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06.04.2021 - 09:14
Aggiornamento: 19:37

Sensibile calo delle rapine in Ticino

L'anno scorso si sono contati 23 episodi, nessuno ha coinvolto banche o uffici postali. I distributori rapinati sono stati 2

Dopo l'importante diminuzione delle rapine osservata nel 2018 in Ticino anche il 2020 ha registrato la stessa tendenza. Se nel primo caso era attribuibile all'efficacia delle misure intraprese per contrastare il fenomeno, nel secondo l'andamento positivo è verosimilmente legato alle limitazioni di movimento delle persone dovute all'emergenza sanitaria. Nel corso dell'anno si sono contate 23 rapine (34 nel 2019), occorse prevalentemente sulla pubblica via. Nessun episodio ha coinvolto banche o uffici postali mentre i distributori rapinati sono stati 3 (6). Un solo caso di omicidio, plurimo, ha funestato il Ticino. 

Il Luganese la regione più colpita

Nel 2020 in Ticino le rapine hanno registrato un -32%. La regione più colpita è stata il Luganese, mentre il Mendrisiotto è stato quasi del tutto risparmiato (un solo caso). In quattro casi su 5 è stato possibile identificare gli autori, procedendo all’arresto o all’emissione di mandati di arresto internazionali. Le indagini su eventi degli anni scorsi hanno avuto importanti risvolti e le collaborazioni internazionali, in gran parte con l’Italia, hanno permesso di risolvere e identificare autori fino ad oggi sconosciuti. Il risultato più importante è legato alla risoluzione della rapina ad un furgone portavalori, con presa d’ostaggio del conducente, avvenuta a Molinazzo di Monteggio nell’estate 2019.

Atti di violenza

Per ottenere una ponderazione degli atti di violenza la Statistica criminale di polizia adotta una classificazione semplificata dei reati in casi gravi e di poca entità. La parte attribuita agli atti di violenza grave, passati da 77 a 48, è del 3.4%. Fra questi figurano gli omicidi (7, inclusi i tentati), le lesioni personali gravi (33) e le violenze carnali (8). Per gli omicidi e le lesioni personali gravi l’uso dell’arma da fuoco è un’evenienza estremamente rara. Fra gli atti di violenza di poca entità figurano, in ordine di frequenza, le lesioni semplici (466), le vie di fatto (132), la coazione (130), l’aggressione (63 infrazioni in 22 casi), la violenza/minaccia contro l’autorità (35) e la rapina (23). Il numero di minacce di violenza, rappresentato dai reati di minaccia ed estorsione, è sceso a 463 (-13%). Lo scorso anno si è registrato un solo caso di omicidio (plurimo). In maggio, all’interno di un esercizio pubblico a Giubiasco è stato ucciso a colpi di pistola un uomo. Pure uccisa la sua compagna, ex moglie dell’omicida. Quest’ultimo si è poi tolto la vita. In due occasioni delle liti in famiglia sono degenerate in percosse, rispettivamente con martello e bastone, portando ad emettere l’ipotesi di tentato omicidio. Nel corso del mese di ottobre a Gentilino vi è stato un tentato omicidio intenzionale a danno di un giovane confederato a seguito di un’aggressione da parte di due minorenni, che lo hanno colpito con un’arma da taglio ferendolo alla nuca. In novembre infine è stato garantito il necessario supporto al Ministero pubblico della Confederazione e a Fedpol nell’ambito dell’inchiesta relativa all’attacco all’arma bianca avvenuto presso un grande magazzino di Lugano.

 

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