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30.12.2020 - 09:240

'Un progetto pilota cantonale' in vista di Justitia 4.0

Giustizia digitalizzata. Andreotti: ci lavoreremo dopo il notariato elettronico. Padlina: Svizzera in ritardo. Quadranti: questione anche di competitività

"L’avvicinamento a ’Justitia 4.0' potrà verosimilmente essere anticipato da un progetto pilota cantonale coerente con il sistema che verrà adottato a livello federale, volto alla digitalizzazione in ambito giudiziario presso specifiche autorità". È il passaggio di una recente lettera del Consiglio di Stato alla Gestione: nella missiva il governo si esprime sull’occupazione degli spazi dello stabile Efg a Lugano proposta dalla commissione parlamentare, un'occupazione parzialmente diversa da quella prospettata dall’Esecutivo nel messaggio sull’acquisto dell’edificio della banca finalizzato in particolare alla riorganizzazione logistica della magistratura. Di ’Justitia 4.0' - il piano nazionale, che coinvolge Confederazione e Cantoni, per lo scambio elettronico entro il 2026 (stando al sito www.justitia40.ch) di dati e atti giudiziari fra le parti di un procedimento civile, penale o amministrativo - potrebbe esserci dunque un assaggio in Ticino. Con un progetto pilota. Quando partirà? «L’intenzione è di avviarlo nel 2022», afferma la direttrice della Divisione della giustizia (Dipartimento istituzioni) Frida Andreotti. «Ora - spiega - siamo alle prese con la progettazione tecnologica e l'allestimento delle basi legali per l’introduzione nel nostro cantone sia dell’Archivio notarile elettronico, in sostituzione degli attuali archivi cartacei, sia del notariato elettronico che prevede fra l'altro la firma elettronica del notaio certificata. Sottoporremo le relative basi legali nel corso del prossimo anno all’approvazione del Consiglio di Stato, il quale, con uno specifico messaggio, le sottoporrà al voto del Gran Consiglio. Implementati archivio e notariato elettronici, intendiamo proseguire nel processo di digitalizzazione del settore giustizia con appunto un progetto pilota che coinvolga alcune autorità giudiziarie. Chiaramente, contenuti e modalità del progetto pilota ticinese dovranno essere in sintonia con il progetto federale Justitia 4.0».

Andreotti rappresenta il Ticino nel Comitato di progetto ’Justitia 4.0'. «L’investimento per questo piano nazionale di digitalizzazione è ragguardevole: si stima un centinaio di milioni di franchi - ricorda -. Parliamo comunque di una riforma che ammodernerà decisamente l’amministrazione della giustizia in Svizzera, rendendola più efficiente: una volta realizzata consentirà lo scambio rapido di informazioni tra le parti, migliorerà la collaborazione fra le autorità giudiziarie, ridurrà le spese postali e quelle legate alla stampa di documenti e alla loro archiviazione, faciliterà l’accesso dei cittadini alla giustizia. Non solo. Grazie alla piattaforma informatica ’justitia.suisse’, il cui allestimento sarà oggetto di concorso internazionale nel 2021, le parti di un procedimento potranno consultare i dossier che le concernono in ogni tempo e da ogni luogo». In una nota diffusa in ottobre, in occasione dell’assemblea annuale, l’Ordine ticinese degli avvocati formulava un duplice auspicio: “Da un lato quello per cui il progetto ’Justitia 4.0', lanciato a livello federale, possa andare avanti speditamente e, dall’altro, che anche a livello cantonale si faccia tutto quanto possibile per portare avanti tutte le iniziative possibili al fine di anticipare la gestione elettronica degli atti e lo scambio di corrispondenza elettronica certificata con le autorità giudiziarie e quelle amministrative”.

Rileva il presidente dell’Ordine degli avvocati Gianluca Padlina: «Rispetto ad altre nazioni, anche a noi vicine, la Svizzera è ancora ferma al palo. In molti Paesi si firmano i contratti in forma elettronica, lo scambio di corrispondenza con le autorità amministrative e giudiziarie ha abbandonato il formato cartaceo per quello digitale. E la pandemia ha evidenziato l’estrema necessità e l’urgenza della digitalizzazione anche da noi». L’orizzonte temporale del progetto federale è il 2026. «Bisognerebbe cercare di anticiparlo di almeno un paio d’anni - sostiene il presidente della commissione Gestione del Gran Consiglio Matteo Quadranti - La digitalizzazione permetterà fra l’altro di ridurre i costi della giustizia e ciò a beneficio anche dei cittadini. Un Paese con un’amministrazione e una giustizia digitalizzate - sottolinea il deputato del Plr - è un Paese anche più competitivo».
 

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