ULTIME NOTIZIE Cantone
Bellinzonese
16 min

Tutti i vincoli del nuovo ospedale di Bellinzona

I progettisti dovranno confrontarsi con un’importante serie di questioni tecniche, fra sicurezza fluviale, edificabilità e viabilità
Bellinzonese
2 ore

Pomeriggio di ballo liscio a Pollegio con l’Atte Blenio-Riviera

Appuntamento per giovedì 9 febbraio al ristorante Alla Botte
Bellinzonese
2 ore

Omaggio a più voci a Enrico Della Torre a Camorino

Appuntamento per lunedì 13 febbraio alle 19 al centro culturale areapangeart
Locarnese
2 ore

La sfida: ricreare (e degustare) i 101 stili di birra ufficiali

L’iniziativa, promossa dal BeerLab di Gordola, è aperta a tutti e si ripeterà settimanalmente il giovedì sera
Luganese
2 ore

Appuntamento su sostenibilità e architettura in ambito alpino

Questi i temi che verranno trattati all’Istituto internazionale di Architettura a Lugano martedì 14 febbraio alle 18.30
Locarnese
2 ore

L’Arte dell’ascolto profondo, evento online con Daniel Levy

Lo propone l’Accademia Internazionale di Eufonia di Locarno giovedì 9 febbraio dalle 20
Bellinzonese
2 ore

L’Ambri Piotta sostiene la lotta contro una malattia rara

Il 17 febbraio i giocatori indosseranno una maglia speciale: il ricavato dell’asta andrà all’associazione ‘Noi ci siamo’ che sensibilizza sulla Fop
Ticino
2 ore

Superamento dei livelli, il Plr boccia la proposta commissionale

In Gran Consiglio arriverà anche il rapporto di minoranza di Polli: da Lega, Ps, Centro e Verdi ‘proposta evidentemente fragile, non ha obiettivi’
Mendrisiotto
3 ore

Anche i Quartieri di Mendrisio si mettono la maschera

Dopo il Carnevale di Genestrerio, andato in scena domenica scorsa, è giunta l’ora di Besazio, Capolago e Ligornetto
Mendrisiotto
3 ore

A Novazzano torna ‘Ul Zanzara’

Per gli amanti del Carnevale sarà possibile festeggiare già a partire da martedì sera
Luganese
3 ore

Processo Enderlin, ‘dopo 9 anni di Purgatorio comincia la vita’

L’imprenditore luganese è stato condannato a 13 mesi sospesi. Cade l’accusa delle retrocessioni bancarie
Bellinzonese
3 ore

Ad Ambrì-Sopra ‘via alla Posta’ diventa ‘via Alina Borioli’

La commissione cantonale di nomenclatura ha approvato la modifica, proposta dalla scomparsa Tiziana Mona e cofirmatari
Locarnese
4 ore

Asta di beneficenza per i bambini del Kenya

Martedì 7 febbraio, dalle 14.30 alle 16.30, all’interno del centro diurno ‘Alcentrodì’ di Ascona, a favore dell’associazione ‘The Dreamers Association’
Locarnese
4 ore

Semine e novellame, così il Dipartimento ne orienta la rotta

All’Assemblea della Società di pesca Onsernone-Melezza Christophe Molina ha illustrato gli indirizzi del Dipartimento in materia di gestione ittica
Luganese
4 ore

‘Il Centro’ di Agno accoglie una nuova presidenza

Thierry Cerclé avrà al suo fianco la vice Graziella Lamprecht, in rappresentanza anche della sezione ‘Giovani del Centro’
Locarnese
4 ore

Aperitivo a Locarno con i candidati Udc

Appuntamento rivolto ad amici e simpatizzanti e organizzato dalla sezione regionale
Bellinzonese
5 ore

La Città di Bellinzona cerca apprendisti

In scadenza nei prossimi giorni i concorsi d’assunzione in otto professioni
Locarnese
5 ore

Carnevale muraltese, annullato lo spettacolo del Duo Rossi

Cancellato l’evento di venerdì 10 febbraio che avrebbe anticipato i festeggiamenti del sabato, che prevedono dalle 12 l’arrivo dei regnanti e la risottata
Bellinzonese
5 ore

Personico, Giornico e Bodio si ‘aggregano’ nei 18enni

Una cerimonia unica per i tre Comuni della bassa Leventina
Bellinzonese
5 ore

Premiate le migliori vetrine natalizie di Bellinzona

Quasi 1’900 persone hanno espresso la loro preferenza online
Luganese
6 ore

Comano ecco i numeri estratti della lotteria

Alla festa patronale di domenica sono usciti: 16586; 16821; 16705; 16290; 13693 e 16237. Se avete questi numeri fatevi avanti allo 091 941 48 58
Bellinzonese
6 ore

Cappuccetto Rosso sul palco di Minimusica a Bellinzona

Lo spettacolo del Teatro Azzurro rivolto ai bambini di Asilo ed Elementari
Mendrisiotto
8 ore

Lite fra due persone in corso San Gottardo: c’è un arresto

L’alterco è scoppiato alle prime ore del giorno. In manette è finito un 21enne del Mendrisiotto
Luganese
8 ore

Reati finanziari ‘atipici’, chiesti 12 mesi per Davide Enderlin

Il 51enne imprenditore ed ex consigliere comunale del Plr di Lugano deve rispondere di amministrazione infedele e falsità in documenti
Ticino
8 ore

Nuova condanna per Scimonelli, il mafioso nato a Locarno

L’uomo ‘bancomat’ di Matteo Messina Denaro, in carcere dal 2015, è stato riconosciuto colpevole anche di numerosi attentati incendiari
laR
 
22.11.2021 - 05:30
Aggiornamento: 26.03.2022 - 15:49

Inseguita insistentemente per strada: ‘Nessuno mi ha aiutata’

Le molestie di questo tipo sono un fenomeno quotidiano. La testimonianza di due giovani e i possibili passi che si possono fare per arginare il fenomeno

inseguita-insistentemente-per-strada-nessuno-mi-ha-aiutata
Depositphotos

"La mia maestra mi ha insegnato che quando una ragazza dice no è no, ma secondo me quando dite no non è mai veramente no". È quello che si è sentita dire Alice*, 21 anni, da un ragazzo che la notte di venerdì scorso l’ha seguita insistentemente per strada. «Non mi voleva lasciare in pace e poco lontano ci seguivano anche altri due suoi amici. Ho avuto paura. Ho pensato al peggio». Alice ha ripetuto più volte al giovane di voler camminare da sola, di lasciarla in pace. Fortunatamente è riuscita a convincere uno dei due amici a farlo ragionare e così ha potuto seminare il giovane.

«È la prima volta che mi sono sentita veramente in pericolo. Di solito è sufficiente alzare un po’ la voce o avere un’espressione facciale seria per essere lasciata in pace». Erano le due di notte, la città era semideserta, ma qualche persona c’era e nessuno è intervenuto: «È stato veramente scoraggiante perché a Lugano mi sento al sicuro. Ho sempre avuto la sensazione che in caso di pericolo le persone presenti mi avrebbero aiutata. A me è capitato di intromettermi e aiutare una ragazza che si trovava in una brutta situazione». Dopo l’accaduto e la pubblicazione sui social dell’accaduto, Alice ha ricevuto vari messaggi: «Qualcuno mi ha detto che avrei dovuto chiedere aiuto in modo più esplicito. Sul momento però non è sempre facile, non sai come reagire, hai paura, potrebbe succedere di tutto». Tante le persone e le amiche che le hanno raccontato di eventi simili: «Capita quasi ogni weekend che almeno una ragazza che conosco subisca una molestia. Sembra quasi che sia la normalità, che se vai in discoteca devi aspettarti che qualcuno ti tocchi». Alice però non ci sta: «Ho pubblicato la mia esperienza sui social perché succede talmente spesso che non va bene parlarne soltanto tra noi amiche. Non è normale che io mi debba nascondere dietro a un muretto per vedere se sono riuscita a lasciarmi alle spalle una persona».

‘Mi sono sentita sporca’

«Leggere le parole di questa ragazza mi ha fatta rabbrividire», ci dice Lisa Boscolo, co–presidente del Coordinamento donne della sinistra. «Purtroppo è sufficiente parlare con altre donne per rendersi conto che è veramente pane quotidiano». Istituzionalmente viene fatto abbastanza per limitare questi episodi? «A livello cantonale e comunale si lavora molto sul piano della violenza domestica, cosa certamente importantissima, ma sul tema delle molestie su suolo pubblico non c’è molto. Si tende ancora a banalizzare il fenomeno e a dare la responsabilità alla vittima».

A volte la responsabilità se la dà la vittima stessa: «Mi sono sentita sporca, come se avessi fatto qualcosa di male». A dirlo è Serena*, 21 anni, che alcuni anni fa è stata importunata da un uomo sul bus mentre si recava al liceo: «Stavo ascoltando la musica per i fatti miei quando un uomo si è seduto accanto a me. Ha cominciato a parlarmi e all’epoca non riuscivo a esprimere subito il mio disagio. Avevo fiducia nella gente e non pensavo che la situazione potesse essere di pericolo, come invece il mio istinto mi suggeriva». Dopo le classiche domande (come ti chiami, quanti anni hai), l’uomo ha chiesto a Serena se avesse il ragazzo, lei ha risposto affermativamente, sperando che smettesse di parlarle, ma così non è stato: «Le domande sono diventate più insistenti e molto, molto intime e specifiche sul lato sessuale. Al che ho smesso di rispondere». Una situazione scomoda, spiacevole, peggiorata dal fatto che «durante il tragitto c’era un signore seduto poco lontano che ha ascoltato tutta la conversazione guardandomi negli occhi per tutto il tempo».

Col passare degli anni Serena ha imparato a rendersi conto che «quando queste cose succedono non è colpa mia. Penso che sul momento mi fossi incolpata per non aver subito espresso il mio disagio e disinteresse a parlare con lui. Ora invece so che queste cose non dovrebbero succedere, indipendentemente da come reagisco io». L’amica alla quale Serena aveva raccontato l’accaduto le aveva detto di andare alla polizia. «Questo consiglio mi ha turbata. Magari mi avrebbero chiesto a che ora e su che linea era successo, ma probabilmente non avrebbero potuto fare molto, non sarebbe cambiato nulla».

‘Una lacuna a livello giuridico’

«Nella legge svizzera abbiamo una lacuna a livello giuridico», spiega Rachele Santoro, delegata del Cantone per le pari opportunità. «Infatti i fenomeni di sessismo su suolo pubblico non sono perseguibili, se non penalmente per fatti piuttosto gravi. Per le vittime è dunque difficile far valere i propri diritti». Per Santoro rimane «tuttavia importante segnalare l’accaduto alla polizia. Commenti, avvicinamenti... tutte queste situazioni sono all’ordine del giorno. Finché c’è una cultura che tollera questo tipo di comportamenti che sono sotto gli occhi di tutta la società, è difficile adottare adeguati provvedimenti. Se ci sono dei testimoni sarebbe importante chiedere a queste persone di testimoniare». Se poi qualcuno ha bisogno di una consulenza, deve sapere che non è solo: «Si può recare ai servizi di aiuto alle vittime che sono presenti in tutto il territorio. Essi, tra le altre cose, aiutano le persone ad affrontare determinate situazioni ed elaborare delle strategie per affrontarle nel caso in cui dovessero ricapitare».

Tutto questo però avviene a molestia avvenuta. Quali potrebbero invece essere i modi per diminuire il fenomeno? «Bisogna lavorare su più piani – risponde Lisa Boscolo –. Il primo, che riguarda maggiormente il lungo termine, è quello culturale ed educativo. All’interno del sistema scolastico è necessario educare ragazzi e ragazze al consenso e al rispetto. Un’idea sarebbe quella di potenziare con questi temi le ore di educazione sessuale. Questo permetterebbe di avere un cambiamento strutturale di mentalità e di società». E sul corto termine? «Si possono sviluppare dei dispositivi di sicurezza in aiuto alle persone molestate con la collaborazione di bar e locali notturni. Per esempio, usare parole d’ordine come segnale d’allarme allo staff dei locali che permettono di metterti in sicurezza».

‘Ci vogliono statistiche’

Secondo Boscolo sarebbe utile inoltre effettuare delle statistiche sul territorio che mostrino il numero e la frequenza di questi episodi. Questo per trovare poi «soluzioni concrete». Altro livello su cui «bisogna lavorare» è quello penale e giudiziario: «Quali sono i mezzi che una vittima ha a disposizione per denunciare una molestia di strada? La polizia in che modo può intervenire?». La politica dunque «deve darsi la priorità nel trovare soluzioni al sessismo, alle molestie di strada e al femminicidio».

«A livello cantonale e comunale c’è una sensibilità crescente nei confronti della sicurezza negli spazi pubblici», riferisce Santoro. «È quindi importante capire quali sono i luoghi dove avvengono più frequentemente le molestie e il sessismo. Quest’ultimo è più subdolo e alla base vi è un’oggettificazione del corpo femminile, nonché una cultura che tollera le violazioni della personalità». Alcune città o regioni svizzere «hanno introdotto delle applicazioni che, nonostante non tutelino direttamente le vittime, permettono di segnalare dove si è svolta una molestia e cosa è successo esattamente. Questo in modo che si possano poi adottare dei provvedimenti sulla pianificazione del territorio e sulla sicurezza degli spazi pubblici. A mia conoscenza in Ticino non vi sono applicazioni del genere, ma esistono gruppi sui social dove si può segnalare questo tipo di situazioni».

Nel nostro cantone «oltre a quello che riguarda la sicurezza pubblica e la pianificazione degli spazi pubblici in maniera da renderli sicuri a ogni ora del giorno e della notte, il Servizio per le pari opportunità sta promuovendo un progetto di prevenzione delle molestie sessuali e sessiste sul posto di lavoro – ricorda Santoro –. I concetti di fondo che si applicano nella sfera professionale, legati alla cultura del rispetto e al riconoscere il carattere gradito o spiacevole di un determinato comportamento, possono essere trasferiti in tutti gli ambiti della vita. Si spera così che avvenga un cambiamento culturale dove il sessismo non sia più tollerato. È dunque responsabilità di tutti, oltre a non perpetuare certi atteggiamenti, aiutare le vittime, sostenerle, testimoniare, denunciare».

*Nome noto alla redazione

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved