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01.02.2021 - 22:560

Medico del traffico, Cedraschi (Plr): 'L'avevamo detto...'

Il deputato, autore del rapporto sconfessato in Aula, confortato dal rapporto del Centro universitario romando sulle tariffe attacca: 'Troppa improvvisazione'

«La strana prassi di voler decidere tutto subito che da qualche tempo è sempre più consolidata in una parte del Gran Consiglio ticinese sta iniziando a presentare il conto. E, ovviamente, lo sgradito compito di mettere mano al portafogli tocca al cittadino». Il giorno dopo la rivelazione da parte de ‘laRegione’ dello studio del Centre universitaire romand de médecine légale (Curml) che mette nero su bianco l’aumento delle tariffe che gli utenti devono pagare per le prestazioni del medico del traffico a seguito delle modifiche volute dal parlamento lo scorso giugno, il deputato liberale radicale Alessandro Cedraschi da noi raggiunto non le manda a dire.

Perché, da relatore in seno alla Commissione parlamentare sanità e sicurezza sociale, si era opposto - spalleggiato anche dal direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi - all’iniziativa elaborata di Paolo Pamini (Udc) che chiedeva lo stop al pagamento anticipato e l’addio alle tariffe forfettarie, con l’instaurazione di un sistema a tariffe orarie: 180 franchi l’ora, 250 nei casi più complessi. Si era opposto tanto da andare in Gran Consiglio forte di un rapporto uscito di maggioranza dalla commissione, per poi venire sconfessato a causa del ribaltone messo in atto dalla Lega: dopo aver firmato con riserva le sue valutazioni, davanti al plenum (in opposizione al proprio consigliere di Stato) ha appoggiato il rapporto del democentrista Tiziano Galeazzi che chiedeva invece il via libera alle proposte di Pamini.

Un caso ‘emblematico’

«Il caso di queste tariffe imposte in fretta e furia al medico del traffico è emblematico», riprende Cedraschi. Perché «con un’operazione di chiaro marketing politico si sono chieste tariffe che hanno definito più giuste nei loro interventi, ma il risultato è che, dati alla mano, i costi lieviteranno. Una situazione, questa, che preoccupa anche il Consiglio di Stato che infatti ha già scritto all’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio segnalando che l’iniziativa non solo non raggiunge il proprio obiettivo ma addirittura genera un effetto contrario». E il deputato del Plr a riguardo sospira: «Non è mai elegante ribadirlo, ma noi l’avevamo detto».

‘Le criticità erano già state rilevate, eppure...’

E la memoria del granconsigliere e sindaco di Origlio va proprio a quella seduta parlamentare del 24 giugno scorso, rammentando che «il rapporto che ho portato in Aula come relatore evidenziava chiaramente queste criticità, ora confermate anche dalla presa di posizione del Curml». Per contro, continua, «l’introduzione dell’Ufficio cantonale del medico del traffico avrebbe risolto la questione, senza dimenticare che l’accordo in atto con il Cantone assicurava già tariffe favorevoli in Ticino». A dimostrarlo era «in modo chiarissimo» l’analisi dei costi inserita proprio nel rapporto di Cedraschi.

‘Il concetto di dare un segnale non vuole dire niente’

Qual è stato il problema, quindi? «È stato che di fronte all’opportunità di ‘dare un segnale’, come qualcuno dice per essere alla moda inconsapevole di dire qualcosa di vuoto e senza alcun significato concreto, la maggioranza è caduta nel tranello dell’improvvisazione».

L’amarezza di Cedraschi è anche per il fatto che «sono consapevole che non è stata la prima volta e nemmeno sarà l’ultima, lo abbiamo visto la scorsa settimana quando il parlamento ha approvato una proposta di congedo parentale cantonale, e valido sembra solo per i dipendenti pubblici. Il principio lo condividiamo, ma valido per tutti e come superamento degli attuali congedi maternità e paternità». Per il granconsigliere del Plr «soprattutto in questo momento di crisi, un modo di far politica improvvisato non può piacere a noi liberali radicali. Noi preferiamo analizzare con metodo i problemi, invece che proporre soluzioni controproducenti che poi vengono sconfessate come con queste tariffe del medico del traffico».

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