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10.02.2020 - 12:44
Aggiornamento : 22:05

La gioventù dibatte con cognizione e rispetto (almeno lei)

Note dalla giornata 'competitiva' che si è svolta oggi alla Biblioteca di Bellinzona, con 150 liceali. Restano da coinvolgere le Professionali

“Lo stato di salute di una democrazia si misura dalla qualità del suo dibattito pubblico”. Il docente Chino Sonzogni, che da oltre dieci anni organizza ‘la Gioventù dibatte’, sintetizza così lo spirito del progetto. Oggi, per la fase ‘competitiva’ del percorso, 150 studenti delle superiori hanno riempito la Biblioteca di Bellinzona. Ed è incoraggiante vederli chini sui loro fogli, a ripassare le argomentazioni che gli toccherà difendere in questa lunga giornata di dibattiti a coppie. L’aria si riempie del loro vociare: “Oh zio, io comincio con l’economia così è più convincente”, “soressa, il ‘no’ è più difficile!”.

Gioco di ruolo

Va spiegato che si viene sorteggiati per sostenere o avversare una determinata proposta, in questo caso l’export di armi a paesi in guerra civile e la riduzione dell’offerta radiotelevisiva in italiano a un canale tivù e due radio. Ma questo è tutto sommato incidentale: conta sapere argomentare pro o contro anche per posizioni diverse dalle proprie, ed è su questo – conoscenza della materia, capacità di espressione e di dialogo, forza di persuasione – che si viene valutati. Una specie di gioco di ruolo, utilissimo non solo ad affinare le proprie capacità dialettiche, ma anche per imparare a mettersi nei panni degli altri. E non dev’essere facile, soprattutto per un adolescente, abbandonare il suo baricentro e difendere le tesi altrui.

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Imparare il rispetto

“Per me è stata un’ottima opportunità per imparare ad approfondire argomenti di attualità e imparare ad argomentare”, ci dice Sara, che studia al Liceo di Lugano 2 e un domani vorrebbe studiare diritto. Anche la sua compagna Alyssa conferma: “S’impara a esprimersi meglio e ad allenare la memoria”. Ma anche a vedere con un occhio diverso il dibattito politico degli adulti: “Non voglio essere cattiva, ma se è vero che spesso risultano molto persuasivi, a volte si esprimono su fatti che non conoscono oppure solo per ottenere voti”. Il giornalista Rsi Reto Ceschi, che di dibattiti ne ha moderati un’infinità e oggi è parte di una delle giurie, aggiunge: “È bello vedere che i ragazzi sono preparati e pronti a difendere anche posizioni che non sono le loro. È un esercizio che immagino i partecipanti ai dibattiti radiotelevisivi non facciano, a meno di sorprese… Interessante è anche l’attenzione dimostrata verso la correttezza del dibattito e il rispetto dell’opinione altrui, qualcosa che non si riscontra sempre nella politica qui da noi”.

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Mancano le Professionali

Passando la giornata a far da mosca sul muro, da un dibattito all’altro, si rimane stupiti dall’impegno dei ragazzi, anche quando magari l’imbarazzo e l’emozione potrebbero ostacolarli. Peccato che non si vedano in giro studenti delle scuole professionali, ma solo dei licei e della Commercio. “Coinvolgere le scuole professionali è un mio grande sogno”, ammette Sonzogni, “anche per renderne gli allievi meno vulnerabili agli slogan facili e alla disinformazione che rischiano di distorcere l’opinione pubblica”. In effetti, però, “facciamo più fatica. Non perché li escludiamo, anzi: il problema è che molti di loro devono conciliare studio e lavoro”. In ogni caso, l’impegno c’è e “il 27 aprile avremo una giornata di dibattito non competitivo che vedrà mettersi in gioco anche una classe del Centro professionale commerciale di Locarno. Segno che anche lo sforzo di sensibilizzazione e di formazione dei docenti sta dando i suoi frutti”. Il che è un bene, visto che “la democrazia non cade dal cielo”.

 

Ecco i vincitori, Lilu2 va fortissimo

Queste le sette coppie premiate:

1. Tullia Molo e Daniele Gianforte - Liceo Lugano 2

2. Santiago Storelli e Yannick Demaria - Liceo Locarno e Scuola cantonale di commercio Bellinzona

3. Samuel Morandi e Brian Brunson - Liceo Lugano 2

4. Chiara Lardi e Giorgia Cantamessi – Liceo Lugano 2

5. Fabio Sala e Zeno Bottinelli Montandon - Liceo Lugano 2

6. Ariela De Martino e Paul Krähenmann – Liceo Lugano 2

7. Alessandro Galli e Chiara Pesare – Scuola cantonale di commercio Bellinzona

 ***

Il progetto

La giornata di oggi, comunque, non è che una parte facoltativa di un percorso di preparazione e allenamento che dura diversi mesi, conta su circa 600 insegnanti formati in Ticino, e coinvolge sia le medie che le superiori. Il tutto alla luce di una convinzione ben espressa da Norberto Bobbio: “La teoria dell’argomentazione rifiuta le antitesi troppo nette: mostra che tra la verità assoluta e la non-verità c’è posto per le verità da sottoporsi a continua revisione”, e “sa che quando gli uomini cessano di credere alle buone ragioni, comincia la violenza”. Per questo l’educazione alla cittadinanza passa anche dall’imparare a dibattere in modo informato, civile e lucido.

Chino Sonzogni, docente in pensione, ha scoperto il progetto nel 2008: “Era derivato da un modello tedesco, chiamato appunto ‘Jugend debattiert’, ed era stato adottato pochi anni prima in Svizzera interna. Mi sono subito adoperato per introdurlo in Ticino”. Per l’organizzatore “si tratta di un modo per stimolare la partecipazione diretta e consapevole dei ragazzi alla vita democratica, con strumenti diversi rispetto a quelli di una convenzionale lezione di civica”.

Le giurie sono formate da tre persone: una formata dall’organizzazione, ad esempio un insegnante; poi un giornalista, un politico o una persona per così dire di spicco della società civile; il terzo, quando possibile, è uno studente universitario che ha già partecipato ai dibattiti da liceale”.

Alla fine della giornata, le sette coppie che hanno ricevuto una votazione più alta ricevono un piccolo premio, ma come si dice: l’importante è partecipare. Per farlo, o anche solo per saperne di più, l’indirizzo da visitare è www.gioventudibatte.ch

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