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17.03.2022 - 12:37
Aggiornamento: 15:08

Boom dei prezzi, la Ssic-Ti chiede il dialogo con i committenti

Le imprese di costruzioni evocano il rischio di fermo dei cantieri a causa dell’aumento dei costi di energia e materiali in seguito alla guerra in Ucraina

a cura de laRegione
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Ti-Press

Aumenti nell’ordine del 40-60% del prezzo dell’energia, soprattutto carburanti e gas, e di diversi materiali essenziali per la realizzazione di costruzioni, come acciaio d’armatura, pannelli in legno, tubi in plastica e altri derivati del petrolio: dopo le conseguenze della pandemia, ancora evidenti, è ora l’attuale situazione internazionale con il conflitto fra Ucraina e Russia a spingere vertiginosamente al rialzo i prezzi sull’intero mercato europeo. E il Ticino, come osserva oggi la Società svizzera delle imprese di costruzioni, sezione Ticino (Ssic-Ti) non fa eccezione.

Le imprese di costruzioni si trovano dunque in una situazione difficile, accentuata dal fatto che spesso è difficile far riconoscere ai committenti o alle rispettive direzioni lavori (a volte anche per appalti pubblici), che aumenti di prezzo di questo livello non hanno nulla a che vedere con il normale rischio imprenditoriale. Difficoltà che, in particolare, si presenta per i contratti sottoscritti da tempo, a volte anche con prezzi fissi e in esecuzione solo in questo periodo. Secondo la Ssic-Ti "è indispensabile instaurare un dialogo, dimostrando buon senso, oggettività e trasparenza per riuscire a quantificare e riconoscere i maggiori costi medianti appositi metodi di calcolo".

La Società dei costruttori osserva infatti che l’attuale variazione dei prezzi delle materie è certamente una «circostanza straordinaria» ai sensi dell’articolo 59 capoverso 2 norma SIA 118 e dell’articolo 373 capoverso 2 del Codice delle Obbligazioni, "trattandosi di un evento capace di impedire o rendere particolarmente difficile l’esecuzione dell’opera". Evento che, nei fatti, ha creato una sproporzione "evidente" tra la prestazione e la retribuzione concordata. L’eccezionalità della situazione, a dire della Ssic-Ti, è inoltre evidenziata dalla recente comunicazione degli Enti nazionali preposti al calcolo degli indici trimestrali per le variazioni dei prezzi nella costruzione che, a causa dell’estrema volatilità del mercato, sono costretti a rinviare di almeno 3 mesi l’attesa pubblicazione riferita al primo trimestre 2022.

A preoccupare il settore delle costruzioni è anche la garanzia di approvvigionamento futuro di vari materiali per la costruzione. Ad esempio, come comunicato da alcuni rivenditori locali alle imprese, la messa fuori uso di grandi produttori russi e ucraini sta rendendo sempre più difficile l’approvvigionamento dell’acciaio d’armatura. Questo fatto, sommato all’esplosione dei costi dell’energia che si è tradotto in un aumento notevole dei prezzi, rende impossibile l’acquisto di sufficienti scorte di acciaio. Nelle prossime settimane, la penuria di materiale a livello europeo potrebbe causare problemi di fornitura, con importanti ripercussioni sulle tempistiche, che si potrebbero allungare fino al punto di costringere al fermo cantiere. "Uno scenario da scongiurare", per la Ssic-Ti, che paventa l’eventualità di dover necessariamente far capo alla disoccupazione parziale.

Con l’appello odierno, la Ssic Sezione Ticino "intende sensibilizzare i committenti e i rispettivi direttori dei lavori su questo grosso problema, chiedendo la necessaria apertura al dialogo per affrontare con etica e professionalità questa situazione del tutto straordinaria".

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