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Ticino
19.11.2019 - 18:070

Iniziativa dei Comuni, il parlamento si muove

Da Agustoni (Ppd) e Pini (Plr) la proposta di compromesso: il taglio di 25 milioni su due anni. Durisch (Ps) avverte: occhio al Preventivo del Cantone

In parlamento si sblocca l’iniziativa con cui sessanta e passa Comuni chiedono di alleggerire il contributo di 38,13 milioni che gli enti locali, in virtù del decreto legislativo del 2014, versano annualmente al Cantone per risanarne le finanze: la richiesta è di un taglio netto di 25 milioni di franchi dal 2020, visto che, sostengono, i conti cantonali sono tornati “ampiamente nelle cifre nere”.

Oggi la Gestione ha incaricato il popolare democratico Maurizio Agustoni e il liberale radicale Nicola Pini di redigere il relativo rapporto, con una proposta che in commissione troverebbe d’accordo tutti, quasi tutti. «Una proposta di compromesso», dice alla ‘Regione’ Agustoni. Ovvero «dodici milioni e mezzo in meno l’anno prossimo e dodici milioni e mezzo in meno nel 2021». Dunque una riduzione graduale, spalmata su un biennio, della somma da decurtare indicata dagli iniziativisti. Ma erano stati loro stessi a ventilare – e questo la scorsa settimana quando la Gestione ha sentito i sindaci di Vernate e Canobbio, rispettivamente Giovanni Cossi e Roberto Lurati – la possibilità di una riduzione progressiva dei 25 milioni, con la soppressione totale dell’importo dal 2022 (vedi la ‘Regione’ del 13 novembre). Uno scenario che la maggioranza commissionale ha fatto proprio. «Nella speranza – osserva Agustoni – che fra tre anni sia finalmente giunto a conclusione il progetto Ticino 2020, con anche una ridefinizione della perequazione». Ticino 2020, cioè la riforma avviata tempo fa dal Dipartimento istituzioni per rivedere compiti e flussi finanziari fra i due livelli istituzionali, Cantone e Comuni.

Il sindaco di Vernate Giovanni Cossi: sono felicissimo!

«Sono felicissimo!», esclama Cossi, primo firmatario dell’iniziativa, da noi raggiunto. Perché, sottolinea il sindaco di Vernate, «è un segnale molto importante non solo per noi, ma per tutti i Comuni, soprattutto quelli piccoli. È la prova che quando si crede in una battaglia e la si combatte con forza e decisione nessun obiettivo è precluso». Aggiunge: «Speriamo che questa vicenda sia di insegnamento per il futuro. Auspichiamo un cambio di paradigma: se le finanze cantonali vanno male, il Cantone deve chiedersi cosa può fare per migliorarle, prima di sollecitare sforzi ai Comuni, alcuni già al limite delle possibilità». Il rapporto, riprende Agustoni, «verrà sottoposto martedì ai colleghi della Gestione per la firma, in modo che il plenum del Gran Consiglio possa pronunciarsi nella seduta che si aprirà il 9 dicembre».

L’esame del rapporto commissionale sull’iniziativa ‘Per Comuni forti e vicini al cittadino’ «avverrà contestualmente a quello del Preventivo 2020 del Cantone». Se la proposta di compromesso sarà accolta dal parlamento, con conseguente modifica del decreto del 2014, occorrerà infatti ritoccare il Preventivo considerato il mancato introito di 12,5 milioni. In tal caso gli enti locali continueranno comunque a versare al Cantone 25,6 milioni, ossia quanto resta sottraendo i 12,5 milioni dagli attuali 38,13. La soluzione prospettata, evidenzia il corelatore del Ppd, «è sostenibile per le finanze cantonali. Come partito eravamo già d’accordo con la richiesta di partenza degli iniziativisti, ma sarebbe stato difficile avere la maggioranza in commissione. Questo mi sembra un valido compromesso». Rileva a sua volta Pini: «L’idea che ha trovato terreno fertile oggi in Gestione è stata quella di andare incontro alle richieste dei Comuni, e trovo molto importante che questa proposta sia stata discussa anche con l’Associazione dei comuni ticinesi. L’obiettivo è, in parallelo, di riuscire a far avanzare il progetto Ticino 2020, e oggi siamo davvero arrivati a una quadratura del cerchio».

Una quadratura del cerchio che però, in casa liberale radicale, solo la settimana scorsa faceva un po’ storcere il naso, per via dei mancati incassi da parte del Cantone. Cosa è cambiato? «Niente – risponde Pini – nel senso che se è vero che nel corto termine scenderà l’importo versato dai Comuni, dal 2022 l’idea è che si riparta appunto su una nuova base con il progetto Ticino 2020, che possa davvero chiarire i flussi finanziari tra Cantone e Comuni e le competenze. Grazie a questo compromesso speriamo si possa rasserenare e di molto il rapporto tra i due livelli istituzionali». È importante, conclude il corelatore del Plr, «che non si litighi ma che si lavori insieme per rispondere alle attese dei cittadini».

Prudente il capogruppo socialista in Gran Consiglio Ivo Durisch: «Non abbiamo ancora una posizione, dobbiamo discuterne in gruppo. È chiaro che bisogna tener conto di come, prendendo questa strada, il Preventivo 2020 si appesantisca. Ed è un Preventivo che già aumenterà di 15 milioni a causa della diminuzione del coefficiente cantonale d’imposta».

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