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17.01.2020 - 16:140

7'352 firme per l'iniziativa anti dumping dell'Mps

Sono state consegnate oggi alla Cancelleria dello Stato. Matteo Pronzini: ‘Un contributo alla lotta contro la precarizzazione del lavoro’

A tre anni e mezzo dalla prima iniziativa contro il dumping salariale, dove passò il controprogetto al testo del Movimento per il socialismo, il popolo ticinese tornerà a esprimersi sul tema. Sono infatti 7’352 le firme raccolte dall’Mps per l’iniziativa ‘Rispetto per i diritti di chi lavora! Combattiamo il dumping salariale!’. Firme che sono state consegnate questo pomeriggio alla Cancelleria dello Stato.

«Il lancio di questa seconda iniziativa, che per larga parte riprende la prima, era un atto dovuto nei confronti della popolazione», spiega alla ‘Regione’ il deputato Matteo Pronzini. Che riprende: «Tre anni fa la discussione è stata falsata da un controprogetto che era un bidone, perché faceva credere che si poteva risolvere il problema aumentando di qualche unità il numero di ispettori. Un aumento che nemmeno è stato rispettato». Non va dimenticato, per Pronzini, «come sia chiaro che senza un controllo a tappeto preventivo, con invio al Cantone dei contratti di lavoro, non è possibile cercare di limitare la precarizzazione». Più di 7mila firme raccolte in due mesi, e dall’Mps in corsa solitaria con il solo sostegno del gruppo Insieme a sinistra di Mendrisio. Nonostante questo, aggiunge il granconsigliere, «siamo riusciti a far passare il messaggio che il problema non sono i frontalieri, ma le condizioni di lavoro, che sono scandalose». E dagli altri partiti della sinistra cosa auspica in vista del voto? «Questa iniziativa può dare un contributo alla lotta alla precarizzazione, ogni organizzazione e partito dovrà prendere posizione. Ognuno evidentemente risponderà a livello politico ai propri elettori delle scelte che farà».

Cosa chiede il Movimento per il socialismo

Per la granconsigliera Angelica Lepori Sergi «è fondamentale aumentare i controlli sul mercato del lavoro, sempre più precario. Permetterà di intervenire in maniera chiara dove ci sono situazioni di abuso e negazione dei diritti». Il sindacalista di Unia Vincenzo Cicero ricorda dal canto suo come «il dumping sta assumendo la forma di emergenza sociale, e quando politica e istituzioni non danno risposte concrete iniziative come queste servono per avere strumenti utili». Strumenti che, in soldoni, sono la notifica di ogni contratto di lavoro e delle condizioni di lavoro, come salario percepito e orario; il potenziamento dell’Ispettorato del lavoro, «nella misura di un ispettore in più ogni 5mila persone attive in Ticino»; la pubblicazione di una statistica dei salari e delle condizioni di lavoro.

E una novità, rispetto all’iniziativa di tre anni fa. Il testo appena depositato, rileva Françoise Gehring, «prevede anche la creazione di una sezione femminile all’interno dell’Ispettorato del lavoro, per rispondere tra le varie emergenze pure all’istanza presentata dallo sciopero delle donne dello scorso 14 giugno. Le disparità salariali tra uomo e donna sono conclamate, lapalissiane. Un maggior controllo anche sulle condizioni di lavoro delle donne è fondamentale». La richiesta è di un’ispettrice ogni 2’500 donne attive in Ticino.

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