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19.02.2021 - 06:00
Aggiornamento: 26.03.2022 - 11:25

Montagne rivalutate, è boom di ciaspole

I negozi di sport sono stati presi d’assalto per racchette da neve, sci di fondo e pelli di foca. I fornitori però faticano ad approvvigionarli

Palestre chiuse, montagne aperte. I limiti dettati dalla pandemia hanno avvicinato molte persone agli sport invernali. Tanto che nei negozi è diventato difficile trovare ciaspole, sci di fondo e pelli di foca. Un vero e proprio boom che ha messo in difficoltà i fornitori di queste attrezzature.

«Siamo rimasti sconcertati dalle vendite di quest’anno», ci dice Paola Belotti, responsabile del negozio Belotti Sport di Locarno. «Le persone hanno riscoperto le nostre montagne. Soprattutto chi magari andava in vacanza all’estero». Racchette invece degli sci? È anche una questione di costi: «Con le ciaspole vai ovunque, serve poca attrezzatura e in un attimo sei nella natura e ti diverti», continua Belotti. L’aumento delle vendite di articoli sportivi non è però una novità degli ultimi mesi: «Già quest’estate abbiamo visto un’esplosione per tutto ciò che era collegato all’attività sportiva all’esterno. Dalla corsa alla montagna».

Come le biciclette elettriche

Un boom che ricorda quello delle bici elettriche di quest’estate, ricorda Bruno Balmelli del Balmelli Sport di Lugano. «Sono fenomeni di mercato molto difficili da prevedere – afferma –. Le racchette da neve sono accessibili a tutti, le persone hanno voglia di stare all’aria aperta e le nevicate hanno giocato a favore». Una tendenza, quelle delle ciaspole, che per Bruno Balmelli continuerà anche in futuro: «È stata l’occasione per sensibilizzare il pubblico ad avvicinarsi alla natura in modo diverso. A parer mio rimarrà un’abitudine, perché chi prova le racchette poi se ne innamora». Non solo novellini della montagna, ma anche chi era solito sciare ha testato altri modi per vivere la neve: «L’appassionato della pista rimarrà sempre, ma con una tendenza a fare più pelli di foca», dice Paola Belotti.

Grossisti con i magazzini vuoti

Alla base della grande richiesta di materiale c’è il problema dell’approvvigionamento. «I fornitori non erano preparati», afferma Donato Sarcinella, proprietario del Sarci Sport di Olivone. «Magari gli anni scorsi, arrivati a questo momento della stagione, non trovavi il modello di racchette che volevi, ma c’era sempre un’alternativa. Ora è diverso. Le ditte stanno ricominciando a fornire col contagocce. Mentre prima, se ordinavi uno sci di fondo, il giorno dopo lo avevi in negozio».

A causa della carenza del materiale è aumentato il nolo: «Sicuramente abbiamo perso tutti tantissime vendite e abbiamo noleggiato di più», ricorda Sarcinella. «Eravamo pronti ma ci sono stati dei giorni in cui siamo rimasti senza materiale da noleggiare».

Per gli sci classici, invece, nessun problema di approvvigionamento. Complici le piste chiuse in altri Paesi: «I magazzini sono centralizzati a livello europeo», spiega Sarcinella. Anche in Svizzera c’è stato un momento di titubanza riguardo alle aperture degli impianti, quindi le persone hanno cercato delle alternative, dice Paola Belotti che aggiunge: «Sciare costa tanto, soprattutto per le famiglie».

Per quanto riguarda i tre protagonisti del momento, ciaspole, sci di fondo e pelli di foca, il problema di rifornimento è dovuto anche al fatto che i negozi sono corsi ai ripari all’ultimo momento: «Solitamente gli ordini per ottobre li effettuiamo in aprile – illustra Sarcinella –. Alcuni negozi come il mio non erano sicuri che avrebbero aperto in inverno e dunque non hanno fatto dei grandi ordini. Da settembre a dicembre abbiamo provato a recuperare, ma come noi molti altri, e i fornitori non erano pronti. Ritrovandosi così con i magazzini vuoti». Problema riscontrato anche da Paola Belotti: «Siamo rimasti sprovvisti di ciaspole. Sembra che le stiano chiedendo in tutto il mondo. In questi ultimi trent’anni non ho mai visto una situazione del genere».

L’interesse potrebbe rimanere anche nei prossimi anni ma non per forza le vendite. «Le persone che hanno comprato adesso non le vedremo più per alcuni anni», commenta Bruno Balmelli. «Noi facciamo degli ordini cautelativi per avere materiale, ma non possiamo ordinare pensando a un boom come quello di quest’anno». Il mondo degli sport invernali è stato dunque rivalutato o scoperto da molti. Complici chiusure di altre attività, limite negli spostamenti e tanta, tanta neve.

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