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09.06.2021 - 09:04

'Lavori pubblici? Solo ad aziende con personale già assunto'

Iniziativa parlamentare di Isabella (Ppd), che sulla scorta di quanto deciso dal Tribunale federale a marzo chiede un giro di vite sull'uso degli interinali

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Ti-Press

Il Ppd torna alla carica sul ruolo delle agenzie interinali nei lavori pubblici. Era il 17 marzo quando il Tribunale federale, accogliendo parzialmente un ricorso di Swissstaffing, organizzazione mantello delle agenzie interinali e di sei imprese attive in Ticino, aveva di fatto detto no all’emendamento alla Legge sulle commesse pubbliche proposto dai deputati del Ppd Giorgio Fonio e Lorenzo Jelmini. Il proposito era semplice: la ditta che avesse avuto bisogno di forze in più per eseguire il lavoro assegnatole dall’Ente pubblico avrebbe potuto ricorrere alle agenzie interinali solo se non fosse stato possibile reperire la manodopera necessaria attraverso gli Uffici regionali di collocamento. Il Tf si è opposto poiché il divieto del principio di subappalto alle agenzie interinali è contraria all’Accordo di libera circolazione.

Le richieste

A distanza di neanche tre mesi, il granconsigliere popolare democratico Claudio Isabella inoltra al Consiglio di Stato un’iniziativa parlamentare generica con la quale chiede di inserire nella Legge sulle commesse pubbliche che “il committente possa esigere dalla ditta offerente la stabilità sotto il profilo del personale impiegato e che la stessa svolga la commessa impiegando personale che dispone di esperienza nel campo ed è alle sue dipendenze già da tempo; che la ditta aggiudicataria dell’appalto abbia la maggior parte dei lavoratori impiegati per portare a termine la commessa e che gli stessi siano già alle dipendenze della ditta e non sano invece assunti appositamente a tal fine; che il committente abbia la facoltà di effettuare controlli del rispetto di quanto indicato”. Isabella alla ‘Regione’ sottolinea: «Qualsiasi lavoro pubblico per noi deve essere dato ad aziende che hanno già il sufficiente personale impiegato in ditta da tempo, in modo da non dover ricorrere alle agenzie interinali con tutti i problemi che ne conseguono». Che non sono pochi, per il deputato e sindacalista Ocst: «Il fenomeno dell’uso di interinali è ulteriormente aumentato da quando il Ppd ha presentato questa proposta anni fa, le assunzioni tramite agenzie continuano a crescere e creano dumping salariale. Una volta erano circoscritte a industria ed edilizia e solo per delle sostituzioni, ma oggi praticamente qualsiasi impiego passa da queste agenzie e, da molti datori di lavoro, viene sfruttato come un periodo di prova dopo il quale può lasciare a casa il dipendente non dico all’improvviso, ma quasi. Abbiamo visto persone impiegate anche per sette anni nella stessa azienda sempre tramite agenzia, questo non deve essere lo scopo di tali assunzioni».

Oltre alla questione dei diritti dei lavoratori, Isabella ne fa anche una questione di qualità del lavoro: «Non va bene che un appalto pubblico venga assegnato a chi ha pochi dipendenti e ne assume altri con le agenzie apposta per ottenere quel mandato, ne va della bontà del lavoro ed è anche un problema di responsabilità». Nel senso che, prosegue il granconsigliere del Ppd, «chi assume personale tenendolo con sé, aiutandolo a crescere, dandogli fiducia fa bene alla propria ditta ma anche al territorio. Ed è giusto che prendano loro gli appalti».

C'è fiducia: ‘Partiamo comunque da una sentenza del Tf’

C’è fiducia sull’esito dell’iniziativa parlamentare. Primo perché «a esclusione del Plr almeno un membro di ogni partito l’ha firmata e sostenuta», secondo perché sono stati seguiti i dettami del Tf. «Il ricorso venne accolto parzialmente - ricorda Isabella -. I giudici avevano reputato che il parlamento cantonale ha le possibilità e la facoltà di limitare l’impiego di personale interinale nell’ambito delle commesse pubbliche a condizione che gli interessi siano fondati su criteri di idoneità o che siano di natura sociale e a condizione che venga rispettato il diritto nazionale e internazionale e la relativa giurisprudenza». Quindi, partendo da ciò, «crediamo non ci siano dubbi sulla costituzionalità della nostra proposta».

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