26.05.2022 - 15:57
Aggiornamento: 17:46

Telelavoro e frontalieri: si chiede omogeneità

Un’interrogazione chiede di parificare le soglie di impiego da casa oltre le quali scattano l’imposizione fiscale e quella previdenziale in Italia

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Ti-Press

Per essere assoggettato al regime previdenziale italiano (l’Inps), con conseguente aggravio delle quote versate dal datore di lavoro, un frontaliere deve lavorare da casa per almeno il 25% del suo tempo d’impiego. Per quanto riguarda l’imposizione fiscale invece – con la fine del regime straordinario concordato per far fronte alla pandemia – presto potrebbe bastare anche un solo giorno in telelavoro per dover rispondere all’Agenzia delle entrate in Italia. Urge dunque intervenire presso la Confederazione, allo scopo di trovare un accordo Berna-Roma che parifichi le soglie fiscali a quelle di assoggettamento alle assicurazioni sociali.

È quanto chiedono con un’interrogazione al Consiglio di Stato le granconsigliere Cristina Maderni (Plr) e Sabrina Gendotti (Ppd). Scopo dell’esercizio: fornire a lavoratori e imprese un quadro coerente e ragionevole, evitando che l’imposizione fiscale italiana ‘scatti’ troppo presto. Il tutto ricordando che il telelavoro "ha contribuito a ridurre, almeno parzialmente, il traffico e il relativo carico ambientale". Un’iniziativa analoga è stata presa dal canton Ginevra, il cui esecutivo è appunto intervenuto presso Berna chiedendo di parificare le due soglie – fiscale e previdenziale – per il telelavoro in Francia.

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