canton Ticino. La loro posizione sarà vagliata dalla giustizia svizzera.

L‘inchiesta ticinese è coordinata dalla procuratrice pubblica Margherita Lanzillo che nei confronti dei quattro indagati, residenti nel Mendrisiotto (2), nel Locarnese e nel Luganese (lo svizzero), ipotizza i reati di riciclaggio aggravato, falsità in documenti e ricettazione per mestiere. Nel Mendrisiotto risiede un 62enne piemontese, titolare di una piccola fonderia nella quale, stando all’accusa, i 60 chilogrammi riciclato sarebbero stati trasformati in lingotti. I tre, per i quali si profila il processo già nelle prossime settimane, sono un 51enne di Correggio (Reggio Emilia), conosciuto come ‘’Ricky’’, un 53enne, detto ’’Provolino’’ e un 48enne, conosciuto come ‘’Gigante’’. Gli ultimi sono astigiani. Tutti e tre sono appartenenti alla comunità dei nomadi sinti. Per l’accusa, capo dell’organizzazione sarebbe ’’Ricky’’ che da quanto risultata da intercettazioni ambientale sollecitava gli altri due a trovargli oro e a venderglielo, dato che aveva trovato il canale giusto per trasformarlo in lingotti.

Un canale da Asti a Mendrisio, passando da Brogeda, come documentato dai carabinieri del Nucleo operativo del capoluogo astigiano che in più occasioni hanno pedinato ‘’Ricky’’ anche in Canton Ticino, in quanto autorizzati a controlli anche in territorio svizzero. L’inchiesta, che iniziata nel settembre dello scorso anno, ha fatto emergere un traffico illecito di oro per un valore di 5 milioni di euro, con il giudizio immediato per i tre imputati che a breve andranno a giudizio, si è chiusa lasciando però aperto un mistero per niente trascurabile: la provenienza di 35 chilogrammi di lingottini di metallo giallo sequestrati in occasione del blitz dello scorso febbraio: il ‘’tesoro’’ era nel baule di autovettura parcheggiata nel garage di una abitazione abbandonata di San Giusto Canavese. Il proprietario della casa inizialmente indagato per concorso in riciclaggio è stato scagionato.

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