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Luca Pagani foto Ti-Press
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01.10.2020 - 17:290
Aggiornamento : 23:42

'Sentiremo comunque i cinque pp, vogliamo fare chiarezza'

Così il presidente della commissione parlamentare 'Giustizia e diritti' dopo il no del Consiglio della magistratura all'accesso agli atti

«Di questa decisione del Consiglio della magistratura abbiamo appreso oggi dai media: per la nostra commissione è una novità. Noi comunque sentiremo, come abbiamo del resto stabilito lunedì, i cinque procuratori pubblici. Vogliamo fare chiarezza». Parole del presidente della commissione parlamentare 'Giustizia e diritti' Luca Pagani, interpellato dalla 'Regione' dopo che il Consiglio della magistratura (Cm) ha detto no alla richiesta di accesso agli atti avanzata dai cinque pp la cui rielezione è stata preavvisata negativamente dallo stesso Consiglio. Un no comunicato in mattinata ai magistrati dall'autorità, diretta dal giudice d'Appello Werner Walser, che vigila sul funzionamento del sistema giudiziario. La decisione del Consiglio della magistratura, della quale ha riferito il portale 'liberatv.ch', non fa tuttavia cambiare idea alla commissione coordinata dal deputato popolare democratico. «Non vedo motivi per cui dobbiamo ritornare sui nostri passi», rileva Pagani, ribadendo che si procederà all'audizione dei pp. Audizione di cui non sarebbe stata ancora fissata la data. 

Nella riunione di lunedì la 'Giustizia e diritti' ha deciso di dar seguito all'istanza inoltratale dai cinque procuratori: quella cioè di essere ascoltati.  La commissione parlamentare risponde dunque affermativamente. Il Consiglio della magistratura risponde invece picche alla richiesta dei pp in questione - ricandidatisi a procuratori in vista dell'imminente rinnovo delle cariche in seno al Ministero pubblico da parte del Gran Consiglio - di accedere agli atti. E quindi di visionarli. Questo per capire su quali elementi, su quali dati il Cm abbia fondato le proprie valutazioni che lo hanno portato a esprimere dei giudizi durissimi sul loro operato, pur non essendo mai stati oggetto di richiami formali o di ammonimenti.  Al Consiglio della magistratura i cinque inquirenti si erano rivolti la prima volta il 14 settembre. Il 23 lo avevano sollecitato a pronunciarsi sulla loro istanza. Nel contempo avevano chiesto alla 'Giustizia e diritti' di essere sentiti.  Ora, dopo un paio di settimane di silenzio, il Consiglio della magistratura si manifesta scrivendo ai pp: richiesta di accesso agli atti respinta. Il Cm sostiene fra l'altro che quello che lui formula all'indirizzo dell'autorità di nomina delle toghe, ossia il parlamento, "è un preavviso non vincolante e non una decisione".

Ma la vicenda, che solleva non pochi interrogativi sulla procedura sfociata in quei cinque cartellini rossi, non finisce qui. Eloquenti le parole del presidente della commissione parlamentare: "Vogliamo fare chiarezza".

Ancora non è dato sapere se nel frattempo, prima dell'audizione dei cinque pp, la 'Giustizia e diritti' chiederà al Consiglio della magistratura di trasmetterle l'intero incarto. Il che è molto probabile, per poter disporre di tutti gli elementi al momento dell'incontro con i magistrati.       

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