07.06.2021 - 08:30
Aggiornamento: 17:49

Sciopero per il clima dice la sua sui temi in votazione

Cartelli colorati e azioni in piazza a Bellinzona per manifestare sulle leggi sul CO2 e il terrorismo

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In piazza per prendere posizione (Sciopero per il clima Ticino)

Cartelli colorati lungo viale Stazione a Bellinzona, una marcia silenziosa per le vie della capitale del cantone: Sciopero per il clima Ticino torna in piazza a manifestare. E lo fa prendendo posizione su due dei temi in votazione il 13 giugno. Ieri, domenica, con tutta una serie di azioni i giovani hanno così acceso i riflettori in particolare sulla Legge sul CO2 e sulla Legge sulle misure di polizia per la lotta al terrorismo. Decisi nel sostenere la prima, determinare nell'avversare la seconda.

Per manifestare il dissenso verso la legge sulle misure di polizia per la lotta al terrorismo, sul mezzogiorno una decina di manifestanti ha impersonato "i potenziali rischi del nostro attivismo politico" nel caso la cosiddetta legge Mpt venisse approvata. Indossati abiti da prigionieri e prigioniere, in mano un cartello che recitava: “Ho partecipato a una manifestazione, sono un/una potenziale terrorista?”.

"Questa legge va contro dei diritti fondamentali della democrazia - spiega Gal, 20 anni -: in primo luogo si va contro la presunzione di innocenza, infatti non c'è la possibilità di appello (se non dopo sei mesi e in tribunale federale) contro questo tipo di decisione. Questa proposta è, inoltre, un ostacolo alla divisione dei poteri, che necessita di una persona esterna e formata per decidere la colpevolezza o meno di qualcuno, il fatto che questa legge permetta a un singolo poliziotto di sorpassare questo ruolo è inaccettabile."

Per Sara, 18 anni, "oggi in Svizzera molte misure sono in atto per contrastare il terrorismo, ci sono stati già degli arresti basati su attività nei social, ad esempio. Questa legge non è necessaria, e temiamo sia soltanto una minaccia ai nostri diritti fondamentali e alle nostre libertà". Mentre Matilde, 15 anni, ribadisce: "Con questo voto decidiamo se perdere o meno delle libertà e permettere che sia una persona a decidere se rovinarci o meno la vita (ad esempio facendoci rinchiudere nel nostro Comune)".

Attivisti e attiviste hanno preso la parola anche attraverso una puntata speciale di Radio Futuro: quattro dibattiti che potranno essere ascoltati entro domani sera sul sito radiofuturo.ch.

 

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