legge-negozi-unia-il-popolo-e-stato-truffato
ULTIME NOTIZIE Cantone
Mendrisiotto
1 ora

Al Centro diurno di Chiasso si fa prevenzione

In programma per venerdì misurazione di pressione e glicemia. L’appuntamento è in via Franscini
Bellinzonese
1 ora

Gite di natura sociale e culturale per i pensionati statali

Le attività rivolte ai 3’300 associati vanno dai viaggi in località particolari, alle visite guidate nei musei, passando anche dal gioco delle bocce
Luganese
1 ora

‘Ti aiuto a fare la modella’, ma è una truffa: condannato

Un 43enne del Luganese si è intascato circa 375’000 franchi creando domini internet che promettevano collaborazioni con grandi marchi della moda
Luganese
1 ora

Capriasca capitale della mountain bike giovanile in agosto

In programma ci sono i Campionati europei. L’evento di livello internazionale è in fase di preparazione
Locarnese
2 ore

Locarno, Comparto ex Macello: sì del Cantone alla variante

Il Dipartimento del territorio, fatte alcune considerazioni, giudica positivamente la visione futura dell’area, che avrà anche carattere sociale
Locarnese
2 ore

Rusca e Campagna, al via un’analisi del tessuto urbano

Pini: “Verso un Programma d’azione comunale, che servirà per definire lo sviluppo della Città e dei suoi quartieri”
Bellinzonese
2 ore

Verso più zone a 30 km/h a Moleno, Gorduno e Pianezzo 

I progetti sono in pubblicazione fino al 18 giugno al Dicastero territorio e mobilità a Sementina
Bellinzonese
3 ore

La Croce Verde Bellinzona si riunisce in assemblea

Appuntamento per martedì 7 giugno alle 18 nella sede di via Rodari 6. Verranno, fra l’altro, esaminati i conti d’esercizio 2021 e il preventivo 2022
Ticino
3 ore

In Ticino nessun morto di Covid da quasi una settimana

L’ultimo decesso segnalato risale a martedi 17 maggio. Calano ancora i pazienti Covid e i contagi
29.01.2020 - 11:37

Legge negozi, Unia: il popolo è stato truffato

Nel ricorso al Tribunale federale contestato il vincolo dell’entrata in vigore del testo al contratto collettivo e l’accusa “di aver mentito agli elettori”

“Il popolo è stato truffato, in merito alla Legge sull’apertura dei negozi nel 2016 ha votato un’altra cosa”. Il sindacato Unia è sulle barricate e, come anticipato, nella giornata di ieri ha inoltrato un ricorso al Tribunale federale. “Il contratto collettivo vincolato alla Legge peggiorerà le condizioni”, annota Giangiorgio Gargantini, segretario regionale di Unia, spiegando alla stampa le ragioni del ricorso.

Ricorso che non verterà esclusivamente sul ccl perché “non possiamo ricorrere senza avere dati che non ci forniscono, e perché non abbiamo il potere di bloccare quanto deciso da padronato e altri sindacati escluso il nostro”. Oggetto del reclamo al Tf è “tutto il concetto, dall’aver incostituzionalmente vincolato, con l’articolo 23, l’entrata in vigore della legge a un ccl – quindi violando l’unità di materia mischiando legge cantonale come quella sui negozi, e federale come la protezione dei lavoratori – all’aver, ripetiamo, truffato gli elettori”. Nel senso che, spiega Gargantini, “quando il popolo si è espresso su questo tema, gli era stato detto che si sarebbe trattato di mezz’ora in più di apertura. Invece, con la questione delle deroghe e della follia delle zone turistiche e di frontiera la deroga è diventata regola”.

E questo per Unia “è intollerabile”, poiché “oltre essersi fatti beffe della volontà popolare, altroché accusare noi perché facciamo ricorso, hanno deciso qualcosa di cui nessuno ha parlato prima”. Queste deroghe “per motivi turistici non consentono mezz’ora in più, ma per i negozi fino a dieci dipendenti e sotto i 200 metri quadri di superficie sia in estate sia in inverno si arriva alla possibilità di aprire fino alle 22:30 tutti i giorni, festivi compresi” spiega il segretario regionale di Unia. Il tutto, “senza alcun corrispettivo ai lavoratori: con il nuovo ccl della vendita, guadagneranno 1.58 franchi in meno all’ora rispetto al contratto normale di lavoro perché la tredicesima è stata istituita considerando il medesimo salario. E sarà inferiore anche rispetto al salario minimo appena deciso dal Gran Consiglio”.

E, “beffa delle beffe, queste zone turistiche nel decreto sono un’ottantina: compresa Molino Nuovo a Lugano”, dove si è svolta apposta la conferenza stampa. “Sono nato e cresciuto in questo quartiere, in 43 anni non ho mai visto un pullman di turisti” aggiunge sarcastico Gargantini.

Insomma, ora la palla è nel campo del Tf. Al quale Unia chiede L’abrogazione della Legge sull’apertura dei negozi, del regolamento della legge e del suo decreto esecutivo: “Quello che consente queste assurde deroghe, di cui nessuno ha mai parlato al popolo quando si è votato”.

E sulle possibili accuse di tradire la volontà popolare, Gargantini è caustico: “Sono gli altri ad averlo fatto, ad aver mentito. E i sindacati come l’Ocst che hanno avallato queste decisioni risponderanno ai lavoratori delle scelte fatte e di come sono state prese. A partire da un ccl approvato, ma da noi non firmato, con sotterfugi e modi poco chiari”.

Leggi anche:

Legge orari negozi, doppio ricorso a Losanna

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved