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Ti-Press
Ticino
01.03.2021 - 16:030
Aggiornamento : 18:09

Due procuratori pubblici in più, prima fumata bianca

La commissione sottoscrive il rapporto di Bertoli e Gendotti. Frena invece sulla prospettata estensione delle competenze decisionali dei segretari giudiziari

Prima fumata bianca per il potenziamento del MInistero pubblico. Stamattina la commissione parlamentare giustizia e diritti ha detto sÌ ai due procuratori pubblici, firmando in tal senso il rapporto parziale stilato dal liberale radicale Marco Bertoli e dalla popolare democratica Sabrina Gendotti. Il messaggio varato dal Consiglio di Stato nel settembre 2019 proponeva l'attribuzione di un solo procuratore, portando a ventidue (procuratore generale compreso) il numero dei magistrati inquirenti dell'autorità giudiziaria di perseguimento penale. In un audizione dello scorso novembre davanti alla commissione, il capo del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi e la direttrice della Divisione giustizia hanno proposto il raddoppio: da uno a due pp ordinari in più. Una proposta che ha convinto la 'Giustizia e diritti', e che ieri ha dato formalmente luce verde: il potenziamento prevede l'assegnazione inoltre che dei due magistrati delle rispettive cosiddette colonne: a ciascun pp verrà attribuito un segretario giudiziario e collaboratore amministrativo.

La commissione ha sottoscritto il rapporto a favore dei due nuovi pp e delle relative 'colonne', ma ha frenato sull'altra proposta del messaggio del Consiglio di Stato: quella dell'attribuzione di competenze decisionali ai segretari giudiziaria in ambito contravvenzione. "Pur condividendo di principio la proposta governativa - afferma una nota della 'Giustizia e diritti', presieduta da Luca Pagani (Ppd) - rinvia l'esame di questo specifico aspetto a un più ampio approfondimento, segnatamente parallelo all'ipotesi di istituzione della figura del sostituto procuratore pubblico". Figura che un'iniziativa parlamentare presentata dal Giorgio Galusero nel dicembre 2019 a nome del gruppo Plr chiede di ripristinare (era stata abolita con l'entrata in vigore, nel 2011, del nuovo Codice di procedura penale unificato sul piano svizzero). 

Sotto la lente della commissione parlamentare ci sono però due grossi dossier: la revisione delle procedure di elezione dei magistrati, dopo il tormentato iter che han portato nel dicembre scorso alla riconferma dei mandati decennali in seno alla Procura, e la riorganizzazione del Ministero pubblico pr accrescere il ruolo della Direzione nel controllo dell'attività interna. Ebbene, si legge nel comunicato, la commissione "ha elaborato una serie di domande da sottoporre al consulente giuridico esterno dopo essersi consultata, nei prossimi giorni, con il competente Dipartimento delle istituzioni". 

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