Ticino

‘La scuola è un servizio pubblico. Rimanga in presenza’

La richiesta della Conferenza cantonale dei genitori che chiedono di non far pesare sulle famiglie insegnamento e accudimento

Nessuna chiusura (archivio Ti-Press)
7 gennaio 2021
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Il possibile ritorno alla scuola a distanza è fonte di grande preoccupazione per 34mila famiglie ticinesi. “La scuola in presenza è indispensabile per garantire adeguatamente a 56mila allievi, tra bambini, fanciulli e ragazzi, il diritto allo studio e il diritto allo spazio più importante per la loro crescita personale e sociale”, si legge in una nota della Conferenza cantonale dei genitori. “I limiti evidenti della scuola a distanza, i bisogni speciali di fanciulli e famiglie, la necessità di ridurre le disparità, le difficoltà dei genitori nel conciliare accudimento e telelavoro o lavori fuori casa autorizzati, il numero estremamente esiguo di quarantene di classe: le motivazioni per non far cadere sui giovani e genitori il peso di una nuova chiusura della scuola sono evidenti”, si continua. Da qui la richiesta alle autorità e alla società civile “di cambiare con urgenza paradigma, convenendo che la scuola in presenza è un servizio pubblico essenziale che deve rimanere aperto, evitando ulteriori difficoltà, tensioni e senso di abbandono per una parte non trascurabile della collettività”.

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