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11.03.2022 - 19:31
Aggiornamento: 19:51

Pianificazione sociopsichiatrica, i giovani al centro

Nel prossimo quadriennio il Cantone intende investire principalmente sulla creazione di un’Unità di cura integrata per minorenni

pianificazione-sociopsichiatrica-i-giovani-al-centro
Ti-Press

«Inadeguata». Così il direttore del Dipartimento sanità e socialità (Dss) Raffaele De Rosa, nel presentare la Pianificazione sociopsichiatrica cantonale per il 2022-2025, definisce l’attuale offerta di cure rivolta ai giovani con disagi psichici. E proprio per contrastare tale inadeguatezza, il progetto principale contenuto nel messaggio appena approvato dal Consiglio di Stato è la creazione di un’Unità di cura integrata per minorenni. «Si tratta di una nuova offerta che permetterà di rispondere in maniera più consona alle necessità di questa fascia della popolazione che più delle altre negli ultimi anni sta conoscendo il moltiplicarsi di fattori di disagio, di stress e di malessere con un aumento della necessità di cura e accompagnamento, anche a causa di una maggiore complessità e gravità dei casi che richiedono un intervento tempestivo», considera De Rosa. Oggi la presa a carico dei minorenni avviene nelle cliniche psichiatriche per adulti o in un reparto di pedopsichiatria all’Ospedale Civico dove però non lavorano degli specialisti rivolti all’età evolutiva. Una convivenza inopportuna, censurata anche dalla Commissione nazionale per la prevenzione della tortura.

La nuova struttura: i tempi auspicati

La nuova Unità – operativa, auspica il governo, per fine 2024 / inizio 2025 e prevista a Bellinzona – sarà gestita da professionisti in pedopsichiatria e prevede dieci posti letto per un ricovero ospedaliero stazionario, cinque per l’ospedalizzazione a domicilio (‘home treatment’) e altri cinque in modalità ospedale diurno (‘day hospital’), per complessivi venti posti (vedi anche la ‘Regione’ del 14 dicembre 2021). Altro progetto rilevante è il rafforzamento dei Centri psicoeducativi (Cpe) che interessano bambini e adolescenti più giovani: «Attualmente ne esistono tre, uno nel Luganese, uno a Stabio e uno a Gerra Piano. Si prevede l’apertura di un secondo Cpe nel Luganese e il potenziamento di quelli di Gerra Piano e Stabio nonché un nuovo progetto nelle Tre Valli», illustra De Rosa. Questo per rispondere a un’evoluzione dell’utenza che è passata da 99 bambini seguiti nel 2007 a 157 nel 2018, un aumento del 58% senza adeguamento dei collaboratori.

Alves (Sisa): ma va potenziato anche il servizio medico psicologico nelle scuole

Quello del malessere psichico nella popolazione giovanile e studentesca è un dossier da tempo sotto la lente anche del Sisa, il Sindacato indipendente degli studenti e apprendisti. «La realizzazione dell’Unità di cura integrata per minorenni, di una struttura pubblica, costituirebbe sicuramente un passo nella giusta direzione, quella cioè di un’adeguata presa a carico – dice alla ‘Regione’ il coordinatore del Sisa Rudi Alves –. Una struttura del genere è necessaria considerato, e non lo segnala solo il nostro sindacato, il crescente disagio psicologico fra i giovani, complice anche la pandemia. Nel contempo però – continua Alves – bisognerebbe agire maggiormente anche sul piano della prevenzione, lavorando sulle cause del disagio. In tal senso il Sisa ribadisce fra l’altro la richiesta di un rafforzamento del servizio medico psicologico nelle scuole, del quale purtroppo oggi la maggior parte degli studenti ignora l’esistenza. Questo servizio va potenziato: servono più operatori. Così come occorre una maggiore collaborazione fra questi operatori e i docenti. Ciò affinché sia possibile cogliere per tempo certi segnali del disagio, indirizzando poi il giovane, se del caso, verso altri servizi per la presa a carico».

Traber (Osc): suicidi dimezzati negli ultimi trent’anni

La Pianificazione per il prossimo quadriennio consta di diversi altri progetti rivolti a tutte le fasce d’età. Consolidamento necessario anche considerando che «il 50% delle persone nell’arco della vita consultano uno psichiatra», evidenzia Rafael Traber, direttore dei settori dell’Organizzazione sociopsichiatrica cantonale (Osc). Ci sono il progetto Ifigenia, a sostegno delle famiglie in cui un genitore soffre di disturbo psichiatrico; il Centro di crisi per la riduzione della suicidalità – «la buona notizia è che in Svizzera e in Ticino i suicidi negli ultimi 30 anni si sono dimezzati grazie a vari interventi tra cui quelli della psichiatria», afferma Traber –; la creazione di un’équipe mobile al Centro abitativo Carl; l’home treatment per ridurre le degenze e la disintegrazione del contesto sociale del paziente. E ancora lo sviluppo della psicotraumatologia, «importante per chi arriva da situazioni di guerra, ma non solo»; interventi nei centri per rifugiati; e per l’età avanzata, il rafforzamento di un’offerta già esistente di consulenze nei Servizi psicosociali e nelle case anziani e il sostegno a certi servizi di cura e assistenza a domicilio.

Nella pianificazione, si afferma nel messaggio governativo, "si sono altresì voluti evidenziare altri importanti aspetti che descrivono l’ampiezza e l’allargamento delle prestazioni e delle collaborazioni con altri enti e servizi". Fra questi "le ottime sinergie con le strutture carcerarie cantonali e il potenziamento della psichiatria carceraria". Parliamo quindi della gestione dei detenuti con problemi psichici. «Quattro anni fa circa abbiamo riorganizzato il servizio: la medicina carceraria sia somatica sia psichiatrica è stata demandata all’Ente ospedaliero cantonale», ricorda, da noi interpellato, il direttore delle Strutture carcerarie Stefano Laffranchini, presidente a suo tempo del gruppo di lavoro incaricato dal Consiglio di Stato di individuare dei modelli organizzativi per migliorare la presa a carico dei detenuti con problemi di salute somatica e mentale. L’Eoc «garantisce con le proprie risorse la medicina somatica mentre fa capo alle risorse dell’Organizzazione sociopsichiatrica cantonale per garantire la medicina psichiatrica. E il servizio funziona bene», assicura Laffranchini, ricordando inoltre la presenza di "due camere securizzate" alla Clinica sociopsichiatrica cantonale per stabilizzare i detenuti con gravi turbe psichiche. Il servizio, spiega ancora il direttore delle carceri ticinesi, «sarà interessato da adeguamenti con la riapertura della sezione femminile al Penitenziario della Stampa prevista nell’autunno 2023».

Altre cifre che mostrano la tendenza in atto nel settore psichiatrico le fornisce Daniele Intraina, direttore dell’Organizzazione sociopsichiatrica cantonale (Osc): «Abbiamo assistito a una crescita importante della presa a carico dei pazienti presso l’Osc. Nel 2013 si sono rivolti ai nostri servizi in 7’600, a fine 2021 erano quasi 11mila, oltre il 30% in più». Positivo è invece il dato della degenza media in clinica che 5 anni fa sfiorava le quasi 50 giornate per paziente, mentre nel 2021 erano 21. Il merito per Intraina è da ricondurre a un approccio «inter e multidisciplinare, trasversale a tutte le fasce della popolazione e continuativo lungo l’arco della vita».

Il capitolo costi

Venendo agli aspetti finanziari, per la nuova Unità di cura integrata per minorenni il fabbisogno di personale supplementare è quantificato in circa 30 unità per un costo di 3 milioni 250mila franchi a carico dello Stato; aggiungendo il potenziamento dei Cpe e il progetto Ifigenia, si arriva a 42 unità di personale supplementare per il settore dei giovani. Per contro, tutti gli altri progetti rivolti a pazienti adulti possono essere attuati riallocando delle risorse attualmente già esistenti con un costo supplementare pari a zero. Al netto, il totale delle spese per le proposte operative contenute nel documento pianificatorio ammonta a 4,13 milioni. «Si tratta di un investimento quantitativamente importante che però serve a intervenire in un fase precoce della vita e a prevenire dei costi sociali futuri – sostiene Paolo Bianchi, direttore della Divisione della salute pubblica del Dss –. Abbiamo discusso e negoziato in governo all’interno dei servizi finanziari dello Stato considerando il contesto di incertezza dovuto alle conseguenze economiche della pandemia. Ci siamo impegnati a considerare questo nuovo investimento nell’ambito dei decreti per i nuovi compiti che la pianificazione finanziaria permetterà ai dipartimenti negli anni a venire. Questo consente di contare su un mantenimento di progettualità importante del Cantone rispetto a un tema di prioritaria importanza per tutta la società».

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