Sono 129 gli anziani deceduti a causa del Covid-19 su un totale di 288 morti, conferma il medico cantonale. 175 i residenti delle strutture positivi al virus

Dopo 26 nuovi casi e 7 decessi per Covid-19 nelle ultime 24 ore in Ticino, il governo ha presentato gli ultimi aggiornamenti in merito all'evoluzione della pandemia nel nostro cantone. Circa la metà dei decessi per coronavirus è avvenuta nelle case per anziani, «129 finora – ha precisato il medico cantonale Giorgio Merlani, in collegamento Skype dal suo ufficio–. Attualmente sono 175 i residenti nelle strutture per anziani positivi al Covid-19 e 27 quelli ricoverati». Per quanto riguarda l'insieme della popolazione, al momento sono ricoverate 237 persone: 182 in reparto e 55 in terapia intensiva (di questi 42 intubate). «Stiamo facendo tra 100 e 150 test al giorno in Ticino, il 20% circa risulta positivo», informa Merlani. Il numero dei test giornalieri, osserva il medico cantonale, potrebbe aumentare in futuro: «Superata la fase acuta non ci limiteremo più a fare i test soltanto per confermare i casi a rischio, ma ne faremo di più per andare a cercare la malattia là dove sarà ancora in circolazione».
A Bellinzona ad accompagnare il consigliere di Stato Christian Vitta durante la conferenza stampa, ci sono stati i presidenti della deputazione ticinese a Berna e del Gran consiglio, Marina Carobbio e Claudio Franscella. «La crisi non si esaurisce con la fine della fase più acuta – ha affermato in apertura il presidente del governo Vitta –. Continueremo a monitorare la situazione e interverremo di nuovo, se necessario, con misure più restrittive». Secondo Vitta ora bisogna cominciare a pensare al rilancio del Canton Ticino, un rilancio per il quale «avremo bisogno della collaborazione della deputazione ticinese alle Camere federali e del Gran Consiglio, così come da parte dei Comuni». Una collaborazione tra i vari livelli istituzionali, ha ricordato il presidente del governo, che è stata fondamentale «soprattutto nella prima fase, quando abbiamo dovuto prendere delle decisioni inizialmente non comprese da Berna».
Sulle misure specifiche per sostenere il rilancio economico del Ticino, Vitta ha menzionato la necessità d'incentivare e valorizzare il consumo a chilometro 0. Mentre sulle ipotesi lanciate da diversi economisti di promuovere la ripresa attraverso un reddito di base per tutti i cittadini, il direttore del Dipartimento delle finanze e dell'economia (Dfe) si è dimostrato piuttosto scettico: «Il consumo funziona se c'è fiducia», per poi ricordare che «l'occupazione sarà sotto forte pressione nei prossimi mesi». Per la consigliera agli Stati Marina Carobbio è importante precisare che «la Svizzera e il mondo intero hanno riscoperto certe professioni d’importanza sistemica: la cura delle persone, la sanità, le pulizie, la sicurezza, l'industria alimentare, la distribuzione e la logistica. In molti casi si tratta di lavori che non sono ben retribuiti, e molto speso eseguiti da donne. Questi temi saranno importanti per il dopo crisi».
«Sono cambiati il ritmo e le modalità di lavoro ma siamo riusciti ad andare avanti – ha assicurato dal canto suo Claudio Franscella, presidente del Gran Consiglio –. L’attività parlamentare non si è mai arrestata». L’annullamento della seduta parlamentare del 4 maggio – ha spiegato Franscella – è stata presa dall’ufficio presidenziale, dopo aver sentito il parere del medico cantonale, tenuto conto dei pochi e non urgenti rapporti da evadere. «Una riunione plenaria che coinvolge un centinaio di persone, con contenuti non impellenti, è stata ritenuta poco giustificata in questo momento». Un rinvio della seduta che per il presidente del Gran Consiglio non rappresenta un danno per il sistema politico del nostro cantone: «la democrazia non è mai stata interrotta».
La prossima seduta ordinaria del parlamento, extra muros, si terrà il prossimo 25 maggio. «Lì sì ci saranno all'ordine del giorno rapporti importanti per il Paese», osserva Franscella.