PIT Penguins
1
Detroit Red Wings
2
2. tempo
(0-1 : 1-1)
NY Rangers
2
MIN Wild
0
1. tempo
(2-0)
CHI Blackhawks
0
COL Avalanche
0
1. tempo
(0-0)
ARI Coyotes
BOS Bruins
03:00
 
DAL Stars
WAS Capitals
03:00
 
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Marco Gaia (Ti-Press)
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31.05.2021 - 19:100
Aggiornamento : 21:59

'Le ondate di caldo? Possono fare molte più vittime di un uragano'

Così il responsabile del centro regionale sud di MeteoSvizzera Marco Gaia. Allerta canicola: nuovi criteri. Il Piano cantonale del Dipartimento sanità e socialità

«Le ondate di caldo, oltre a essere una realtà anche da noi, sono tra i maggiori pericoli meteorologici, in grado di provocare, considerate le loro grandi estensioni, molte più vittime, per esempio, degli uragani. È un fenomeno che non va assolutamente sottovalutato: i cambiamenti climatici sono in atto anche nel nostro Paese e si prevede che la frequenza delle ondate di calore aumenterà». È allora «fondamentale» disporre sia di efficaci dispositivi di allarme sull'imminente arrivo di giorni roventi sia di piani di intervento «per gestire al meglio questi pericoli», limitandone al massimo l'impatto «sulla salute e sul sistema sanitario». L'estate 2021 «non sappiamo come sarà, ma siamo pronti». Parole eloquenti quelle di Marco Gaia. Parole che il responsabile del Centro regionale sud di MeteoSvizzera ha pronunciato stamattina chiudendo il proprio intervento all'incontro con la stampa durante il quale l'esperto della stazione scientifica di Locarno-Monti e il Dipartimento sanità e socialità hanno illustrato «il nuovo concetto» di allerta canicola e il Piano cantonale 2021 per evitare o contenere il più possibile i danni dell'afa sulle persone.

Valore soglia: 25 gradi. E il nuovo livello 2

La stagione estiva non è ancora cominciata, ma MeteoSvizzera e Dss preferiscono giocare d'anticipo, sensibilizzando e informando. Anzitutto sulle future modalità con cui MeteoSvizzera allarmerà le autorità cantonali, perché a loro volta raccomandino alla popolazione i comportamenti da seguire e adottino altre misure di prevenzione. Da domani, 1. giugno, l'indice di riferimento su cui si baserà il (nuovo) concetto di allerta sarà «la temperatura media giornaliera», ha spiegato Gaia. «Si tratta - ha aggiunto - di un buon indicatore poiché prende in considerazione le ventiquattro ore. Dunque anche il periodo notturno. Che è essenziale, in quanto se di notte il corpo può riposare e rinfrescarsi, il giorno seguente sopporterà molto meglio le elevate temperature». Di 25 gradi centigradi il valore soglia della temperatura media giornaliera a partire dalla quale MeteoSvizzera diramerà l'allerta. Quest'ultima verrà emessa, ovviamente, sulla scorta degli elementi derivanti dalle previsioni: sarà pertanto diffusa qualche giorno prima del sopraggiungere dell'ondata di caldo. «Sotto i venticinque gradi - ha affermato il responsabile del Centro regionale sud di MeteoSvizzera - non c'è una situazione di allerta. Sono comunque giornate calde alle quali i soggetti piu fragili, come anziani, ammalati e bambini devono prestare attenzione». C'è di più. «Se prima emettevano delle allerte relative a tre giorni consecutivi di canicola, ora emaneremo allerte di livello 2 se prevediamo uno o due giorni di caldo intenso: anche dei brevi periodi con temperature elevate possono incidere sulla salute», ha precisato Gaia. 

Il nuovo concetto, valido in tutta la Svizzera, è un aggiornamento di quello applicato negli ultimi quindici anni, messo a punto dopo l'infernale estate del 2003, le cui ondate di caldo avevano causato in Europa «migliaia di morti».  Le conoscenze scientifiche, ha ricordato Gaia, «sono nel frattempo aumentate: per questo motivo Meteo Svizzera un paio di anni fa ha messo in cantiere un nuovo concetto di allerta, con la collaborazione dell'istituto Swiss Tph di Basilea. Sono stati così incrociati i dati della mortalità con quelli meteo. E insieme si è arrivati a definire il nuovo concetto». Tenuto conto che i valori soglia «a partire dai quali si dirama un allerta non sono di esclusiva competenza meteorologica, ma vengono stabiliti valutando l'impatto che le temperature possono avere sulla salute e sul sistema sanitario». 

De Rosa: dal 2003 rischio accresciuto

Quella tra il Cantone - in questo caso il Dipartimento sanità e socialità - e Locarno-Monti è una cooperazione collaudata. «Meteosvizzera è per noi un partner imprescindibile», ha sottolineato Raffaele De Rosa. Dall'estate del 2003, ha continuato il direttore del Dss, «anche in Ticino esiste un rischio accresciuto di periodi di canicola e del conseguente impatto sulla salute della popolazione: gli scenari climatici per la Svizzera contemplano un incremento delle temperature medie nonché della frequenza, dell'intensità e della durata delle fasi di canicola». A livello di prevenzione un ruolo prezioso lo svolge il Gosa, il Gruppo operativo salute e ambiente, che il Dipartimento sanità e socialità ha istituito nel 2004.  Tra i suoi compiti, ha ricordato De Rosa, quelli «di diramare raccomandazioni sanitarie all'attenzione della popolazione e di prevedere, se opportuno, misure di intervento, da sottoporre al Consiglio di Stato e ai suoi Dipartimenti, allorché si dovessero verificare situazioni che potrebbero avere conseguenze per la salute dei cittadini, segnatamente per i gruppi più vulnerabili come anziani, bambini e ammalati».

Informazione e monitoraggio

Il Gosa, ha reso noto la sua presidente Martine Bouvier Gallacchi, ha fra l'altro cominciato «a scrivere ai Comuni e ai servizi di cura a domicilio» affinché sensibilizzino la popolazione anche «con la distribuzione di materiale informativo». Ma nel Piano cantonale figurano pure un sito internet ('calurasenzapaura'), messaggi via social media e videoclip, così come il monitoraggio della situazione dal profilo sanitario, con i quattro punti di pronto soccorso dell'Ente ospedaliero cantonale quale "luoghi di rilevamento". 

Anziani, ammalati e bambini non sono le uniche persone particolarmente esposte ai danni delle ondate di calore. Lo sono anche coloro che data la professione lavorano all'esterno.  «Negli ultimi anni - ha osservato la responsabile del Gosa - mi sembra che organizzazione sindacali e associazioni imprenditoriali abbiano trovato tutto sommato delle soluzioni pragmatiche, a tutela della salute di chi lavora all'aperto. Soluzioni che come Gosa sosteniamo: peraltro siamo sempre a disposizione per prestare consulenza».

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