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laR
 
01.02.2021 - 05:50
Aggiornamento: 12:26

Le prestazioni del Medico del traffico saranno più care

Il Centre universitaire romand de médicine légale scrive al governo: con le tariffe orarie decise dal parlamento costerà di più. I casi e le simulazioni

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Ti-Press

“Sembra evidente da questa analisi che l'applicazione del decreto implicherebbe inevitabilmente l'aumento dei costi a carico degli utenti, senza alcun cambiamento effettivo delle prestazioni”. È metà dicembre quando dal Centre universitaire romand de médicine légale (Curml), attivo a Bellinzona con un medico del traffico di livello 4, tramite lettera al Consiglio di Stato ticinese arriva la doccia fredda. Le disposizioni del decreto legislativo sulla fatturazione delle prestazioni del medico del traffico votato il 24 giugno 2020 dal Gran Consiglio, entrate in vigore il 1° settembre 2020, portano a un rincaro, in alcuni casi notevole, dei costi per gli utenti. Non, come previsto e assicurato dall'iniziativa, un loro contenimento. La richiesta, avallata dal parlamento, era chiara: niente più pagamento anticipato delle prestazioni del medico del traffico, inserimento di un limite tariffale di 180 franchi l'ora (250 franchi per i casi più complessi) al posto delle tariffe fisse e l'impossibilità di effettuare analisi di laboratorio da lui stesso richieste. Proposte, queste, bocciate dal governo per bocca del direttore del Dipartimento istituzioni Norman Gobbi e - inizialmente - anche dalla Commissione parlamentare sanità e sicurezza sociale, che a maggioranza si era schierata con il rapporto di Alessandro Cedraschi (Plr). In Aula il ribaltone: la Lega, dopo aver firmato con riserva il rapporto di Cedraschi, ha invece sostenuto il rapporto di minoranza di Tiziano Galeazzi (Udc). Portandolo al successo.

I calcoli

“Se con il sistema attuale le tariffe applicate in Canton Ticino sono forfettarie indipendentemente dal concreto ed effettivo numero di ore impiegate per ogni singolo caso, il sistema a tariffa oraria rischia di generare fatture molto più onerose a seconda della complessità del caso”, premette il Curml nella sua missiva al Consiglio di Stato. Perché “l'obiettivo di un sistema a tariffa ‘fissa’ è proprio finalizzato a limitare costi eccessivamente onerosi per gli utenti, e soprattutto a garantire un'unità di trattamento a tutti gli utenti, indipendentemente dal reale carico di lavoro richiesto per una perizia specifica, anche per evitare che le perizie svolte dai medici in formazione risultino più onerose economicamente di quelle svolte da medici già formati”.  

In merito ai costi delle prestazioni il Curml scrive nero su bianco: “Non è, al momento, possibile operare una differenza tra ‘casi semplici’ e ’casi complessi’ nell'ambito della medicina del traffico”. Tutti i casi trattati dal Curml “sono discussi in équipe e, nel caso in cui gli accertamenti peritali vengano realizzati da un medico in formazione (a Bellinzona come altrove), la supervisione da parte di un medico senior è necessaria”. Per questo, ma anche “per la complessità intrinseca dei casi, e per assicurare procedure uniformi nei vari cantoni dove esiste una Unità di medicina del traffico del Curml, si propone di adottare sistematicamente la tariffa oraria di 250 franchi”. E poi è semplice pallottoliere: “Facendo riferimento a una media molto generale, per un caso non eccessivamente complesso, con una singola infrazione stradale, occorre fare riferimento a quattro ore di lavoro (...). È evidente che, per un caso notevolmente complesso caratterizzato per esempio da numerose infrazioni stradali (...) le ore di lavoro possono essere sei, otto o addirittura dieci o più”. Da qui, la tabella allegata nella quarta pagina della lettera che testimonia un aumento tra 18 e 126 franchi per un accertamento preliminare, e per quanto riguarda le perizie la forchetta va da un +100 franchi per una ‘perizia alcol’ fino a un +1'000-1'150 per una perizia ‘multirecidivista - caso psichiatrico’, passando da un +258-358 franchi per ‘alcol e cocaina’, ’alcol, cannabis e cocaina’, ‘alcol e farmaci’.

Il Consiglio di Stato all'Up del Gran Consiglio: ‘Gli utenti non sostengano costi maggiori’

A stretto giro di posta è stato il governo a prendere carta e penna per inoltrare quanto giunto dal Curml e scrivere all'Ufficio presidenziale del Gran Consiglio: “Il documento mette in evidenza le criticità dell'iniziativa e, in particolare, il fatto che l'obiettivo della stessa non solo non viene raggiunto, ma anzi sembra avere un effetto contrario causando un incremento dei costi a carico degli utenti, come peraltro già sottolineato dal direttore del Dipartimento istituzioni in occasione del dibattito parlamentare”. Per questo motivo il governo aggiunge l'invito “a voler analizzare attentamente la situazione creatasi e prendere, qualora ritenuto opportuno, le misure necessarie affinché gli utenti non si ritrovino a dover sostenere costi maggiori nell'ambito della medicina del traffico”. In alcuni casi, spiega il Consiglio di Stato, “la stessa tariffa potrebbe potenzialmente essere addirittura più cara rispetto ad altri Cantoni, a differenza della situazione precedente in cui le tariffe applicate dai medici del traffico in Canton Ticino risultavano essere le più basse della Svizzera”.


Foto: Ti-Press, Dati: Curml, Infografica: laRegione

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