ULTIME NOTIZIE Cantone
Locarno
1 ora

Solduno, un poliziotto di prossimità gentile e apprezzato

Dopo 37 anni di servizio va in pensione il sergente maggiore Fabrizio Arizzoli. L’Associazione di quartiere esprime la sua gratitudine
Ticino
3 ore

Caso Unitas, Mps e Noi (Verdi) tornano alla carica

Nuove interpellanze: ’Le risposte scritte del Consiglio di Stato sollevano altri interrogativi’
Luganese
3 ore

La comunità cripto trova casa in centro città

L’Hub s’insedierà nell’edificio che ospitava il Sayuri e una banca, tra via Motta e Contrada Sassello. Lunedì discussione generale in Consiglio comunale
Locarnese
3 ore

Scintille tra Gordola e la Sopracenerina sulle tariffe

Nuova lettera dal Municipio al CdA della Ses per fare chiarezza sui costi di produzione e i prezzi applicati. Dividendi? ’Si può rinunciare’
Bellinzonese
12 ore

‘Eros Walter era un vulcano: alla Federviti ha dato moltissimo’

Lutto nel mondo vitivinicolo ticinese: è deceduto lo storico presidente della sezione Bellinzona e Mesolcina. Il ricordo di amici e colleghi
Mendrisiotto
13 ore

Di satira (anche politica) e di Nebiolini

Il Carnevale chiassese anche quest’anno non ha rinunciato alla sua edizione unica del Giornalino
Ticino
13 ore

Marchesi: ‘Se l’Udc entrasse in governo, noi pronti per il Dfe’

I democentristi ribadiscono la loro ricetta per il risanamento delle finanze cantonali: ‘Se ci avessero ascoltato, avremmo già risparmiato 100 milioni’
Luganese
13 ore

Lugano, arte postale in campo a favore della diversità

L’associazione socioculturale Kosmos promuove una campagna di sensibilizzazione per la prevenzione di razzismo e discriminazione
Luganese
14 ore

Lugano, quel vuoto in piazza della Riforma

Verso la ristrutturazione l’edificio che ospitava il Caffè Federale, sulla cui facciata c’è la più vecchia insegna di caffetteria della piazza
Grigioni
14 ore

Raveglia nuovo presidente della Conferenza dei sindaci moesani

Approvato il Piano direttore regionale concernente il Parco naturale Val Calanca
Bellinzonese
15 ore

Ad Airolo-Pesciüm ciaspolare degustando

Domenica 26 febbraio la seconda edizione della Gastroracchettata: iscrizioni aperte
Bellinzonese
15 ore

Zac, via altri alberi a Bellinzona: perché?

I Verdi insorgono con un’interpellanza al Municipio sui tagli eseguiti lungo i viali Franscini e Motta
Luganese
15 ore

L’incendio boschivo sul Monte Brè è stato domato

Buone notizie, ma i Pompieri rimarranno tutta la notte a monitorare la situazione e continuare a gettare acqua
Ticino
15 ore

Radar: questa settimana sono in un comune su due

L’elenco delle località dove dal 6 al 12 febbraio verranno eseguiti controlli della velocità
gallery
chiasso
16 ore

Nebiopoli, in seimila al corteo dei bambini

L’appuntamento odierno ha visto sfilare 1’500 allievi delle scuole elementari e dell’infanzia
Luganese
16 ore

Confermato lo spostamento del circo Knie ad Agno

Lo spiega il Municipio di Lugano sollecitato da un’interrogazione. Una soluzione valida per il 2023 e che potrebbe continuare fino a fine 2030
laR
 
05.03.2022 - 05:30

Fotovoltaico, Passalia e Dadò per la posa di pannelli bifacciali

Vista la verosimile crisi energetica all’orizzonte, i due deputati Ppd con una mozione chiedono al governo di attivarsi guardando al parco Gondosolar

fotovoltaico-passalia-e-dado-per-la-posa-di-pannelli-bifacciali
Ti-Press
L’obiettivo è sfruttare la produttività in montagna

Sulle energie alternative, e in particolare il fotovoltaico, occorre fare un salto di qualità. Ne sono convinti i deputati del Ppd Marco Passalia e Fiorenzo Dadò che con una mozione inoltrata al Consiglio di Stato intendono "porre l’accento sulla possibilità di produrre elettricità in Ticino anche in inverno, rifacendosi alle tecnologie consistenti in moduli fotovoltaici bifacciali e sfruttando le zone molto soleggiate del nostro territorio". Questo, "perché le campanelle d’allarme suonate da più enti e in particolar modo dal Consiglio federale, dimostrano chiaramente che non si può più aspettare e che la politica deve spingere per creare le condizioni quadro affinché si possa investire maggiormente e celermente nella produzione di energia elettrica rinnovabile".

Cosa sono questi moduli solari

Ma cosa sono i pannelli bifacciali di cui scrivono Passalia e Dadò? Sono gli stessi granconsiglieri popolari democratici a sottolineare che "si tratta di moduli solari speciali che possono utilizzare la radiazione solare da entrambi i lati in quanto sono rivolti sia a est che a ovest, generando elettricità sia al mattino che alla sera". In più, "questi sistemi, se posati in luoghi idonei, non deturpano eccessivamente il paesaggio e sono particolarmente rispettosi della natura e dell’agricoltura, visto che le aree tra le file di moduli possono essere utilizzate per scopi agricoli come in precedenza (pascoli, strisce fiorite per gli insetti ecc...).

L’esempio del progetto di Gondo (Vs)

La proposta del Ppd parte da un esempio concreto, quello progettato dal gruppo energetico Alpiq nel villaggio vallesano di Gondo. "Il più grande impianto fotovoltaico della Svizzera, per un investimento previsto di circa 42 milioni di franchi" scrivono i mozionanti. Che, rifacendosi al sito internet del parco Gondosolar, informano come "grazie alla posizione ottimale a più di 2mila metri sul livello del mare e alla radiazione solare particolarmente favorevole, produrrà circa 23,3 milioni di chilowattora all’anno – più della metà nel semestre invernale (...). Gondosolar sostiene gli obiettivi energetici e climatici a lungo termine della Svizzera e del Canton Vallese – e, con la sua alta percentuale di elettricità invernale, rafforza la sicurezza dell’approvvigionamento interno con elettricità da energie rinnovabili".

Requisiti ambientali rispettati, se andrà in porto energia per 5’200 famiglie

Questo progetto, si legge ancora nel testo della mozione popolare democratica, "soddisfa i requisiti legati alle condizioni favorevoli e all’impatto minimo sull’ambiente, la natura e il paesaggio". Perché a essere protagonisti sono i pannelli bifacciali prima menzionati, con 4’500 elementi su 200 file "montati verticalmente, con una distanza dal suolo di almeno 1,5 metri, quella tra due file di almeno 3,5 metri. Questo assicura che la fauna e la flora trovino condizioni favorevoli in termini di biodiversità, che l’uso agricolo sia possibile in futuro (pecore, capre) e che i moduli fotovoltaici non siano danneggiati da uno spessore di neve molto alto". Se il progetto verrà approvato e avrà seguito, "l’energia prodotta potrà soddisfare il fabbisogno di ben 5’200 famiglie".

Quando si parla di energia non bisogna peccare di superficialità, dal momento "che nella quotidianità le nostra attività ci spingono a un consumo energetico che ci permette di avere praticamente sempre a disposizione tutto ciò di cui necessitiamo: il telefono, il tablet, la televisione, la radio, i mezzi di trasporto, gli edifici riscaldati, l’acqua calda, e poi ancora le scuole, i negozi, i centri commerciali, i bar e i ristoranti e così via senza dimenticare gli uffici e le attività industriali". Ovvio? Certo che è ovvio, ma attenzione: "In Ticino l’approvvigionamento energetico è assicurato dalle fonti rinnovabili indigene, ossia l’energia idroelettrica, l’energia fotovoltaica, il calore ambientale, il solare termico e la legna. Per il resto facciamo capo a importazioni di gas naturale via tubo e di carburanti e combustibili fossili, trasportati via strada o ferrovia" annotano Passalia e Dadò.

Se ci si concentra sulla questione dell’energia elettrica, "la disponibilità non deve essere data per scontata in quanto, soprattutto d’inverno, quando le temperature si abbassano, nevica e ghiaccia, la domanda aumenta e la generazione di energia elettrica del nostro Paese non è in grado di coprire questo maggior fabbisogno". Di conseguenza, ed ecco il nucleo del tema, "durante l’inverno la Svizzera dipende dalle importazioni dall’estero". In un contesto geopolitico inquietante dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia e col fatto che a partire dal 2025 i gestori delle reti di trasporto europei dovranno mantenere almeno il 70% delle reti per il commercio interno all’Unione europea, per il nostro Paese potrebbero esserci problemi.

Le richieste inoltrate al governo

Quindi, "con una verosimile crisi energetica nei prossimi anni, e sulla base delle tecnologie a disposizione" il Ppd chiede al governo di "identificare delle possibili ubicazioni in Ticino (caratterizzate da forte soleggiamento) dove poter installare questi pannelli verticali in modo da non deturpare il paesaggio, l’agricoltura e la natura; una volta individuate le possibili ubicazioni, analizzare e approfondire la possibilità di installare moduli fotovoltaici solari verticali e bifacciali nel territorio ticinese idoneo facendo capo alle competenze offerte dai nostri istituti universitari; definire le procedure per prevedere un investimento da parte di enti parapubblici (Aet, Banca Stato eccetera...), da parte di investitori privati o da parte di una collaborazione tra pubblico e privato".

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved