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16.03.2022 - 14:58
Aggiornamento: 21:25

‘La Sezione delle risorse umane va staccata dal Dfe’

I deputati del Ppd Jelmini, Fonio e Isabella chiedono, con un’iniziativa, di attribuirla alla Cancelleria. ‘Migliorare la gestione del personale’

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Ti-Press
Palazzo amministrativo

La Sezione delle risorse umane va sganciata dal Dipartimento finanze ed economia e "direttamente assoggettata alla Cancelleria dello Stato", poiché "è il governo nel suo insieme che deve avere il controllo delle politiche di gestione e sviluppo delle/dei sue/suoi dipendenti". La richiesta arriva dai popolari democratici Lorenzo Jelmini, Giorgio Fonio e Claudio Isabella: con un’iniziativa parlamentare, allestita nella forma elaborata, i tre deputati, sindacalisti dell’Ocst, propongono di modificare la ‘Legge concernente le competenze organizzative del Consiglio di Stato e dei suoi dipartimenti’, affinché la sezione in questione, oggi sotto il cappello del Dfe, venga "riposizionata nell’assetto organizzativo dell’Amministrazione cantonale per migliorare la gestione e lo sviluppo del personale". Obiettivo che secondo gli iniziativisti verrebbe conseguito assegnando la Sezione risorse umane alla Cancelleria.

Nell’atto parlamentare Jelmini e colleghi richiamano tra l’altro "l’ultima riforma" della legge sugli impiegati dello Stato e i docenti. La revisione della Lord, si ricorda nell’iniziativa parlamentare, "voleva essere anche l’avvio di una nuova politica nella gestione del personale". Ebbene, per "la crescita umana e professionale" dei collaboratori, "è necessario conferire a chi deve perseguire questo compito, ossia la Sezione delle risorse umane, un adeguato margine di manovra e autorevolezza all’interno dell’Amministrazione, nel limite di un preciso mandato". Per i tre granconsiglieri del Ppd "oggi tutto ciò risulta problematico, in primis, alla luce dell’attuale assetto organizzativo: difatti la Sezione delle risorse umane non si può muovere liberamente tra i vari dipartimenti essendo essa stessa attribuita a uno di questi, il Dfe". E "se da un lato, è legittimo che i responsabili di un dipartimento possano avere una propria impostazione, dall’altro lato, occorre garantire una conduzione il più possibile univoca, al fine di attivare tutte le sinergie possibili". Jelmini, Fonio e Isabella ritengono quindi che la Sezione delle risorse umane "debba avere una collocazione di supporto, ma separata dai dipartimenti e non possa più rimanere all’interno di un solo dipartimento: è il governo nel suo insieme che deve avere il controllo delle politiche di gestione e sviluppo delle/dei sue/suoi dipendenti, pur concedendo i margini gestionali volti all’attuazione delle impostazioni dipartimentali, si pensi per esempio alle formazioni specialistiche".

Jelmini: non c’è solo l’aspetto finanziario

«Troppe volte – dice Lorenzo Jelmini da noi raggiunto – abbiamo constatato, anche quale sindacato, come il criterio prevalente nella gestione del personale dell’Amministrazione cantonale sia quello finanziario, personale considerato la prima voce di spesa quando lo Stato procede con dei risparmi. Il che non va bene. Devono essere valutati più aspetti se vogliamo un’effettiva crescita umana e professionale dei collaboratori. Ora, questa visione a trecentosessanta gradi, che tenga conto dei diversi aspetti, può averla solo l’intero Consiglio di Stato. Per questo proponiamo di assoggettare la Sezione risorse umane alla Cancelleria dello Stato, perché responsabili e interlocutori di questa sezione siano tutti i Dipartimenti e non uno solo». Chiarisce Jelmini: «La nostra iniziativa non è una sorta di attacco alla direzione del Dfe: chiediamo una riorganizzazione per migliorare la gestione del personale. Del resto è nell’interesse anche del Consiglio di Stato avere un’Amministrazione motivata e quindi efficiente».

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