ULTIME NOTIZIE Cantone
Locarnese
1 ora

‘I pirati del Lago Maggiore’ al Centro Triangolo

Marco Bazzi presenterà il suo libro giovedì 1 dicembre alle 17.30, in occasione del finissage della mostra di Maddalena Mora e Luca Albrecht
Locarnese
1 ora

Contro la violenza sulle donne, le scarpe rosse in piazza

Azione di sensibilizzazione in via Ramogna sulla tematica da parte delle socie di Soroptimist Club e Zonta Club Locarno
Locarnese
1 ora

Concerto del Coro Calicantus nella Chiesa di Maggia

Appuntamento venerdì, alle 20.30. La formazione diretta dal maestro Mario Fontana proporrà canti tradizionali dal mondo intero
Luganese
3 ore

Secondo sgombero ex Macello, c’è stata sproporzionalità

La Corte dei reclami penali ha accolto alcune contestazioni degli autogestiti in merito ai rilievi del Dna e alla raccolta delle impronte
Bellinzonese
5 ore

Nuova sede Ior a Bellinzona, approvato lo studio di fattibilità

Il Consiglio di fondazione lo sottoporrà ora all’Usi che lo invierà, con la richiesta di finanziamento federale, alla Segreteria di Stato per la ricerca
Mendrisiotto
5 ore

Basso Mendrisiotto, depositata una istanza di aggregazione

I tre promotori di Balerna alle intenzioni hanno fatto seguire i fatti. Ora avranno tre mesi di tempo per raccogliere 350 firme
Luganese
14 ore

Lugano, Lombardi: ‘Commissioni di quartiere da attivare’

Il municipale amareggiato per lo scarso interesse dimostrato nella consultazione sul Piano direttore comunale. ‘Coinvolgere resta importante’
Mendrisiotto
14 ore

Al Centro temporaneo per migranti si sente la pressione

Tornano a salire i numeri della struttura che, dopo Rancate, accoglie le persone destinate a essere riammesse in Italia
Mendrisiotto
14 ore

Morbio Inferiore, a dicembre torna Natale in piazza

Dal 2 al 23 saranno diverse le attività e proposte. Non mancheranno il tradizionale albero addobbato e lo chalet, ma non verranno usate luminarie
Mendrisiotto
14 ore

Mendrisio, ufficializzato il primo Consiglio dei giovani

Il progetto, avviato dal Dicastero politiche sociali e politiche di genere in stretta collaborazione con il Dicastero istruzione, è una prima in Svizzera
Luganese
15 ore

Val Mara, arriva il concerto di Natale

I canti gospel e natalizi del coro dell’Accademia ticinese di musica e il sestetto vocale Atm avranno luogo giovedì 8 dicembre a Maroggia
Ticino
15 ore

Premi cassa malati, deduzioni in più per i figli verso il sì

Lega, Plr, Centro e Udc sottoscrivono il rapporto che dà via libera alla loro iniziativa. Il Ps: ‘Valutiamo il referendum, favorisce i più ricchi’
Luganese
15 ore

Lugano, Test Hiv anonimi, gratuiti e senza appuntamento

Verranno effettuati in occasione della Giornata mondiale di lotta all’Aids, giovedì 1° dicembre presso la sede di Zona protetta in via Bagutti 2
Mendrisiotto
15 ore

Rancate festeggia due nuovi servizi pubblici

Le novità per il comune saranno festeggiate alla Farmacia Santo Stefano in via della Posta 5 il 13 dicembre alle 18.30
Ticino
15 ore

Preventivo, il sì borghese vincolato alla revisione della spesa

Lega, Plr, Centro e Udc sostengono la previsione per il 2023 del governo (-80 milioni), ma con dei paletti. Il Ps: ‘No a queste politiche neoliberiste’
Mendrisiotto
15 ore

Ligornetto, mattinata musicale al museo Vela

Domenica 4 dicembre le note del clarinetto, del violoncello e del pianoforte allieteranno gli spettatori della 44esima Stagione concertistica di musica
Mendrisiotto
15 ore

L’artista dei presepi in mostra a Morbio Inferiore

Giuseppe Bollini, sacrestano presso la chiesa San Giorgio, espone le sue opere alla Fondazione Casa San Rocco
Bellinzonese
16 ore

Biasca, alla Bibliomedia un ‘viaggio musicale trasversale’

Domenica 4 dicembre alle 17.30 si terrà il concerto con i musicisti Mario Milani (fisarmonica) e Fausto Saredi (clarinetto)
Ticino
16 ore

Targhe, Centro e Udc firmano un rapporto senza maggioranza

Calcolo della nuova imposta di circolazione, la Lega per ora si defila mentre Plr e Ps confermano il loro no al testo Dadò/Pamini. E il clima è teso
Mendrisiotto
16 ore

Castel San Pietro, concerto di inaugurazione dell’organo

L’evento avrà luogo alle 20.30 presso la chiesa parrocchiale di Sant’Eusebio. Sarà il musicista Passuello a eseguire i brani
Bellinzonese
16 ore

A Bellinzona torna la giornata dedicata alla riparazione

La propone il Dipartimento del territorio sabato 3 dicembre presso la propria sede in via Franco Zorzi
Mendrisiotto
16 ore

Il Nebiopoli 2023 svela i suoi contenuti

Il Carnevale di Chiasso sarà in programma dal 2 al 5 febbraio. Ampliato il Villaggio, oltre ai consueti appuntamenti anche ospiti internazionali
Locarnese
16 ore

PCi, la guerra in Ucraina ‘rispolvera’ i rifugi atomici

Il Consorzio ha avviato su tutto il territorio controlli dei bunker in caso di catastrofe nucleare. Attese nuove ondate di rifugiati e novità per la sede
laR
 
05.02.2022 - 05:30
Aggiornamento: 10:14

Dibattito sulle Medie, l’orologio politico torna su se stesso

Dai verbali del Gran Consiglio del 1986 emergono argomenti e stilemi simili a quelli attuali. Allora si discuteva dell’introduzione dei livelli

dibattito-sulle-medie-l-orologio-politico-torna-su-se-stesso
Ti-Press
Palazzo delle Orsoline

Sembrano essere tornate indietro di 36 anni le lancette che scandiscono il dibattito politico sulla riforma della scuola media ticinese, e l’orologio è lo stesso. Confrontando i verbali di Gran Consiglio della sessione dello scorso gennaio (quando è stata affossata la proposta del Decs) e quelli del marzo 1986 si rileva come l’attuale discussione in merito al superamento dei livelli condivida non pochi argomenti e stilemi con quella sulla loro introduzione. Allora si trattava di passare dal sistema a sezioni A e B che nel secondo biennio divideva gli allievi in due indirizzi separati, a quello definito “integrato” con un tronco di materie in comune e appunto una differenziazione in livelli per matematica, tedesco e francese. Un dibattito serrato, quello che andò in scena. Un dibattito che ‘rinfrescò’ la Legge sulla scuola media datata 1974, anno in cui è stata istituita la scuola media unica al posto della separazione tra Scuola maggiore e Ginnasio.

Von Wyttenbach: togliere la selezione è demotivante

“Per gli uni la scuola media dovrebbe essere il luogo della selezione, per gli altri il luogo della specializzazione, per altri ancora la scuola media è il luogo della formazione della forza lavorativa, esecutiva e dirigente, oppure il luogo in cui educare ai fini di una società migliore”. Sono le parole con cui Carlo Speziali (Plr), direttore del Dipartimento della pubblica istruzione, delinea i contorni del dibattito, dopo aver considerato come “le riforme strutturali della seconda parte della scuola dell’obbligo fanno inevitabilmente da cartina di tornasole alle diverse immagini ideali che ognuno, in base alla propria ideologia, si fa dell’uomo e della scuola che vorrebbe”. Passando in rassegna le dichiarazioni dei vari intervenuti, a mettere tutti d’accordo, almeno nelle premesse, è la valutazione positiva del passaggio alla scuola media unica. “La sua istituzione è stata accompagnata da un indubbio progresso che nessuno, in buona fede, può negare – sostiene il liberale (in seguito passato all’Udc) Alessandro Von Wyttenbach, che mette però subito le mani avanti –: per questo motivo è fuori luogo considerare quanto dirò un attacco al principio stesso della scuola media o, peggio, una critica demolitrice. La Legge sulla scuola media presenta però delle manchevolezze che vanno esaminate a fondo e corrette”. In particolare – afferma – vi sono tutti gli ingredienti sufficienti per mantenere basso il livello dell’insegnamento e per trascurare gli allievi più dotati”. Secondo il deputato “qui sta il nocciolo ideologico della scuola media. Esso è un riflesso evidente post-sessantottesco: tutti gli allievi devono raggiungere la stessa meta, indipendentemente da attitudini e impegno”, deplora. “Pur evitando una esasperata precoce specializzazione”, per Von Wyttenbach bisogna indirizzare gli allievi “verso l’apprendimento di quelle materie che sono adatte alle loro attitudini; una scuola media non selettiva non è solo demotivante, ma altamente ingiusta per gli allievi interessati allo studio”. Il deputato lancia poi una stoccata: “Le difficoltà delle soluzioni risiedono nella necessità di un mutamento di mentalità, processo difficile per chi, come i dipendenti-funzionari, non si vede confrontato con le necessità esistenziali dell’impresa privata ed è per natura conservatore. Vi è francamente da chiedersi da quali cervelli obnubilati dall’ideologia sia nata una simile mostruosità priva del minimo buonsenso”.

Mario Ferrari: rischio di scompensi sociali

Dal fronte opposto Anna Maria Nava del Partito del lavoro sostiene che il suo schieramento non è contrario di principio all’introduzione dei livelli, “ma crediamo che esistano condizioni prioritarie per migliorare lo stato attuale della scuola media e far sì che la riforma cambi realmente qualche cosa in direzione formativa e non selettiva”. Anche lei tocca il punto dell’uguaglianza, con fini però diversi: “Crediamo sia realmente democratico fare in modo che tutti abbiano il diritto, in una scuola obbligatoria, di raggiungere obiettivi minimi di conoscenza; per contro reputiamo antidemocratico pretendere che tutti lo facciano allo stesso modo, secondo itinerari obbligati e prefissati: l’ugualitarismo assoluto di obiettivi e di percorsi è un’utopia che può diventare una mistificazione, le differenze esistono, si deve però fare in modo di leggerle in modo positivo”. Nel merito specifico del sistema a livelli, secondo la deputata della sinistra radicale la sua introduzione “non sarà sufficiente a superare il disagio esistente oggi nel settore e altre misure sono necessarie per evitare che la nuova struttura si trasformi in uno strumento più raffinato per selezionare gli allievi”. Dai vicini banchi del Psa per Mario Ferrari “si tratta di sapere se la scuola dell’obbligo sceglierà il declivio peggiore: quello d’un adattamento supino alle esigenze produttive che non sarà il trionfo delle diversità e delle soggettività ma la realizzazione delle ineguaglianze e della marginalizzazione obbligatoria”. Sottolineando la soddisfazione per il fatto di affrontare una riforma “che finalmente supera la grave spaccatura in sezioni A e B combattuta fin dal 1974 dal Psa”, Ferrari invita pure lui alla massima attenzione “affinché non si riformino pericolose divaricazioni. La scuola non deve desistere dallo studio e dalla sperimentazione di modelli strutturali maggiormente unificati”. Troppi interrogativi rimangono invece aperti per un sostegno senza riserve secondo Luigi Pedrazzini (Ppd): dalla formazione del corpo insegnante, alla funzione del docente di classe, dalla ripartizione degli allievi, al sistema di valutazioni. Per il popolare democratico “è probabile che il passaggio al sistema integrato possa comportare un miglioramento in questa situazione. Il Ppd si chiede però fino a che punto occorrano altre scelte per creare dei livelli effettivamente equilibrati dove l’insegnamento impartito a coloro che appaiono meno dotati non sia pregiudicato da allievi con tutta un’altra sorta di problematiche. Nessuno preconizza un ritorno al sistema del Ginnasio e delle scuole maggiori – sottolinea Pedrazzini –, tuttavia ci si deve rendere conto che quando i dissensi non vengono negati in modo convincente, danneggiano la scuola e in particolare la scuola media”.

Carlo Speziali: l’italiano sia per tutti

A scaldare particolarmente gli animi di alcuni deputati è la decisione del governo di inserire l’italiano nel tronco di materie in comune e non sotto i livelli. Von Wyttenbach, adducendo la motivazione che la lingua “non è solo un mezzo per intendersi fra uomini come vuole semplicisticamente il documento citato, ma assai di più, ovvero la chiave per comprendere tutto il vasto universo culturale, intellettuale, spirituale e artistico che ogni cultura rappresenta”, sostiene che tale scelta “non può raggiungere lo scopo per quegli allievi che sono portati allo studio”. A difesa del progetto interviene direttamente Speziali: “È stata questa una decisione fondamentale, presa personalmente andando anche contro alle obiezioni di chi ne sa più di me in materia pedagogica: l’italiano deve essere insegnato con ugual misura e intensità a tutti. Sarebbe stata una vergogna se si fosse divisa questa materia come si è fatto con il francese e il tedesco”. Su questo aspetto le opinioni in casa liberale radicale sembrano ora differire dalla visione dell’allora consigliere di Stato: stando al progetto di riforma della scuola avanzato giovedì, il partito chiede infatti di ripensare l’insegnamento differenziato in più materie oltre al tedesco e alla matematica, citando espressamente l’italiano. Con attori diversi e qualche ruolo redistribuito tra i partiti, il dibattito attuale pare insomma la replica di uno spettacolo già messo in scena. “Il tempo è rotondo, torna su se stesso – diceva Umberto Saba –. E gli orologi, che servono a indicarlo, dovrebbero pure essere rotondi”. Quelli a Palazzo delle Orsoline lo sono.

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved