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03.09.2021 - 05:30
Aggiornamento: 26.03.2022 - 15:17

Cani: ‘Fate attenzione alla loro storia prima di acquistarli’

Le società cinofile mettono in guardia sui pericoli di prendere un animale con origini poco chiare. Domani porte aperte in molte associazioni

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Ti-Press

Terra fuori dai vasi, bisognini in giro per casa, scarpe mangiucchiate. Sono ‘scherzetti’ che alcuni padroni di cani si sono ritrovati al rientro a casa. Semplici giochi da parte degli amici a quattro zampe? No, sono dei veri e propri segnali. «Ogni razza ha bisogno di stimoli fisici e mentali, anche se alcune più di altre. Se non hanno qualcosa da fare si occupano da soli», ci spiega Janine Muskulus, vicepresidente della Società cinofila Bellinzona e dintorni. «È buona cosa scegliere un tipo di attività da effettuare con il proprio cane, in modo tale che a fine giornata sia stanco e soddisfatto. Inoltre crea grande complicità con il padrone. Una buona relazione facilita molto la gestione».

‘C’è chi propone animali con gravi problemi’

Per avvicinare le persone alle associazioni cinofile è stata indetta dalla Società cinologica svizzera la Giornata del cane che avrà luogo domani. Alcune organizzazioni sul territorio avranno dunque un momento di porte aperte per mostrare la loro offerta di attività. «Vogliamo anche informare riguardo all’acquisto di cani», ci dice Silvana Riedi, presidente della Società cinofila Tra da nüm Vallemaggia. «Consiglio sempre di contattare una cinofila o delle persone competenti prima di prendere un cane, soprattutto se è il primo. È molto importante conoscere la storia dell’animale e non fidarsi di situazioni poco chiare. Ci sono associazioni, non tutte, che danno in adozione cani con gravi problemi». Nel caso non ci si sia affidati a degli esperti prima dell’acquisto è comunque importante partecipare a delle attività offerte dalla società cinofile: «È un’occasione, per chi è alla prima esperienza, di partire con il piede giusto – ricorda Muskulus –. Il rischio altrimenti è di fare errori che creano dei comportamenti nell’animale difficili da cambiare in un secondo momento». Ogni razza, come detto, ha le sue caratteristiche, come ci si comporta quando si ha a che fare con un meticcio? «L’ideale sarebbe capire di che tipo di incrocio si tratta per determinarne le caratteristiche. Nel caso di un trovatello di cui si sa poco le attitudini si scopriranno man mano».

Di solito l’affluenza è bassa

Le cinofile non offrono solo corsi di obbedienza, ma molte attività che permettono ai cani di socializzare ed essere stimolati mentalmente e fisicamente. In Ticino i detentori partecipano a questi incontri o tendono a vivere la vita col cane privatamente? «In Svizzera interna noto un maggiore afflusso che da noi», dice Jsabel Balestra, presidente della Federazione cinofila ticinese. «Molti frequentano solo il corso di base, ma il percorso di educazione dura molto di più. Le attività da fare sono tante e domani sarà mostrato che per un cane l’allenamento può essere un momento di divertimento».

I padroni tornano al lavoro e loro restano a casa da soli

La mancanza di socializzazione si è vista molto nel periodo della pandemia: «Molti cani nati ultimamente in Paesi come l’Italia, nei quali il lockdown è stato più duro rispetto alla Svizzera, hanno spesso perso una fase importante della crescita. Sono dunque arrivati da noi senza aver fatto le esperienze opportune», afferma Muskulus. Alcune persone hanno deciso di prendere un animale da compagnia durante il periodo della pandemia, ma c’è un problema: «Adesso, tornando alla normalità, le persone hanno spesso meno tempo di dedicarsi a loro. Inoltre l’animale era abituato alla presenza costante dei padroni che magari ora sono dovuti tornare al lavoro. I cani fanno fatica a gestire questo cambiamento».

Continuo aumento del numero di esemplari

Negli ultimi anni in Ticino sono sempre di più le persone che acquistano cani. Attualmente sono 32’201 gli esemplari nel cantone e i numeri sono in continuo aumento: infatti nel 2015 se ne registravano 28’550. «È importante dare le giuste regole ai cani – dice Riedi –. Non sono dei pupazzi e i padroni adulti devono essere i ‘capibranco’». A volte si presentano comportamenti pericolosi, a quel punto è necessario un intervento educativo: «Non solo. Bisogna anche lavorare sulla persona, che magari si è spaventata e vuole dare via l’animale. Un ulteriore cambiamento per un cane che magari è già stato passato di mano altre volte». Inoltre Riedi rende attenti sui segnali anticipatori: «L’animale prima di ringhiare o mordere ha già dato molti avvisi. Per questo insegniamo anche a interpretare il loro modo di comunicare».

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