Ticino

Via metà Kering/Lgi, la reazione dei sindaci: 'No panic'

Alberti (Bioggio) e Zinniker (Sant'Antonino) non nascondono preoccupazione ma fanno affidamento sulla solidità delle rispettive zone produttive

Simona Zinniker (Sant'Antoinino) ed Eolo Alberti (Bioggio)
22 maggio 2019
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A Bioggio stabilimento chiuso entro tre anni (via 170 posti di lavoro) e a Sant'Antonino forse chiuso ma con un'opzione per il mantenimento di 50 degli attuali 120 posti di lavoro. Questo lo scenario esposto stamane ai dipendenti, quasi tutti frontalieri, dei due centri logistici di Kering/Lgi toccati dalla decisione di trasferire metà della forza lavoro (oggi si contano 800 posti) in una nuova struttura logistica in provincia di Novara entro il 2022. La reazione dei due sindaci non è delle più entusiastiche, ma traspare anche fiducia. Perché? «Rifiuto la logica dell'isterismo», attacca il sindaco di Bioggio Eolo Alberti. Bioggio, 59% di moltiplicatore e un centro logistico presente da 15 anni. Non la preoccupa la notizia delle ultime ore? «In effetti sorprende, perché stiamo parlando di una società che fino all'altro ieri mirava a consolidarsi in Ticino, mentre ora di punto in bianco, per vari motivi, intende partire per metà. Non possiamo farci nulla. Oppure sì: anziché star qui a disperarci, cerchiamo di lavorare sul fatto che il nostro Cantone e il nostro Comune hanno molto da dare in termini di sicurezza e qualità fiscale. Posso perciò immaginare che da qui a tre anni Kering/Lgi possa nuovamente cambiare strategia e tornare almeno parzialmente. Stiamo peraltro parlando di un centro logistico all'avanguardia che può certamente interessare ad altri gruppi». Quanto al moltiplicatore d'imposta di Bioggio, «a breve-medio termine non prevediamo di aumentarlo. La situazione della nostra zona produttiva è sana e non ci sono notizie di altre partenze. Certo, se ne va un ottimo contribuente...». A Sant'Antonino – dove c'è il 65% di moltiplicatore e dove Kering/Lgi ha realizzato il proprio centro logistico più grande del Ticino inaugurato cinque anni fa con un investimento superiore ai 40 milioni di franchi – la reazione della sindaca Simona Zinniker è composta. Anche per lei vale la regola 'No panic'. «C'è in effetti l'ipotesi della chiusura, ma c'è pure un certo margine per mantenere quasi metà degli attuali dipendenti», dichiara interpellata dalla 'Regione': «Abbiamo quindi due/tre anni per valutare insieme a Kering/Lgi quali prospettive di lavoro vi sono. Ovviamente confidiamo in una continuità, ma sappiamo anche che essendo la struttura moderna e all'avanguardia, una volta messa sul mercato potrebbe facilmente interessare altri gruppi. Lo auspichiamo vivamente, forti peraltro del nostro prelievo fiscale che non prevediamo di aumentare nel breve e medio termine», ma semmai solo nel lungo termine portandolo al 70% «in considerazione delle notizie avute negli ultimi mesi da Kering/Lgi». La zona commerciale, artigianale e industriale di Sant'Antonino, annota Zinniker, «è infatti florida. Lo era prima dell'arrivo di Kering/Lgi, lo rimarrà anche dopo una sua eventuale partenza». Quanto al moltiplicatore d'imposta, risponde la sindaca a una nostra sollecitazione, «è vero che era stato diminuito dal 75% al 65% prima dell'arrivo di Kering/Lgi, ma solo una volta avuta conferma che il gruppo avrebbe effettivamente edificato qui il centro logistico. Lo si era abbassato sulla base di un introito fiscale delle persone giuridiche le cui previsioni non indicavano allora diminuzioni».

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