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30.06.2021 - 17:300

Impianti di risalita, 5.6 milioni tra continuità e novità

Il Consiglio di Stato presenta il credito quadro 2021/2025. Per il primo biennio confermato lo status quo, dal 2023 ci sarà una nuova chiave di riparto

Continuità, ma con importanti accorgimenti. È su questa linea che il Consiglio di Stato ha impostato il credito quadro di 5,6 milioni di franchi per i prossimi quattro anni a sostegno della gestione ordinaria degli impianti di risalita di Airolo, Bosco Gurin, Campo Blenio, Carì e Nara. Per le stagioni invernali dal 2021/2022 al 2024/2025 i sussidi cantonali sono dunque assicurati, ma dei quattro scenari che erano sul tavolo del Dipartimento finanze ed economia alla fine è stato scelto quello ‘ibrido’. Quello che, appunto, prevede degli accorgimenti non da poco. Perché il credito quadro è suddiviso in due parti: se nel primo biennio viene confermato lo status quo, con un aumento degli stanziamenti per Bosco Gurin e soprattutto Carì, quindi verranno erogati 2,8 milioni, la musica a partire dalla stagione 2023/2024 per gli altri 2,8 milioni cambierà, essendo prevista una nuova chiave di riparto. Non si parlerà solo di zeri e percentuali, ma sarà un discorso di concetto.

Vitta: ‘Maggior collaborazione interaziendale e più progetti per la destagionalizzazione’

«In questi due anni, ed è la grossa novità, chiederemo alle stazioni di portare avanti un obiettivo che abbiamo da tempo e che ora va finalizzato», spiega alla ‘Regione’ il direttore del Dfe Christian Vitta. E quando si parla di concetto, si parla di «maggior collaborazione interaziendale per la gestione del marketing, portare avanti progetti legati alla destagionalizzazione e queste sinergie dovrebbero permettere, un domani, di rimodulare la chiave di riparto e permettere a tutti di ottenere, con queste collaborazioni, anche dei risparmi sui costi», sottolinea Vitta. Questo è l’obiettivo, «poi starà a loro dimostrare di poterlo raggiungere». E come? «Si deve passare dai progetti», non c’è alternativa. Che «potrebbero prevedere, ad esempio, l’aggiunta di un’offerta turistica estiva, rimodulare quindi l’attività non basandola solo sui mesi estivi ma anche sulle altre stagioni». Anche perché, rileva il direttore del Dfe, «è sotto gli occhi di tutti quello che sta avvenendo a livello di cambiamenti climatici, quindi è anche una questione di sostenibilità per queste aziende e di essere lungimiranti». Senza dimenticare, va da sé, «che non si tratta e non dovrà trattarsi di un’offerta solo turistica, ma rivolta pure ai residenti considerato il grande interesse che c’è». Un discorso turistico che comprende «il Ticino Ticket, che va avanti, e l’iniziativa Vivi il tuo Ticino 2.0 che presenteremo prossimamente, iniziativa che interesserà anche il trasporto legato al turismo».

Ritornando sulle piste da sci, per Vitta «sicuramente c’è un potenziale di miglioramento su quello che è la messa in rete, la vera sfida sarà questa nuova chiave di riparto. Perché negli intendimenti si può essere tutti concordi, ma bisognerà poi vedere come la cosa si tradurrà in percentuali e cifre concrete». Ragionamenti che si trasformeranno in qualcosa di concreto tra un paio d’anni, ma in politica come in pista due anni passano in un batter d’occhio. Nel frattempo, da Vitta arriva «soddisfazione per aver raggiunto questa soluzione, era importante mantenere una certa unità tra le principali stazioni sciistiche ed è positivo che si sia raggiunto un risultato che mi sembra permetta a tutti di affrontare in maniera costruttiva la prossima, fondamentale tappa».

Una soddisfazione che viene consegnata alla ‘Regione’ anche dal presidente della Nuova Carì società di gestione Sagl Gabriele Gendotti, che aspettava con ansia «l’aggiornamento della chiave di riparto per questo primo biennio. L’aumento di 40mila franchi del contributo che avevamo chiesto è arrivato, e ci permette di essere più tranquilli nell’affrontare le future sfide».

Nel messaggio governativo si legge come “per quanto concerne la definizione della futura chiave di riparto, il cantone intende farsi parte attiva, coinvolgendo da subito tutti i rappresentanti degli impianti di un approfondimento tecnico, anche con un eventuale supporto specialistico esterno, che tenga in considerazione molteplici elementi”. Tra tutti, oltre a quanto dettoci da Vitta, al governo preme evidenziare “gli aspetti tecnici relativi agli impianti e alle piste (numero impianti, tipologia, vetustà, chilometri di pista, primi passaggi) come pure aspetti più contabili, tenendo in debita considerazione anche i risparmi dovuti ai progetti di collaborazioni interaziendali”.

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