aiuti-covid-le-collaboratrici-domestiche-nel-cono-d-ombra
Archivio Ti-Press
ULTIME NOTIZIE Cantone
Luganese
27 min

Sagra della costina a Madonna d’Arla con lo sci club

La manifestazione alla sua 49esima edizione nel castagneto del Pian Piret in programma il 14, 15 e 16 luglio
Luganese
57 min

Lugano, perdita d’acqua in via Maraini: disagi alla circolazione

Sulla strada si circola su una sola corsia e a senso alternato. La polizia invita a usare l’accesso autostradale di Lugano Nord
Mendrisiotto
1 ora

Mendrisio, tiro sportivo promosso da Pro Militia

Il 16 luglio al Centro sportivo di Penate è in programma il tradizionale evento
Luganese
1 ora

Concerto di Fabri Fibra, Lugano chiude il lungolago

Chiuso alla circolazione veicolare il quai mercoledì sera, da Piazza Castello alla rotonda del Lac
Mendrisiotto
2 ore

Mendrisio, divieto di usare acqua per scopi non domestici

La misura intimata a tutti i quartieri della Città a causa ‘del perdurare di scarsità di precipitazioni e dei forti consumi’
Bellinzonese
2 ore

Feste campestri a Campo Blenio

Tradizionale appuntamento organizzato dallo Sci club Greina, quest’anno in programma sabato 9 e domenica 10 luglio
Luganese
2 ore

A tu per tu con Ceo e allenatore dell’Fc Lugano a Tesserete

Conferenza pubblica giovedì al centro balneare moderata dal giornalista sportivo Giancarlo Dionisio
Gallery
Luganese
2 ore

Conferenza sull’Ucraina: Lugano non blindata, ma semivuota

Senza aperitivi, ma con disagi tutto sommato contenuti. E sopra le teste il ronzio degli elicotteri, che fa da... colonna sonora alla due-giorni
Luganese
2 ore

Svizzera e Ucraina firmano un’intesa per la protezione del clima

La convenzione ‘permette di mobilitare fondi in aggiunta alla cooperazione internazionale’, afferma il Datec
Speciale ucraina
LIVE

‘La Russia sta attaccando i valori di tutti i Paesi democratici’

Il presidente ucraino Zelensky è intervenuto all’inaugurazione dell’Ukraine recovery conference di Lugano. Segui il live del laRegione
Bellinzonese
3 ore

Musica da camera, tutto pronto per il Montebello Festival

Scatta domani a Bellinzona la 16esima edizione della rassegna internazionale
Luganese
3 ore

‘L’Ucraina può contare sul nostro costante sostegno’

Per la presidente della Commissione Ue Von der Leyen, la conferenza di Lugano è ‘fondamentale per concordare i principi dello sforzo internazionale’
Luganese
3 ore

E la Coop di Breganzona sarà ampliata e rinnovata

Inoltrata la domanda di costruzione alla Città di Lugano. La ristrutturazione sarà conclusa entro la prossima primavera. Sul tetto impianto fotovoltaico
22.11.2021 - 19:54

Aiuti Covid, le collaboratrici domestiche nel cono d’ombra

Fuori per legge dal versamento delle indennità per lavoro ridotto, l’obbligo di salario resta solo in capo al datore di lavoro

Sono oltre 12 mila (12’726, per la precisione) le persone assunte per lavori domestici che alla fine del 2019 risultavano notificate alla Cassa cantonale dell’Avs. Una categoria di lavoratori, prevalentemente donne, che durante le fasi più acute della pandemia (primo e secondo lockdown, ndr) è rimasta verosimilmente e improvvisamente senza reddito. Le indennità di lavoro ridotto, infatti, non sono percepibili da chi è assunto da un privato e non da un’azienda per svolgere lavori di pulizia, babysitting o del governo della casa. Una mozione presentata nella primavera del 2020 da Lorenzo Jelmini e Sara Imelli, granconsiglieri del Ppd, chiedeva proprio di prevedere un sostegno concreto a favore di chi svolge attività domestiche. «Nella maggior parte dei casi si tratta di salariate occupate presso più famiglie e assicurate presso più datori di lavoro», ha spiegato Lorenzo Jelmini durante il dibattito parlamentare chiedendo al governo di andare oltre la prestazione ponte Covid, misura cantonale pensata per gli indipendenti e i lavoratori dipendenti che non potevano beneficiare di indennità ai sensi della Ladi (assicurazione contro la disoccupazione). «Limitarsi a dire che non era legalmente possibile in un periodo in cui la legge sul lavoro ridotto è stata cambiata più volte, è uno schiaffo a queste persone. le regole del gioco sono state stravolte più volte. Ci si poteva attendere che il cantone facesse di più rispetto alla Confederazione», ha ricordato ancora il deputato popolare democratico.

Per il relatore del rapporto, il socialista Fabrizio Sirica, la Commissione ha cercato di inquadrare subito il fenomeno quantificando numero di addetti e salari. Come detto si tratta di oltre 12 mila persone con un reddito annuale nella maggior parte dei casi inferiore a 12 mila franchi. Anche il Consiglio di Stato riconosce il problema, ma la situazione è superata dagli eventi visto che lo strumento del reddito ponte Covid è arrivato nel gennaio scorso, ma non è retroattivo.

Secondo Alessandro Speziali (Prl) «bisogna sempre riflettere prima di erogare aiuti» pur non negando che la situazione delle collaboratrici domestiche «sia entrata in un cono d’ombra legislativo». Favorevole al rapporto Sirica anche Omar Balli (Lega) e Marco Noi (Verdi).

Critici sulle conclusioni a cui è giunta la Commissione economia e lavoro, Simona Arigoni Zürcher (Mps) e Tamara Merlo (Più donne). Per la deputata dell’Mps, «il reddito di pandemia per tutti chiesto a suo tempo avrebbe evitato a tanti di essere in difficoltà. Tanto più che le imprese sono state aiutate tempestivamente». Per Merlo, «la situazione pandemica non è superata dagli eventi. Se c’è una lacuna legislativa, andrebbe colmata».

Il Consigliere di Stato Christian Vitta, direttore del Dfe, ha ricordato che il reddito ponte Covid ha dato una risposta a più di 2’500 persone. Questo in una situazione straordinaria. C’è poi il Codice delle obbligazioni che prevede che sia il datore di lavoro a pagare i quattro quinti dello stipendio se «il lavoratore è impedito a prestare il suo lavoro senza sua colpa». E questo a seconda della durata del contratto di lavoro. «Di principio è il datore di lavoro che dovrebbe intervenire e poi in subordine lo Stato con le prestazioni sociali», ha affermato Vitta

Nulla da fare anche per le norme anticanicola

In futuro, stando il cambiamento climatico in atto, saremo sempre più confrontati con ondate di calore. Una mozione presentata da Simona Arigoni Zürcher (Mps) chiedeva di elaborare delle proposte legislative che concretizzassero la protezione della salute sul posto di lavoro in caso di canicola, sia per il personale occupato nei lavori all’aperto che all’interno e che tenga in considerazione la tutela accresciuta di determinati gruppi di lavoratori quali le donne in gravidanza e i giovani lavoratori.

Per il relatore di maggioranza, Paolo Ortelli (Plr), «il tema è sicuramente sensibile ma che si inserisce in un quadro legislativo chiaro e definito a livello federale. I Cantoni non hanno alcun margine per legiferare in questa materia in quanto le misure di tutela della salute dei lavoratori sono di esclusiva competenza della Confederazione».

Nulla da fare quindi per il rapporto di minoranza (relatore Fabrizio Sirica, Ps) che pur condividendo le tesi del rapporto di maggioranza, chiedeva in particolare di modificare il regolamento di dipendenti cantonali e di tutelare la salute dei lavoratori, nel ruolo di committente, imponendo un massimo di sei ore lavorative e indennizzando le ore perse dai lavoratori.

Seleziona il tag per leggere articoli con lo stesso tema:
collaboratrici domestiche covid indennità lavoro
Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved