laRegione
Nuovo abbonamento
genitori-sappiate-che-oggi-i-pedofili-sono-in-rete
(foto Ti-Press)
ULTIME NOTIZIE Cantone
Ticino
25 min

Andrea Pronzini capo del Centro di formazione di polizia

Coordinerà le attività di selezione dei candidati aspiranti agenti. Subentra a Manuela Romanelli Nicoli
Luganese
59 min

Gandria e Morcote, aumentano le corse in battello

La Società di navigazione ha potenziato l'offerta pomeridiana
Bellinzonese
1 ora

Nessun complotto: costrinse la figliastra a fare sesso

La Corte di appello conferma la sentenza emessa in primo grado: il 69enne della regione è colpevole di violenza carnale. Dovrà scontare cinque anni di carcere.
Luganese
2 ore

Tram Treno, le associazioni ambientaliste: si deve fare di più

I tre sodalizi chiedono al progetto del Dipartimento del territorio: riassetto dello snodo di Cavezzolo e mantenimento della linea di collina
Luganese
2 ore

I City Angels di Lugano distribuiranno 4000 mascherine gratis

Iniziativa di aiuto per combattere la pandemia, grazie al sostegno di due società ticinesi
Ticino
3 ore

Tutti i controlli radar della prossima settimana

Ecco l'elenco completo delle località in cui verranno svolti dei controlli della velocità mobili e semi-stazionari
Luganese
3 ore

Balneabili le acque di Porto Ceresio

Soddisfatta la sindaca, Jenny Santi che negli ultimi mesi era stata presa di mira da minoranza e ambientalisti
Bellinzonese
3 ore

Corbaro ritrova la libertà all'ombra del Castello di Cima

Il gufo, trovato dalla Spab con un'ala spezzata e curato dallo studio medico Keller e Pedretti, è tornato a volare nel bosco sovrastante la Turrita
Bellinzonese
4 ore

Abusò di una minorenne, pena confermata in Appello

Nessuno sconto per il 30enne ricorrente: per la Carp è colpevole di violenza carnale e dovrà scontare quattro anni di carcere
Locarnese
4 ore

Locarno, poveri pianeti dell'Astrovia

Interrogazione al Municipio sul pessimo stato di conservazione di questa proposta didattica voluta dalla Società astronomica ticinese, inaugurata nel 2001
Ticino
4 ore

Operazione 'Imponimento', arresto non convalidato per cinque

'Ndrangheta e infiltrazioni in Svizzera, il Tribunale di Catanzaro conferma il provvedimento per 70 persone
Locarnese
5 ore

Quartiere Rusca-Saleggi, 'via il piede dal gas!'

In arrivo il limite dei 30 km/h in tutto il perimetro. Una misura voluta per tutelare al meglio gli utenti deboli della strada
Ticino
8 ore

Dopo una tregua, torna la canicola

Allerta di grado tre in Ticino da domani pomeriggio fino a mercoledì sera. Previste temperatura fino 34 gradi e alti tassi di umidità.
Locarnese
8 ore

'Villaggio svizzero dell'anno', due finalisti sono ticinesi

Gambarogno e Losone figurano tra le 12 località prescelte dal concorso, che quest'anno premia solidarietà e creatività in ambito Covid-19
Mendrisiotto
8 ore

Mercato dell’usato a favore dell’Uganda, si rinvia

La prudenza dettata dalla situazione sanitaria ha convinto gli organizzatori a rimandare al marzo del 2021 a Mendrisio
Ticino
05.03.2019 - 06:000
Aggiornamento : 07:29

'Genitori, sappiate che oggi i pedofili sono in rete'

Un pomeriggio con la polizia in una classe di V elementare a Breganzona tra rischio di dipendenza da videogiochi e predatori sessuali

«Devi uccidere tutti gli avversari, ma ‘Fortnite’ non è un gioco violento, non vedi mai sangue». A parlare è un ragazzino di 11 anni, va in V elementare a Breganzona, dove due agenti della polizia di Lugano stanno tenendo una lezione su bullismo, cyberbullismo e molestie in rete (vedi sotto). Seguiamo la lezione che si infiamma davvero quando si arriva al popolare videogame di battaglia ‘Fortnite’. Cento avatar, un’isola zeppa di armi e solo un vincitore: chi farà fuori tutti gli altri. Si può accedere in qualsiasi momento e luogo. Infatti può essere giocato sul cellulare. Tutti in classe lo conoscono anche se è per over 18. Il sergente Claudio Mastroianni racconta di un dodicenne che ha speso mille franchi su ‘Fortnite’ usando la carta di credito del padre, che gli aveva permesso un primo acquisto. «Poi sono diventati due, poi dieci, fino ad arrivare a 81 oggetti in 78 ore». La carta di credito era stata memorizzata, bastava schiacciare un pulsante per riusarla. La soluzione, prosegue l’agente, è usare una carta di credito prepagata con la somma che decidono i genitori. Dall’ultima fila si alza una mano, un ragazzino minuto sfodera tutta la sua competenza: «Io ci gioco ma non ‘shoppo’, le gemme per avanzare sono nei bauli, non serve comperarle». Nel gergo virtuale, ‘shoppare’ sta per acquistare. Come ‘trollare’ – scopriamo – sta per disturbare in rete. E chi ‘trolla’ viene ‘bannato’. Capiamo dagli interventi che molti hanno già la carta prepagata per i giochi online. Solo una ragazzina è fuori dal coro: «Mi dà proprio fastidio la violenza di questi giochi dove tutti sono contro tutti».

Dodicenne adescato online e rapito

Mandare in rosso la carta di credito dei genitori non è l’unico rischio. Ci sono anche gli orchi dietro la tastiera: «A volte su internet incrociate persone cattive e dovete tirar fuori i vostri superpoteri», spiega l’agente. Poi racconta di Paul, un 12enne di Soletta, rapito e abusato due anni fa, da un 35enne che spacciandosi per un coetaneo lo aveva adescato online, sulla chat del videogame ‘Minecraft’, giocato da milioni di bambini. «Paul è stato portato in Germania, dove è stato liberato dopo sei giorni», precisa l’agente. In classe cala il silenzio. Un bimbo ammette: «Io gioco con degli italiani a ‘Fortnite’ ma non uso il mio vero nome e non dico nulla di me». Il monito è chiaro: mai giocare con sconosciuti! 

Stregati e dipendenti da ‘Fortnite’

Come hanno già scoperto alcuni inconsapevoli genitori, un altro rischio in agguato è la dipendenza. I giocatori di ‘Fortnite’ competono in combattimenti di 100 persone fino a quando l’ultimo è in piedi. Difficile lasciare la partita una volta avviata. Scoppia la Terza guerra mondiale se la mamma chiama per la cena, perché chi se ne va perde. Insomma una volta agganciati, è difficile smettere. «Come una bimba che ha giocato tre giorni e tre notti, senza mangiare e dormire, facendosi la pipì addosso per non lasciare il gioco. Che cosa possono fare i genitori in un caso simile?», chiede l’agente. Arrivano più risposte: «A mia sorella hanno bloccato delle App». Oppure: «Spesso mi tolgono il cellulare». Ma in casi così gravi, prosegue il poliziotto, ci vuole lo psicologo.
Di tema in tema, si arriva ai social, che tutti ben conoscono. Gli agenti spiegano ai ragazzi di evitare loro foto in rete, e ribadiscono che tutto ciò che viene postato rimane in rete. «Sappiate che se ricevete un video con contenuti sessuali e lo condividete, state commettendo un reato. Se ciò dovesse succedere informate i vostri genitori, la scuola, la polizia o una persona di vostra fiducia», conclude l’agente.

‘Genitori sappiate che ladri e pedofili oggi sono in rete’

È un caso di bullismo realmente accaduto. A raccontarlo è l’agente Mastroianni, la classe è molto attenta. Racconta di una bimba che in prima media si ritrova una classe tutta nuova. Ogni giorno, più volte al giorno, tre compagne le ripetono: “Sei brutta e sei vestita male”. Lei si tiene tutto dentro, non ne parla coi genitori, ma piange in camera. Inizia a non uscire più e ogni volta che si guarda allo specchio si vede brutta. Passano i mesi e la bimba perde la voglia di studiare. Finché si ammala e i genitori la ricoverano. Quando finalmente la bimba si confida, l’unica soluzione è cambiare scuola. Le reazioni della classe: «Erano solo gelose». «Volevano farle male dentro». «Perché non ha parlato coi genitori?». Un esempio per spiegare che una certa violenza ti entra in testa e ti fa ammalare.

‘Serve più controllo da parte degli adulti’

«Se 5 anni fa, metà degli allievi aveva lo smart­phone, oggi ce l’hanno tutti», ci dice Mastroianni. Per l’agente serve più controllo da parte dei genitori. Devono interessarsi a ciò che fanno i figli quando sono online: conoscere il gioco e chiedere loro se conoscono le persone con cui interagiscono. «Oggi i ladri sono in rete ed anche i pedofili, occorre imparare a non fare entrare tutti sul proprio cellulare», dice. Spesso i predatori sessuali individuano le vittime ponendo domande apparentemente disinteressate; per capire se hanno a che fare con un bimbo che magari si sente solo e per questo si rifugia nei videogame. 

© Regiopress, All rights reserved