20.03.2022 - 17:23
Aggiornamento: 22:15

SwissCovid, l’applicazione con Omicron è stata inefficace

Il Consiglio di Stato è favorevole alla disattivazione dello strumento di tracciamento, ma chiede a Berna una valutazione critica del sistema

di Generoso Chiaradonna
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Ti-Press
Scaricata, forse, ma attivata da pochi

"Come ogni misura di salute pubblica attuata, dopo la sua disattivazione del sistema di tracciamento di prossimità sarebbe auspicabile una valutazione critica dello strumento, in particolare con le motivazioni di chi non l’ha scaricata e di chi l’ha scaricata senza utilizzarla". Così il Consiglio di Stato sulla procedura di consultazione in merito all’ordinanza federale sulla sospensione della cosiddetta applicazione SwissCovid, il sistema di tracciamento della prossimità per il coronavirus Sars-CoV-2 e del sistema di segnalazione di un possibile contagio Covid durante una manifestazione pubblica. Il Consiglio di Stato è quindi favorevole alla disattivazione dell’applicazione dal prossimo 1° aprile.

Per il Consiglio di Stato il sistema di tracciamento SwissCovid è stato "uno strumento interessante" e almeno inizialmente "utile nell’identificare contatti a rischio di un caso positivo". "La sua utilità è andata inizialmente scemando rapidamente nel corso della pandemia e con la comparsa della variante Omicron, che ha causato da dicembre scorso centinaia di nuovi casi giornalieri nel cantone, si è dimostrata pressoché inutile", si legge nella presa di posizione sulla consultazione promossa del Consiglio federale conclusasi giovedì 17 marzo.

Il numero di codici richiesti negli ultimi tre mesi è infatti stato bassissimo: circa un codice ogni 500 casi positivi. "Il suo apporto nell’identificare contatti a rischio in presenza di numerosi casi e in un contesto epidemiologico che non prevede più la quarantena per i contatti stretti è pertanto nullo", si spiega. "Non sappiamo quante persone abbiano scaricato l’applicazione, ciononostante il numero estremamente ridotto di codici richiesti dimostra che le persone che hanno l’applicazione sul loro telefonino non necessariamente richiedono il codice di attivazione", si commenta. Da qui il suggerimento alle autorità federali di effettuare un’analisi critica dello strumento preventivo.

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