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Luca Pagani (Ti-Press)
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laR
 
05.02.2021 - 06:00
Aggiornamento: 15:08

Due procuratori pubblici in più, commissione favorevole

Potenziamento, la 'Giustizia e diritti' apre alla proposta del Dipartimento istituzioni. Il presidente Luca Pagani: è oggi la soluzione di più rapida attuazione

È un passo avanti, rilevante, verso la concretizzazione del potenziamento del Ministero pubblico ticinese. La commissione parlamentare ’Giustizia e diritti’ apre alla proposta del Dipartimento istituzioni: si dice quindi favorevole all’attribuzione di due procuratori pubblici ordinari all’autorità giudiziaria di perseguimento penale, cosa che farebbe lievitare il numero dei magistrati inquirenti a ventitré, procuratore generale compreso. In tal senso la ’Giustizia e diritti’ si esprime in una lettera che ha inviato nei giorni scorsi al Consiglio di Stato. Chiede pertanto al governo se è confermato ciò che i vertici del Dipartimento istituzioni hanno prospettato lo scorso novembre in un’audizione davanti alla commissione. «All’interno della ’Giustizia e diritti’ - osserva il suo presidente, il popolare democratico Luca Pagani, contattato dalla ’Regione’ - si sta delineando una convergenza sulla soluzione dei due pp, ritenuta quella di più rapida attuazione. È infatti necessario assegnare al più presto dei rinforzi alla Procura affinché possa far fronte al sovraccarico di lavoro, ampiamente confermato dalle statistiche».

La questione del potenziamento si trascina da tempo. Del settembre 2019 è il messaggio del Consiglio di Stato che suggerisce un procuratore in più. «Secondo noi non basta: è una misura insufficiente alla luce della mole di incarti con cui è attualmente alle prese il Ministero pubblico», sostiene Pagani. Del dicembre di quell’anno è invece l’iniziativa parlamentare del liberale radicale Giorgio Galusero, che sollecita l’attribuzione all’ufficio giudiziario di quattro sostituti procuratori, ripristinando così una figura, quella appunto del sost pp, che Consiglio di Stato e Gran Consiglio avevano abolito in vista dell’entrata in vigore, nel 2011, della procedura penale unificata sul piano federale. «L’idea di reintrodurre il ruolo di sostituto procuratore potrebbe essere riconsiderata in un secondo tempo, anche per agevolare la carriera interna alla Procura». Tuttavia, sottolinea il coordinatore della commissione parlamentare, «il Ministero pubblico deve poter uscire celermente da una situazione di oggettiva difficoltà: da questo punto di vista reputiamo che oggi la soluzione migliore sia quella di dotare l’autorità di due procuratori pubblici: a ciascuno verrebbero affiancati, come ci è stato spiegato in novembre dal direttore del Dipartimento istituzioni e dalla responsabile della Divisione giustizia, un segretario giudiziario e un funzionario amministrativo. È la cosiddetta colonna». Ma il potenziamento non si fermerebbe qui: «Stando sempre a quanto riferitoci durante l’audizione, il Dipartimento manterrebbe inoltre la proposta di assegnare, nei procedimenti contravvenzionali, competenze decisionali ai segretari giudiziari, stretti collaboratori dei pp».

La lettera al Consiglio di Stato

Per tradurre rinforzi e modifiche legislative nero su bianco, riprende Pagani, «potremmo intervenire nel rapporto relativo al messaggio del governo pendente in commissione, quello sul procuratore in più, proponendo i necessari emendamenti per aumentare da uno a due il numero dei pp richiesto. Prima di procedere abbiamo però interpellato il Consiglio di Stato». La commissione ’Giustizia e diritti’, si afferma nella missiva all'Esecutivo, datata 2 febbraio, “intende presentare al più presto il proprio rapporto sul messaggio governativo, portando a due il numero dei procuratori pubblici supplementari (con le rispettive ’colonne’) da attribuire al Ministero pubblico quale rinforzo dell’attuale organico, rispetto all’unico procuratore pubblico supplementare proposto nel messaggio citato. I costi di tale operazione saranno adeguati di conseguenza. A tal proposito - prosegue la lettera - la Commissione chiede al Consiglio di Stato di confermare l’assenso alla modifica del messaggio qui illustrata, avanzata dal consigliere di Stato Norman Gobbi e dalla direttrice della Divisione della giustizia Frida Andreotti nel corso dell’audizione avvenuta lo scorso 16 novembre”. Quand’è che il rapporto favorevole ai due pp in più potrebbe essere sottoposto all’approvazione del plenum del Gran Consiglio? «Dal via libera dell’Esecutivo, nel giro di poche settimane», indica il presidente della ’Giustizia e diritti’. A redigerlo «saranno Sabrina Gendotti e Marco Bertoli», deputati rispettivamente del Ppd e del Plr. Tornando alla missiva, il governo dovrebbe rispondere alla commissione la prossima settimana.

L’aumento dell’organico dei pp «è urgente», evidenzia Pagani: «La commissione ha perciò deciso di accordare la priorità a questo dossier rispetto alla ridefinizione delle competenze della Direzione del Ministero pubblico per un più efficace controllo dell’attività dell’ufficio, come auspicato dal Gran Consiglio accogliendo la relativa risoluzione lo scorso dicembre in occasione del rinnovo delle cariche in seno all’autorità penale inquirente. Una ridefinizione delle competenze di cui stiamo comunque già discutendo».

 

 

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