27.01.2021 - 18:31
Aggiornamento: 19:59

Domani il processo d'appello per l'ex funzionario del Dss

Il 61enne era stato giudicato colpevole nel 2019 per coazione sessuale ai danni di una giovane donna

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Depositphotos (archivio)

Tornerà in aula domani per il processo d’appello l’ex funzionario del Dipartimento sanità e socialità (Dss) condannato nel 2019 per coazione sessuale e ripetuta contravvenzione alla legge federale sugli stupefacenti. A presiedere il dibattimento sarà la giudice Giovanna Roggero-Will. 

Dei circa venti episodi contenuti nell’atto d’accusa, la Corte delle Assise Criminali presieduta dal giudice Marco Villa aveva ritenuto colpevole il 61enne di uno solo: la coazione sessuale nei confronti di un’accusatrice privata. L’uomo aveva minacciato di tentare il suicidio per ottenere da lei un rapporto sessuale orale. La pena: 7’200 franchi di aliquote sospese per due anni e un rimborso di mille franchi all’unica vittima riconosciuta dalla sentenza. L’ex funzionario aveva poi impugnato il verdetto.

L’uomo era stato accusato di abusi sessuali e violenza carnale ai danni di tre donne, due delle quali minorenni all’epoca dei fatti, presunti e non (fra il 2003 e il 2007). L’accusa della procuratrice pubblica Chiara Borelli chiedeva una pena detentiva di 4 anni, mentre la difesa dell’avvocato Niccolò Giovanettina il proscioglimento da tutti i capi d’imputazione. L’ex funzionario si è infatti sempre professato innocente. 

Il giudice Villa aveva spiegato che un elemento che aveva reso difficoltosa l’inchiesta, era il molto tempo trascorso dagli eventi. Alcuni atti di violenza carnale erano infatti stati riconosciuti dalla Corte, ma caduti in prescrizione. Sempre per il lungo lasso di tempo intercorso altri atti, non in prescrizione, non avevano «fornito alla Corte elementi sufficienti per giudicarli, per prendere una decisione. E quindi ‘in dubio pro reo’».

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