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Dalle parole ai fatti (foto Ti-Press)
Ticino
14.09.2021 - 21:130
Aggiornamento : 21:47

‘Stop alla deroga per i Ccl: sarà iniziativa costituzionale’

Salario minimo, il Partito socialista ha deciso di proporre la modifica dell’articolo introdotto nel 2015. Sirica ribadisce: 21,50 franchi all’ora, niente forchette

Dalle parole ai fatti. Dopo averne discusso in occasione del recente Comitato cantonale, il Partito socialista ha deciso di proporre dei correttivi all’articolo della Costituzione ticinese, introdotto in seguito all’approvazione popolare nel 2015 dell’iniziativa dei Verdi, affinché anche gli importi delle paghe fissati nei contratti collettivi di lavoro vengano adeguati al salario minimo legale. «Come stabilito stasera all’unanimità dalla Direzione, accogliendo la mia proposta, entro un mese lanceremo un’iniziativa popolare costituzionale che avrà come obiettivo minimo quello di togliere dall’articolo della Costituzione la deroga per i contratti collettivi - dice alla ‘Regione’ il copresidente del Ps Fabrizio Sirica -. Approfondiremo inoltre dal punto di vista giuridico la possibilità di inserire nell’iniziativa anche la proposta di ancorare alla Costituzione il concetto secondo cui il salario minimo legale deve corrispondere alla prestazione sociale più elevata, più le spese professionali. Secondo i nostri calcoli, questo salario minimo sarebbe di 21,50 franchi all’ora. E andrebbe introdotto subito, senza le forchette previste dalla legge di applicazione dell’articolo costituzionale del 2015 approvata dal Gran Consiglio».

La «volontà» del Ps, aggiunge Sirica, «è di coinvolgere i sindacati e i partiti dell’area progressista: insomma, coloro che intendono risolvere il problema saranno i benvenuti». Un problema manifestatosi nei giorni scorsi con il caso dei contratti aziendali di tre ditte del Mendrisiotto che contemplano salari al di sotto di quello minimo indicato nella legge cantonale. «Nel contempo ci muoveremo anche in Gran Consiglio - fa sapere il capogruppo Ivo Durisch - per cercare di contrastare i tentativi di aggirare la legge cantonale sul salario minimo che entrerà in vigore il prossimo 1. dicembre, nell’attesa di una nuova normativa che attui quanto stabilirà la nostra iniziativa popolare costituzionale, qualora, come speriamo, venga accolta».

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