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15.06.2021 - 20:11
Aggiornamento: 23:33

Autogestione, Schnellmann ritira la mozione

Il deputato del Plr: 'Risposte del governo all'atto parlamentare già esaustive, e settimana prossima si sarebbe parlato di tutto fuorché di questo'

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Ti-Press

Durante la seduta di Gran Consiglio che prenderà il via lunedì prossimo, la discussione su Molino e autogestione a Lugano sarà circoscritta alle risposte governative a tre interpellanze. Il deputato liberale radicale Fabio Schnellmann, d'accordo con i cofirmatari, ha infatti ritirato oggi la mozione 'Centro sociale giovanile autogestito: il Cantone torni a fare la sua parte', che aveva depositato nel febbraio 2012 insieme con gli allora granconsiglieri Roberto Badaracco (Plr) e Gianrico Corti (Ps), mozione finora al vaglio della commissione parlamentare 'Sanità e sicurezza sociale'.

«L'ho ritirata fondamentalmente per due motivi - spiega Schnellmann alla 'Regione' -. Il primo è che giovedì scorso in commissione - come ho letto nel verbale della seduta, avendovi avuto accesso solo oggi non facendo parte della Sanitaria - il Consiglio di Stato ha già dato delle esaustive risposte alle nostre domande, dando la propria disponibilità a collaborare nell'individuare un mediatore, un interlocutore all'interno del Csoa e una sede alternativa all'ex Macello». La Sanitaria aveva sentito il presidente del governo e direttore del Dipartimento educazione cultura e sport Manuele Bertoli, il capo del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi e il responsabile del Dipartimento sanità e socialità Raffaele De Rosa. «Il secondo motivo - riprende Schnellmann - è che la settimana prossima in parlamento si sarebbe parlato di tutto fuorché della nostra mozione». Tant' è che si profilavano infatti dai quattro ai cinque rapporti sulla mozione, con una discussione che non sarebbe certo durata poco. «Abbiamo ritirato la mozione, ma con quell'atto parlamentare avevamo visto giusto», puntualizza il deputato liberale radicale. 

Dai quattro ai cinque rapporti (che non vedranno la luce)

Giovedì scorso il risultato del ritorno della mozione in commissione Sanità e sicurezza sociale fu al limite del grottesco. Se la linea di principio era condivisa, vale a dire il chiedere un mediatore per l’autogestione e che le parti - municipio di Lugano e autogestiti - nominino un referente, l’accordo si fermava qui. Nel senso che la Lega si era dichiarata pronta a scrivere un proprio rapporto commissionale, mentre l’Udc con il granconsigliere Tiziano Galeazzi (che è anche consigliere comunale a Lugano) sarebbe stata pronta a sostenere la posizione che prevederebbe una nuova sede dell’autogestione fuori dalla Città. Il Ps, con Raoul Ghisletta (anche lui siede in Consiglio comunale a Lugano) chiedeva che il futuro mediatore, una volta scelto, coinvolgesse direttamente la commissione Sanità e sicurezza sociale. Alla diaspora si è aggiunto il Plr, che con Maristella Polli ipotizzava la possibilità che il ruolo di mediazione potesse essere affidato al Cantone. E si ventilava anche la possibilità di un ulteriore rapporto dai Verdi del Ticino.

Archiviata la questione della mozione di Schnellmann, il Gran Consiglio verosimilmente tornerà comunque in tempo breve a occuparsi del tema autogestione e sgombero dell’Ex Macello: sul tavolo ci sono infatti tre interpellanze di Più donne, Lega ed Mps a cui il Consiglio di Stato dovrebbe dare risposta nella seduta che si inaugurerà lunedì 21 giugno, l’ultima prima delle vacanze estive.

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