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Il consigliere di Stato Christian Vitta (Ti-Press)
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Ticino
29.01.2021 - 13:030
Aggiornamento : 17:23

Casi di rigore, serviranno più di cento milioni di franchi

La piattaforma online per la presentazione della domanda sarà attiva da lunedì 1° febbraio

La procedura per poter accedere agli aiuti per i cosiddetti casi di rigore è pronta, così come pure la piattaforma informatica per filtrare le domande. Da lunedì prossimo, quindi, le aziende troveranno sul sito Christian Vitta. I servizi della Divisione dell’economia si attendono tra le 4mila e le seimila richieste per un importo totale superiore ai 100 milioni di franchi.

«L’aiuto per i casi di rigore – chiarisce Vitta – è pensato per alcuni settore specifici che stanno vivendo delle difficoltà particolarmente gravi». Come noto, a differenza dei crediti Covid, gli aiuti per i casi di rigore sono dei contributi a fondo perso. «Si tratta – spiega il direttore del Dfe – di un sostegno che mira a coprire i costi fissi delle imprese (affitti e leasing), visto che i costi variabili, prevalentemente quelli per il personale dipendente, sono già coperti da un lato dalle indennità per lavoro ridotto e dalle indennità perdita di guadagno (Ipg ‘Corona’) per i titolari delle imprese. 

Vitta ha anche ripercorso le misure di sostegno federali che hanno permesso di tamponare l’emergenza economica causata dall’epidemia di coronavirus. Tra marzo e dicembre dello scorso anno, nel solo Ticino, sono giunti, in base alla legge Covid-19, oltre 2 miliardi di franchi suddivisi tra crediti garantiti (1,3 miliardi); indennità per lavoro ridotto (608 milioni); Ipg ‘Corona’ (143 milioni). Ci sono state inoltre misure specifiche per lo sport professionistico, la cultura e i media. 

A questi si sono aggiunte altre misure complementari cantonali come l’aiuto nei settori del turismo, della cultura, della formazione e dell’agricoltura. Anche la prestazione ponte Covid-19 votata la scorsa settimana dal Gran Consiglio è uno strumento per rafforzare la rete sociale e rientra nel sostegno mirato a chi è stato colpito dagli effetti negativi della pandemia. Nella stessa seduta il parlamento cantonale ha anche approvato il credito da 75,6 milioni di franchi, 51 dei quali a carico della Confederazione. «Sapevamo che questo importo non sarebbe stato sufficiente, per questo abbiamo lasciato aperta la possibilità d’incrementare il credito in ogni caso, anche senza il sostegno diretto della Confederazione», ha precisato Christian Vitta il quale ha salutato positivamente l’annuncio della Confederazione di voler aumentare la dotazione finanziaria per i casi di rigore. «Non abbiamo mai messo un tetto massimo oltre il quale le aziende che arrivavano in ritardo non avrebbero ricevuto più nulla. Il fatto che il credito verrà aumentato da parte della Confederazione, sarà un modo per condividere questo sforzo finanziario. Il Ticino si era fatto promotore di questa ipotesi, ma anche altri Cantoni hanno fatto altrettanto», commenta Vitta.

È il direttore della Divisione dell’economia Stefano Rizzi a evidenziare le due categorie dei cosiddetti ‘casi di rigore’. Da un lato quelli ‘ordinari’ ovvero le imprese che hanno subito un calo della cifra d'affari di almeno il 40% durante 12 mesi consecutivi nel periodo che va dal 1° gennaio 2020 al 30 giugno 2021. Sono invece considerati casi ‘agevolati’ quelle aziende che sono oggetto di un ordine di chiusura da parte della Confederazione o del Cantone per almeno 40 giorni tra il 1° novembre 2020 e il 30 giugno 2021, indipendentemente dal calo della cifra di affari. Il Ticino è inoltre in attesa di una risposta di Berna per quel che riguarda le aziende create dopo il 1° marzo 2020, per ora escluse dall’aiuto. «Sia chiaro, i ristoranti, bar e piccoli commerci che praticano anche il take-away e la vendita occasionale online non sono considerati quale apertura dell’impresa», osserva Vitta. Tali attività ‘minime’ non incideranno sul diritto agli aiuti. 

Due procedure

Per i casi ‘ordinari’ vi sarà un passo in più rispetto a quelli ‘agevolati’ nella procedura di richiesta. I primi saranno tenuti a certificare il calo della cifra d’affari tramite un revisore esterno. Il Cantone parteciperà alla copertura dei costi fino a un importo massimo di 2’500 franchi. Nella procedura agevolata basterà raccogliere la documentazione e poi inoltrarla online.

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