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22.12.2021 - 13:27
Aggiornamento: 15:53

Sì del governo alla riforma delle Autorità di protezione

Il messaggio approvato prevede la creazione di 4 nuove Preture che sostituiscono le attuali Arp. Ora la palla passa al Parlamento, infine si voterà

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Ti-Press

Il Consiglio di Stato – su proposta del Dipartimento delle istituzioni – ha approvato oggi il messaggio per la riforma dell’organizzazione delle Autorità di protezione (Arp). È lo stesso esecutivo a renderlo noto con un comunicato, ricordando che si tratta di “una riforma condivisa dai due livelli istituzionali coinvolti, il Cantone e i Comuni, dopo una consultazione che ha toccato oltre 200 attori interessati e che vuole raggiungere l’obiettivo di migliorare la risposta dello Stato in un ambito molto delicato della nostra società a tutela delle fasce più fragili della popolazione: anziani e giovani in situazione di difficoltà”. Dopo il passaggio in Gran Consiglio, si ricorda, “la riforma delle Arp dovrà essere avallata dal popolo, attraverso un voto che modificherà la Costituzione ticinese con la creazione delle nuove Preture di protezione”.

L’autorità di protezione dei minori e degli adulti “è l’autorità più incisiva del nostro ordinamento, con un intervento importante sui diritti fondamentali delle persone, toccando la libertà personale, l’autonomia privata e la vita familiare, allorquando l’adulto o il genitore non possono o non riescono a provvedere alla protezione propria e dei figli. In tal caso l’autorità interviene con misure di curatela, con misure ambulatoriali, con ricoveri a scopo di assistenza, con la privazione dell’autorità parentale o del diritto di determinare il luogo di dimora, oppure con il collocamento in un istituto o in una famiglia affidataria”. Oggi si contano 16 Autorità di protezione sul territorio coinvolte in 12mila decisioni all’anno; alla fine del 2020, ricorda il Consiglio di Stato, “nel Canton Ticino vi erano 6’224 misure di protezione in essere, che toccavano 4’810 adulti e 1’414 minori”.

Cosa cambia?

L’istituzione delle Preture di protezione “comporterà il trasferimento di competenze dai Comuni al Cantone”, con un investimento previsto di quasi 20 milioni di franchi. Le 4 nuove Preture impiegheranno 90 unità di lavoro a tempo pieno. Le decisioni, si spiega, “saranno prese tramite i collegi giudicanti composti da 3 persone: il pretore di protezione o il suo aggiunto e due membri specialisti, uno in ambito psicologico/pedagogico e uno in ambito di lavoro sociale. Per le collaboratrici e i collaboratori amministrativi delle Autorità regionali di protezione è previsto, con il loro consenso, il passaggio dai Comuni al Cantone, che sarà regolato da un’apposita convenzione allestita in collaborazione tra Cantone e Comuni e con il coinvolgimento dei sindacati”.

Le prossime tappe

Ora l’esame del messaggio tocca alla Commissione giustizia e diritti, tramite una sottocommissione creata ad hoc, poi al plenum del Parlamento. Infine si dovrà passare dalle urne per la modifica costituzionale necessaria a istituire nell’ordinamento le nuove Preture.

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