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Fiorenza Bergomi (Ti-Press)
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14.12.2020 - 01:04
Aggiornamento : 10:29

L'ex pp Bergomi: una procedura che solleva perplessità

Rinnovo cariche al Ministero pubblico: la giudice federale interviene nel dibattito. Galfetti: pessimo l'operato del Cdm in questa vicenda

"Ho seguito con molta attenzione questa procedura di rinnovo delle cariche al Ministero pubblico e ci sono alcuni aspetti che hanno sollevato in me perplessità". Fiorenza Bergomi, per oltre diciassette anni nella Procura ticinese e da uno e mezzo giudice del Tribunale penale federale, ha commentato così - intervenendo ieri sera al dibattito 'Giustizia, il verdetto' a 'La Domenica del Corriere' su Teleticino - il travagliato e traballante iter che sfocerà oggi in Gran Consiglio nell'elezione di venti procuratori pubblici e del procuratore generale. Una procedura caratterizzata dalle polemiche innescate dagli impietosi pareri con cui il Consiglio della magistratura (Cdm) ha preavvisato negativamente la rielezione di cinque pp, un quarto del Ministero pubblico. Cinque preavvisi, ha evidenziato Bergomi, magistrato di area Plr, come il presidente del Cdm Werner Walser, "che equivalgono a una sorta di destituzione". Eppure in precedenza, ha osservato ancora la giudice del Tpf, "non risulta" che nei confronti dei procuratori 'bocciati' vi siano stati "multe, ammonimenti o altre sanzioni da parte del Consiglio della magistratura".

Proprio l'assenza di precedenti avvertimenti formali o sanzioni disciplinari è uno dei motivi per i quali la maggioranza della commissione parlamentare 'Giustizia e diritti' ha riabilitato i cinque procuratori, sconfessando di fatto il Cdm.  Nel rapporto, firmato il 30 novembre, tranne che dai commissari liberali radicali, la 'Giustizia e diritti' propone al plenum del Gran Consiglio l'elezione - per il periodo 1. gennaio 2021/31 dicembre 2030 - dei diciannove procuratori uscenti (Andrea Minesso si era ritirato), la nomina degli otto aspiranti magistrati inquirenti considerati idonei dalla Commissione di esperti e la riconferma di Andrea Pagani, unico candidato, alla carica di procuratore generale. Oggi, appunto il verdetto. "La commissione ha fatto tutti gli approfondimenti necessari a fronte dei giudizi severi del Consiglio della magistratura sui cinque pp", ha sottolineato il presidente della 'Giustizia e diritti' Luca Pagani (Ppd). Approfondimenti che hanno permesso di sanare delle lacune procedurali e di consentire quindi ai procuratori in questione di esercitare i diritti costituzionali, come quello di essere sentito. Dopo il no del Cdm all'accesso agli atti, un rifiuto opposto sia ai pp interessati che alla commissione parlamentare, la 'Giustizia e diritti', ha ricordato Pagani, ha interpellato l'ex presidente del Tribunale federale Claude Rouiller. In seguito al parere di Rouiller, il Cdm ha infine trasmesso gli atti su cui si sarebbero basati le sue dure valutazioni, nei contenuti e nei toni: i pp hanno potuto finalmente prendere posizione con cognizione di causa. "Chiederemo che il Consiglio della magistratura si dimetta e che le nomine di tutti i procuratori vengano rinviate", ha annunciato il deputato dell'Mps Matteo Pronzini nel dibattito moderato dal vicedirettore del 'Corriere del Ticino' Gianni Righinetti. Inoltre, "è da bocciare il ruolo del pg in questa vicenda", ha sostenuto Pronzini alludendo ai comunicati stampa diramati dal procuratore generale sulle cinque bocciature formulate dal Cdm. Nomine da rinviare anche Renzo Galfetti: per l'avvocato bisognerebbe prorogare di un anno i mandati degli uscenti. "Nel 2021 si faccia così la necessaria riorganizzazione del Ministero pubblico e le proposte ci sono già", ha evidenziato Galfetti, ex membro del gruppo di lavoro sulla riforma della Procura designato dal Consiglio di Stato per il progetto Giustizia 2018. L'avvocato momò ha poi giudicato "estremamente serio e ben fatto" il rapporto della commissione parlamentare e "pessimo" l'operato del Cdm in questa procedura di rinnovo delle cariche. 

Bertoli: qui si sta delegittimando l'organo che ha il compito di dare giudizi

Di tutt'altro parere l'ex pp e deputato Plr Marco Bertoli, membro della 'Giustizia e diritti'. "I preavvisi del Consiglio della magistratura non sono strampalati, tant'è che all'unanimità la commissione parlamentare aveva deciso di riaprire il concorso per i pp". Gli aspetti procedurali, ha proseguito Bertoli, "sono stati sanati. Ebbene, sono anni che diciamo che il Ministero pubblico non funziona come dovrebbe e adesso la maggioranza della commissione afferma che tutti i pp uscenti vanno bene. Qui si delegittima l'organo, il Cdm, che ha il compito di esprimere un giudizio sull'operato dei procuratori".

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