Ticino
02.04.2019 - 11:210

Flavescenza dorata, sempre diffusa nonostante le misure di lotta

Vallese indenne dal fitoplasma che colpisce le viti, ma la lotta continua nella regione del Lavaux.

Riconosciuta come organismo da quarantena, la flavescenza dorata è una grave malattia della vite oggetto di un rigoroso piano di sorveglianza e di misure di lotta obbligatorie. Dalla sua comparsa in Ticino nel 2004, Agroscope segue attentamente l’evoluzione della malattia e del suo vettore, un insetto, per impedirne la diffusione. La flavescenza dorata è causata dal fitoplasma Candidatus Phytoplasma vitis e trasmessa epidemicamente da la cicalina Scaphoideus titanus, presente in Ticino, nei vigneti lungo l’Arco Lemanico, e in Vallese. I ceppi colpiti presentano segni di stress idrico e muoiono più o meno rapidamente a seconda del vitigno. Poiché i sintomi non sono molto specifici, soltanto l’analisi molecolare eseguita da Agroscope consente di attestare la presenza della malattia. Data la mancanza di un trattamento curativo efficace del fitoplasma, nei focolai e nelle zone adiacenti sono prescritte misure di lotta obbligatorie che prevedono, in particolare, la lotta contro la cicalina e la distruzione dei ceppi contaminati. La collaborazione tra il Servizio fitosanitario federale e i Cantoni interessati ha permesso di eradicare la FD in Vallese e nel Chablais, ma la lotta deve continuare nel Lavaux e in Ticino.

In Vallese vigneti quasi indenni, in Ticino si dovrà convivere

Rilevato a Fully nel 2016, l’unico focolaio in Vallese è stato eradicato. Dopo due anni privi di nuovi casi, questa zona viticola vallesana può nuovamente essere considerata indenne. Da quest’anno la lotta obbligatoria viene quindi abbandonata, ma rimangono in vigore le misure di lotta per i vivai e la sorveglianza da parte del servizio fitosanitario cantonale. Il focolaio scoperto nel 2016 a Villeneuve è stato eradicato e, come in Vallese, la lotta obbligatoria viene quindi abbandonata. A La Tour-de-Peilz, dove il focolaio è stato individuato nel 2015, i casi sono in netta diminuzione a dimostrazione dell’efficacia della strategia di lotta. Nel Lavaux, invece, diversi focolai non sono ancora sotto controllo a Saint-Saphorin e, in particolare, a Chardonne, dove nel 2018 la situazione è peggiorata. In totale restano oggetto di lotta obbligatoria 440 ettari. In Ticino, la flavescenza è diffusa in tutti i vigneti nonostante le misure di lotta rigorosamente applicate da 14 anni. Agroscope ha infatti dimostrato che la sua epidemiologia al sud delle Alpi è più complessa di quella delle altre regioni. La lotta contro la cicalina si è dimostrata efficace, ma sono stati individuati altri vettori e piante ospiti della FD (oltre alle viti). Il Cantone Ticino, d’intesa con il SFF, ha quindi deciso di sospendere per due anni i trattamenti, eccetto quelli relativi ai vivai viticoli. Rimane però attivo l’obbligo di notificare i nuovi casi e di distruggere i ceppi contaminati. Parallelamente a questa moratoria è stato elaborato un piano di sorveglianza nell’ambito di un progetto di ricerca nato dalla collaborazione tra il Cantone, Agroscope e l’Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio. Il Cantone raccomanda ai vivaisti viticoli di trattare il materiale del genere Vitis (portainnesti, marze, barbatelle) con acqua calda o di trattare due volte all’anno le loro parcelle con un insetticida contro la cicalina Scaphoideus titanus.

Piano di sorveglianza e di lotta contro la flavescenza dorata

Dal 2004 Agroscope e il Servizio fitosanitario federale, unitamente ai servizi fitosanitari cantonali, effettuano la sorveglianza nazionale del suo insetto vettore, allo scopo di monitorare la diffusione della cicalina Scaphoideus titanus e la comparsa dei sintomi della malattia. Tutti i ceppi che presentano sintomi devono essere obbligatoriamente notificati ai servizi fitosanitari cantonali o ai commissari viticoli per permettere la campionatura e l’analisi molecolare presso il laboratorio di fitoplasmologia di Agroscope. Nelle zone dove sono presenti la cicalina e la flavescenza (perimetro di lotta attorno ai focolai) il trattamento contro l’insetto è obbligatorio, a eccezione del Ticino (vedere sopra). Le autorità cantonali stabiliscono i perimetri e i periodi ottimali di lotta. Parallelamente vengono estirpati i ceppi che presentano sintomi. A nord delle Alpi e in Vallese il materiale vegetale destinato al rinnovo o all’impianto di un vigneto e il materiale del genere Vitis (marze, portainnesti) devono essere muniti di un passaporto fitosanitario recante l’indicazione ZP-d4. L’indicazione ZP-d4 è un’aggiunta al passaporto fitosanitario la quale attesta che barbatelle, marze o portinnesti provengono da regioni non contaminate oppure che hanno subito un trattamento attraverso un bagno in acqua calda a 50°C per 45 minuti. La termoterapia è attualmente l’unico mezzo di lotta diretta contro il fitoplasma che la causa.

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