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19.10.2021 - 20:27

Impianti di risalita, il credito da 5,6 milioni scende in pista

Il Gran Consiglio dà luce verde al rapporto commissionale. Caprara (Plr): ‘Non è una cambiale in bianco, ci sono criteri da ottemperare’

Via libera quasi unanime del Gran Consiglio, con il solo voto contrario del verde Andrea Stephani, al credito di gestione corrente da 5,6 milioni di franchi, vincolato alla corretta manutenzione, per gli impianti di risalita di Airolo, Bosco Gurin, Campo Blenio, Carì e Nara. Un credito valido per le stagioni invernali dal 2021/22 al 2024/25 ma suddiviso in due tranche, con la seconda che vedrà una nuova chiave di riparto da definire tenendo conto anche dei progetti di collaborazione, in particolare per la gestione centralizzata e condivisa del marketing e della vendita, nonché della manutenzione. Un credito che, per dirla con uno del rapporto commissionale, il liberale radicale Bixio Caprara, «non è una cambiale in bianco per i gestori degli impianti, il parlamento condivide e sottolinea le precise attese del Consiglio di Stato che entro il primo biennio dovranno, e ripeto, dovranno concretizzarsi. Senza chiare indicazioni il credito correrà il rischio di essere bloccato a partire dal 2023». L’altro relatore del rapporto, il leghista Michele Guerra (il terzo è il Ppd Fiorenzo Dadò), afferma che «gli impianti di risalita nella stragrande maggioranza non sono autosufficienti, ma generano turismo, indotto, posti di lavoro e spesso per le piccole comunità montane sono una vera boccata d’ossigeno. Si tratta di 120 posti di lavoro e 14 milioni di franchi di indotto locale. Un aiuto secondo limiti precisi e con un controllo regolare li può aiutare a raggiungere una sempre maggior autosufficienza». Nel dibattito, in mezzo a tanti “sì convinti” emerge la voce dei Verdi, con Cristina Gardenghi che rileva l’altra faccia della medaglia: «I cambiamenti climatici non fanno rendono sostenibili a lungo le attività invernali, in più strutture vetuste, attività e spostamenti generano importanti impatti sul territorio. Il nostro è un sì, ma anche alla riconversione ecologica». Degno di nota pure l’intervento del leghista Daniele Caverzasio che, pur votando sì, annota: «È almeno dal 2009 che si votano crediti chiedendo un cambio di passo e una vera strategia al settore, perché finora oltre alle parole di concreto si è visto poco. È necessario arrivare a soluzioni che permettano di dare lunga vita a questi settori trainanti per il turismo, non più solo di chiudere i buchi perché in tanti anni non si è fatta neanche una riflessione».

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