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02.05.2022 - 15:17
Aggiornamento: 18:00
di Marco Marelli

Accise sui carburanti giù in Italia, benzinai in crisi in Ticino

Il rinnovato taglio delle tasse sui carburanti deciso da Roma è a doppio taglio per i ticinesi: bene per gli automobilisti, male per i benzinai

La nuova sforbiciata delle accise decisa dal Consiglio dei ministri italiano (quella decisa oggi è la terza), per ridurre le conseguenze derivanti dalla guerra in Ucraina, è stata salutata positivamente (e non poteva essere diversamente) da camionisti e automobilisti, oltre che dai benzinai di confine a ridosso di Ticino, Grigioni e Vallese, che dal marzo scorso hanno registrato un’impennata nelle vendite, in quanto con i prezzi praticati nei loro distributori di carburanti hanno assistito a ciò che nessuno poteva pensare sino al giorno prima del taglio delle accise.

Un’inversione di 180 gradi, in quello che nei commerci di frontiera ha fatto storia: il pieno della benzina. Insomma, il pendolarismo di carburante a prezzo scontato, che faceva da volano all’acquisto di altri prodotti, quali sigarette, cioccolato, dadi da brodo e via di seguito. A dar corpo (e sostanza) all’inversione di 180 gradi una istantanea: gli automobilisti ticinesi in coda che fanno rifornimento ai distributori della fascia di confine. Quelli a ridosso della ramina hanno raddoppiato le vendite. Spesso succede che rimangano senza carburanti, come è accaduto nei giorni scorsi. In attesa della decisione del Consiglio dei ministri molti benzinai, temendo di ritrovarsi con i depositi pieni, hanno ritardato i rifornimenti.

Ora c’è una data certa: il pieno in Italia per gli automobilisti ticinesi continuerà ad essere più conveniente sino all’8 luglio. Stando agli attuali prezzi praticati al di qua e al di là della frontiera per gli automobilisti ticinesi fare il pieno a Como (così come in tutti i benzinai della fascia di confine) significa risparmiare fra i 18 e i 22 centesimi di euro al litro sia per la benzina sia per il gasolio. Una differenza che per un rifornimento di 50 litri si traduce in un risparmio di 10 euro. Conti che ovviamente valgono anche per i frontalieri che da sempre fanno il pieno in Ticino (il discorso va esteso anche a quelli che lavorano nei Grigioni e nel Vallese). E i frontalieri sono un esercito che nella quasi totalità si sposta con i mezzi privati. Insomma, per i benzinai ticinesi gli effetti negativi continueranno almeno per altri due mesi. I cali sono decisamente pesanti, in quanto si stimano flessioni sino al 70 per cento.

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